La norma “blocca processi” e il C.S.M.

giugno 28, 2008

Ho letto il parere del C.S.M. sulla norma “blocca processi” o “salva tutti” che dir si voglia, e, vuoi per il caldo, vuoi perché è ben chiaro, anziché riassumerlo lo ricopio. C’è ben poco da aggiungere ad esso e, dopo averlo letto, risuonano insopportabili le lagnanze del ministro della Giustizia contro le presunte invasioni di campo dell’organo supremo della magistratura che egli minaccia ora di riformare. E’ del tutto naturale che esso abbia formalizzato tutti i dubbi riguardo al provvedimento che, come si deduce facilmente, sospende per un anno (ma in realtà la sospensione sarà ben più lunga, perché dopo il termine fissato per legge si dovranno rifare i ruoli e notificare a tutte le parti le nuove date di udienza, cosa che richiede un tempo enorme) i processi per tutti i reati di cosiddetta “microcriminalità” che – a detta di tutti – assillano la popolazione: furto, truffa, estorsione, violenza sessuale, violenza privata, ricettazione, usura, percosse, lesioni personali, omicidio colposo, rapina semplice, falsa testimonianza, corruzione… (insomma, quasi tutti).

Ecco il testo del CSM limitatamente alla norma “salva tutti”.

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Mi interrogo.

giugno 27, 2008

Sul partito democratico. Ascolto Veltroni e rimango senza parole. I blog dei dirigenti sono muti, e non da oggi. Mi ero riproposto di scrivere qualcosa di intelligente ma non ci riesco, non mi viene in mente niente. Oggi, finalmente, ho ricevuto il primo numero de “Il Mulino” successivo alle elezioni e l’ho sfogliato in fretta, ansioso di trovarci spunti di riflessione interessanti. Ho letto l’articolo di Edmondo Berselli, come sempre lucido e chiaro e come sempre accademicamente deludente. Si chiude così: “Partito mediatico, partito liquido, partito volatile; oppure partito solido e radicato nel territorio… Per ora il Pd assomiglia a un partito ipotetico.”

Poi mi sono letto il parere del CSM sulla norma blocca-processi, ho discusso con un conoscente degli effetti che avrà sul funzionamento dei Tribunali e la mia afasia è peggiorata.

Dottore, sono grave?


Nucleare (si parla di bombe).

giugno 22, 2008

Copio e incollo da repubblica.it.

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Un’idea al giorno.

giugno 22, 2008

Bisogna farsi venire qualche idea, anzi molte, una al giorno, per svegliare l’opinione pubblica democratica dal torpore ipnotico con cui segue gli scatti in avanti di Berlusconi.
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Siamo rimbecilliti?

giugno 21, 2008

Copio e incollo dal fondo di oggi di Curzio Maltese.

Non ci saranno tempi migliori per l’opposizione. Bisogna trovare qui e ora il coraggio di proposte forti e alternative al pensiero unico dominante, invenzioni in grado di suscitare dibattito e bucare così la plumbea egemonia “bulgara” dell’agenda governativa. Bisogna farsi venire qualche idea, anzi molte, una al giorno, per svegliare l’opinione pubblica democratica dal torpore ipnotico con cui segue gli scatti in avanti di Berlusconi. Lo stesso torpore ipnotico che coglie la preda davanti alle mosse del caimano. Che alla fine, attacca.

(21 giugno 2008, repubblica.it)

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Nucleare?

giugno 21, 2008

Sul progetto del governo di avviare la costruzione di alcune centrali nucleari copio e incollo dal sito sinistra-democratica.it un intervento di Giorgio Parisi* che condivido in toto.

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“Salva tutti”?

giugno 20, 2008

Va bene che dopo l’indulto siamo assuefatti, ma quando ho letto la notizia la prima volta ho pensato a un refuso di repubblica.it. Ma corriere.it la conferma. A proposito dell’emendamento al decreto sicurezza sulla sospensione dei processi leggo quanto segue.

«NON APPROFITTO DELLA NORMA “SALVA-PREMIER» – A proposito della cosiddetta salvapremier, Berlusconi ha dichiarato che appena vedrà i suoi legali «dirò che io non voglio approfittaredi questa norma, perché voglio allontanare qualunque sospetto. È una norma salva tutti» e non una norma “salva-premier”, come scritto su molti giornali. Berlusconi si è poi detto «indignato per l’espressione usata da molti media italiani per definire l’emendamento».

“Salva tutti”? E ce lo viene anche a dire?


Ricusazione del giudice: artt. 35-44 c.p.p.

giugno 20, 2008

arlecchino

La stampa ha dato grande rilievo alla ricusazione del giudice Gandus da parte dell’imputato Silvio Berlusconi.

La materia è disciplinata dagli artt. 35-44 del codice di procedura penale.

