Va bene.

febbraio 15, 2011

Va bene, sono stato zitto in tutto questo tempo per lasciare che si sfogassero gli istinti, ma adesso sarebbe anche ora di dire due parole. Visto che chi le dovrebbe dire (io non faccio nomi, vero Bersani?) non lo fa.

Cominciamo osservando un paio di cose.

Berlusconi, recentemente, ha strillato di non aver mai pagato per prestazioni sessuali, di non aver mai frequentato minorenni, di aver organizzato solo elegantissime serate mondane. Gli atti della Procura di Milano (che via sia condanna o no) dimostrano che invece ha pagato fiumi di denaro per prestazioni sessuali, che ha frequentato minorenni, che nelle sue residenze si tengono abitualmente festini hard. Insomma ci ha raccontato una caterva di menzogne.

Ricordo che, a proposito del processo Mills, B. ha sempre strillato di non aver mai corrotto nessuno. Lo stesso nel processo Mondadori, in quello “tangenti Guardia di Finanza” ed in quello SME. Ha sempre negato di aver pagato tangenti a Craxi falsificando bilanci e frodando il fisco (processi All Iberian 1 e 2). Ha sempre affermato di non essersi mai ingerito di questioni interne alla RAI, di non aver beneficiato della legge Gasparri (ed infatti si vedono i risultati) e del potere di nomina dei vertici aziendali. Ha sempre negato di aver avuto rapporti con Cosa nostra, accusando come minimo di follia chi rivelava fatti evidenti, uscendo sempre con archiviazioni dubitative dai processi per riciclaggio e per concorso in strage (aspettiamo gli esiti delle indagini in corso a Firenze, a Palermo e a Caltanissetta). Ha sempre negato di aver voluto “leggi ad personam” per uscire indenne dai suoi processi, quando in verità ha beneficiato largamente della depenalizzazione del falso in bilancio e della decurtazione della prescrizione contenuta nella legge ex Cirielli. E mi fermo per non risultare noioso.

Insomma. Le stesse astronomiche fandonie che ci rovescia addosso ora le urla fin dal primo giorno in cui è apparso sulla scena politica. Oggi che l’argomento è comprensibile a tutti (prostituzione minorile, lo capisce chiunque) si potrebbe far comprendere agli italiani che viviamo nel regno della menzogne, governati da un tizio che ci seppellisce di balle da sedici anni.

Questo per dire che se mai Berlusconi dovesse cadere per via del “caso Ruby”, ciò non è dovuto (non dovrebbe essere dovuto) alla pervicacia della Procura di Milano nel perseguire ogni reato che commette, ma alla presa di coscienza da parte del paese (almeno di una porzione considerevole) che egli non è la persona che vuol far credere di essere, che la sua politica non è quella che rappresenta, che le leggi che ha voluto sono uno scempio. E questo è un fenomeno tutto politico, non è una scorciatoia giudiziaria per sopperire alla pochezza di iniziativa politica dell’opposizione. Se un primo ministro dimostra di essere politicamente indegno (anche come riflesso indiretto di indagini giudiziarie), la sua caduta non è un “golpe giudiziario” come troppi ammettono implicitamente e come a sinistra si teme venga ribadito a scopi elettorali. E’ un fatto che appartiene alla naturale dinamica politica, nella quale anche le evidenze giudiziarie concorrono a formare l’opinione collettiva su un primo ministro.

Se questo inciampo della prostituzione minorile servirà a far cadere il governo, a restituirci un parlamento un po’ più decente, dobbiamo esserne felici. Ma poi dovremo continuare ad occuparci di tutto il resto. A partire dall’assetto del sistema televisivo per arrivare ai processi sulle stragi di mafia del ’92-’93. Se mai quella verità verrà alla luce, allora sì che questo processetto di Ruby ci apparirà per la sciocchezza che effettivamente è. Anche se forse passerà alla storia come la trappola che fece cadere il grande B.

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