La Grande Dimenticanza

marzo 5, 2014

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Sorrentino è un virtuoso della narrazione per immagini e La Grande Bellezza è un prodotto maturo e riuscito del suo stile. I suoi film precedenti hanno la medesima caratteristica: non c’è una storia che sottende gli episodi, un tessuto che li sostiene, ma sono gli episodi che si susseguono e trainano la narrazione. E, a loro volta, fioriscono autonomamente dall’estro del regista, animati di vita propria e disancorati dal flusso del film, come se ad ogni passo si potesse dimenticare quello precedente. Sorrentino, colta un’idea da cui far fiorire tanti flash, sembra guidato e rapito dal suo gusto per l’immagine e per l’immediato, rigettando l’idea stessa di raccontare.

Detrattori ed estimatori sembrano su questo concordi: non c’è trama o intreccio; non c’è un racconto, ma solo una sequenza di esperienze artistiche da gustare o sopportare, dimenticando quella appena conclusa e aspettando la successiva.

Un’apologia della dimenticanza, dell’oblio, dell’immediatezza. Della superficialità.

Il successo del film può anche essere letto così: l’esaltazione dell’oblio; la voglia di non dover ricordare, pensare, analizzare. La Roma che ci viene offerta è come se fosse immutabile, nata come appare; come se non ci fosse una storia millenaria alle spalle ad averla plasmata. E’ come se, nell’impossibilità di digerire il passato, si decidesse di ignorarlo.

E questo è in fondo il tratto del nostro tempo, nel quale la superficialità sembra aver definitivamente prevalso, e dove il dogma sembra essere la rimozione. Pur celebrando giornate della memoria (parziale), viviamo una continua rimozione del passato recente: guai a voltarsi indietro per capire cosa ha reso noi ed il nostro mondo quello che sono.

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Pompei

febbraio 26, 2014

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– Scommetti che riesco a fare un film con gli ingredienti di The day after tomorrow, Il miglio verde, Titanic, Il Gladiatore, The passion, The impossible e Dante’s peak?

– ahahahah! Scemo.

L’ha fatto veramente.


Robin Hood

giugno 16, 2010

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Capisco che Ridley Scott sia convinto che Russell Crowe possa reggere da solo un film di tre ore.
Capisco che dopo “Il Gladiatore” sia convinto di poter fare cassetta con un qualsiasi polpettone di cazzate.
Capisco che in un soggetto del genere si possano citare “Il primo cavaliere”, “Il gladiatore”, “Braveheart” ed “Elizabeth”.

Ma che si pretenda di citare anche “Salvate il soldato Ryan” con una invasione francese della Cornovaglia nel dodicesimo secolo (!!) a bordo di mezzi da sbarco lignei identici a quelli dell’operazione Overlord mi pare davvero troppo.


I’m your man.

dicembre 26, 2008

If you want a lover
Ill do anything you ask me to
And if you want another kind of love
Ill wear a mask for you
If you want a partner
Take my hand
Or if you want to strike me down in anger
Here I stand
Im your man

If you want a boxer
I will step into the ring for you
And if you want a doctor
Ill examine every inch of you
If you want a driver
Climb inside
Or if you want to take me for a ride
You know you can
Im your man

Ah, the moons too bright
The chains too tight
The beast wont go to sleep
Ive been running through these promises to you
That I made and I could not keep
Ah but a man never got a woman back
Not by begging on his knees
Or Id crawl to you baby
And Id fall at your feet
And Id howl at your beauty
Like a dog in heat
And Id claw at your heart
And Id tear at your sheet
Id say please, please
Im your man

And if youve got to sleep
A moment on the road
I will steer for you
And if you want to work the street alone
Ill disappear for you
If you want a father for your child
Or only want to walk with me a while
Across the sand
Im your man

If you want a lover
Ill do anything you ask me to
And if you want another kind of love
Ill wear a mask for you


Cinema e danza: Pulp Fiction.

settembre 15, 2008

Era finito nel dimenticatoio, e da lì lo ripescò Quentin Tarantino.


Cinema e danza: il Gattopardo.

settembre 15, 2008

Non può mancare Il Gattopardo.


Cinema e danza: “La febbre dell’oro”.

settembre 15, 2008

Sempre per i classicissimi: Charles Chaplin in “Gold Rush”.