Art. 35 Incompatibilità per ragioni di parentela, affinità o coniugio 1. Nello stesso procedimento non possono esercitare funzioni, anche separate o diverse, giudici che sono tra loro coniugi, parenti o affini fino al secondo grado.

Art. 36 Astensione
1. Il giudice ha l’obbligo di astenersi:
a) se ha interesse nel procedimento o se alcuna delle parti private o un difensore è debitore o creditore di lui, del coniuge o dei figli;
b) se è tutore, curatore, procuratore o datore di lavoro di una delle parti private ovvero se il difensore, procuratore o curatore di una di dette parti è prossimo congiunto (307-4 c.p.) di lui o del coniuge;
c) se ha dato consigli o manifestato il suo parere sull’oggetto del procedimento fuori dell’esercizio delle funzioni giudiziarie;
d) se vi è inimicizia grave fra lui o un suo prossimo congiunto (307-4 c.p.) e una delle parti private;
e) se alcuno dei prossimi congiunti (307-4 c.p.) di lui o del coniuge è offeso o danneggiato dal reato o parte privata;
f) se un prossimo congiunto di lui o del coniuge svolge o ha svolto funzioni di pubblico ministero;
g) se si trova in taluna delle situazioni di incompatibilità stabilite dagli artt. 34 e 35 e dalle leggi di ordinamento giudiziario (18; 19 ord. giud.);
h) se esistono altre gravi ragioni di convenienza.
2. I motivi di astensione indicati nel comma 1 lett. b) seconda ipotesi e lett. e) o derivanti da incompatibilità per ragioni di coniugio o affinità, sussistono anche dopo l’annullamento, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio.
3. La dichiarazione di astensione è presentata al presidente della Corte o del tribunale che decide con decreto senza formalità di procedura (125).
4. Sulla dichiarazione di astensione del presidente del tribunale decide il presidente della corte di appello; su quella del presidente della corte di appello decide il presidente della corte di cassazione .

Art. 37 Ricusazione
1. Il giudice può essere ricusato dalle parti:
a) nei casi previsti dall’art. 36 comma 1 lett. a), b), c), d), e), f), g);
b) se nell’esercizio delle funzioni e prima che sia pronunciata sentenza, egli ha manifestato indebitamente il proprio convincimento sui fatti oggetto dell’imputazione.
2. Il giudice ricusato non può pronunciare né concorrere a pronunciare sentenza fino a che non sia intervenuta l’ordinanza che dichiara inammissibile o rigetta la ricusazione (41).
Art. 38 Termini e forme per la dichiarazione di ricusazione 1. La dichiarazione di ricusazione può essere proposta (41), nell’udienza preliminare, fino a che non siano conclusi gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti (420); nel giudizio, fino a che non sia scaduto il termine previsto dall’art. 491 comma 1; in ogni altro caso, prima del compimento dell’atto da parte del giudice.
2. Qualora la causa di ricusazione sia sorta o sia divenuta nota dopo la scadenza dei termini previsti dal comma 1, la dichiarazione può essere proposta entro tre giorni. Se la causa è sorta o è divenuta nota durante l’udienza, la dichiarazione di ricusazione deve essere in ogni caso proposta prima del termine dell’udienza.
3. La dichiarazione contenente l’indicazione dei motivi e delle prove è proposta con atto scritto ed è presentata, assieme ai documenti, nella cancelleria del giudice competente a decidere (40). Copia della dichiarazione è depositata nella cancelleria dell’ufficio cui è addetto il giudice ricusato.
4. La dichiarazione, quando non è fatta personalmente dall’interessato, può essere proposta a mezzo del difensore o di un procuratore speciale (122). Nell’atto di procura devono essere indicati, a pena di inammissibilità, i motivi della ricusazione.

Art. 39 Concorso di astensione e di ricusazione
1. La dichiarazione di ricusazione si considera come non proposta quando il giudice, anche successivamente ad essa dichiara di astenersi (36) e l’astensione è accolta.
Art. 40 Competenza a decidere sulla ricusazione 1. Sulla ricusazione del pretore decide il tribunale su quella di un giudice del tribunale o della Corte di Assise o della Corte di Assise di appello decide la Corte di Appello; su quella di un giudice della Corte di Appello decide una sezione della Corte stessa, diversa da quella a cui appartiene il giudice ricusato.
2. Sulla ricusazione di un giudice della Corte di Cassazione decide una sezione della Corte, diversa da quella a cui appartiene il giudice ricusato.
3. Non è ammessa la ricusazione dei giudici chiamati a decidere sulla ricusazione.

