Le grandi denunce di Striscia la Notizia.

Nella puntata del 1° aprile (e non credo che sia uno scherzo) è andata in onda una delle brillanti denunce di sperpero di denaro pubblico. Questa volta il bersaglio è l’azienda municipale per la raccolta dei rifiuti di Palermo. Una corrispondente di giallo vestito elenca le nequizie del caso: servizio pessimo, tariffe alte, ma soprattutto un bilancio dissestato al limite del fallimento. E per quali motivi? Nessun dubbio: assunzioni clientelari di parenti di politici, consulenze d’oro agli amici ed agli amici degli amici, spese insensate. Insomma: una gestione delle finanze aziendali dissennata. Al punto, ci si dice, che la Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta. Ma, ci informa sempre la brillante signorina, l’indagine verrà sicuramente archiviata perché servirebbe la querela del sindaco di Palermo, in qualità di socio unico dell’azienda municipale. Ed essendo gli amministratori responsabili del dissesto (così ci fanno capire) nominati dalla politica così come il sindaco stesso, la querela non c’è stata.

Scandalo! La solita Italia! Vergogna!

Però non è proprio detto che questa vicenda sia un’eredità della “prima repubblica”.

Infatti i reati imputabili agli amministratori della municipalizzata vanno sotto il nome sintetico di “falso in bilancio” e, fino al mese di aprile 2001, sarebbero stati perseguiti d’ufficio dalla Procura della Repubblica. Ma grazie al dlgs 61/2001, meglio noto come “riforma del diritto societario” o “depenalizzazione del falso in bilancio”, detti reati sono divenuti perseguibili a querela del socio, in questo caso il sindaco.

Ecco allora che una delle famigerate “leggi ad personam” si rivela per quella che è: non soltanto un provvedimento in favore del solo Silvio Berlusconi, ma una norma funzionale al nuovo regime della gestione della cosa pubblica, nel quale la politica dispone come crede delle risorse pubbliche senza la preoccupazione di dover rispondere alla magistratura delle proprie ruberie.

Ed allora grandi investigatori di Striscia la Notizia dovrebbero completare il loro servizio-denuncia, informando i loro telespettatori che la simpatica situazione da essi denunciata con somma indignazione è figlia dell’attività legislativa del loro padrone, Silvio Berlusconi, che volle la depenalizzazione del falso in bilancio.

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