Art. 41 Decisione sulla dichiarazione di ricusazione
1. Sulla ricusazione di un giudice del tribunale o della corte di assise o della corte di assise di appello decide la corte di appello; su quella di un giudice della corte di appello decide una sezione della corte stessa, diversa da quella a cui appartiene il giudice ricusato.
2. Fuori dei casi di inammissibilità della dichiarazione di ricusazione, la Corte può disporre, con ordinanza, che il giudice sospenda temporaneamente ogni attività processuale (181 lett b) o si limiti al compimento degli atti urgenti (467).
3. Sul merito della ricusazione la Corte decide a norma dell’art.127 dopo aver assunto, se necessario, le opportune informazioni.
4. L’ordinanza pronunciata a norma dei commi precedenti è comunicata al giudice ricusato e al pubblico ministero ed è notificata alle parti private (44).

Art. 42 Provvedimenti in caso di accoglimento della dichiarazione di astensione o ricusazione
1. Se la dichiarazione di astensione o di ricusazione è accolta, il giudice non può compiere alcun atto del procedimento.
2. Il provvedimento che accoglie la dichiarazione di astensione o di ricusazione dichiara se e in quale parte gli atti compiuti precedentemente dal giudice astenutosi o ricusato conservano efficacia.

Art. 43 Sostituzione del giudice astenuto o ricusato 1. Il giudice astenuto o ricusato è sostituito con altro magistrato dello stesso ufficio designato secondo le leggi di ordinamento giudiziario.
2. Qualora non sia possibile la sostituzione prevista dal comma 1, la Corte o il tribunale rimette il procedimento al giudice ugualmente competente per materia determinato a norma dell’art.11.
Art. 44 Sanzioni in caso di inammissibilità o di rigetto della dichiarazione di ricusazione 1. Con l’ordinanza che dichiara inammissibile o rigetta la dichiarazione di ricusazione (41), la parte privata che l’ha proposta può essere condannata al pagamento a favore della cassa delle ammende di una somma da lire cinquecentomila a lire tre milioni, senza pregiudizio di ogni azione civile o penale.

***

Non stupisce che il Procuratore Generale abbia definito infondata l’istanza del Presidente del Consiglio. Incollo da corriere.it:

MILANO – Per il sostituto pg di Milano, Laura Bertolè Viale, è da respingere la ricusazione da parte di Silvio Berlusconi del presidente della decima sezione del Tribunale di Milano, Nicoletta Gandus, in quanto non vi sarebbe «grave inimicizia» da parte del magistrato davanti al quale è in corso il processo Mills-Berlusconi. A quanto si è saputo, il pg ha chiesto anche che l’istanza sia da giudicare inammissibile perchè tardiva.
LA MOTIVAZIONE – Il sostituto Pg di Milano, Laura Bertolè Viale, motiverebbe l’assenza di «inimicizia grave» da parte del giudice Nicoletta Gandus nei confronti di Silvio Berlusconi con il fatto che gli appelli sottoscritti dalla stessa Gandus auspicavano l’abrogazione di leggi volute sì dal governo Berlusconi, ma in seguito approvate in Parlamento. L’inimicizia grave deve invece essere di carattere personale. Per il sostituto Pg, inoltre, l’istanza di ricusazione va dichiarata inammissibile perché tardiva. Nonostante, infatti, i difensori del premier sostengano di aver percepito la notizia degli interventi su internet della stessa Gandus, il 16 giugno (si hanno tre giorni di tempo da quel momento per presentare l’istanza) gli appelli stessi sono datati, alcuni del 2006, e deve essere pertanto provato dagli stessi difensori che la percezione è avvenuta solo il 16 giugno. Cosa che non è avvenuta.

Ragioni semplicissime: l’inimicizia grave deve essere personale, specifica, verso l’imputato o una parte privata. Ma la motivazione principale è altra: la ricusazione è tardiva. Non serve essere esperti di diritto per sapere che il codice di procedura penale fissa scadenze precise per ogni atto. Non è consentito alle parti nel processo proporre istanze solo quando fa comodo; se si hanno ragioni per ricusare il giudice ciò va fatto entro un certo termine, dopodiché la richiesta viene automaticamente rigettata, a prescindere dalla sua fondatezza. E così accadrà in questo caso, ma ciò non impedirà al Presidente del Consiglio ed ai suoi legali di inveire contro la magistratura di sinistra ed “infiltrata” che perseguita il capo del governo per ragioni politiche. Investendo di accuse insensate quei giudici della corte d’appello che avranno semplicemente applicato la legge.


Salvifico e consolatorio?

giugno 20, 2008

Alla lettura delle tracce per l’esame di Maturità, tutti hanno puntato l’indice sull’errore più vistoso: la poesia di Montale era ispirata dal ricordo di un uomo, non di una donna. Va bene, ma andiamo oltre. La traccia così si conclude: Interpretazione complessiva e approfondimenti: sviluppa con osservazioni originali anche con riferimento ad altri testi il tema del ruolo salvico e consolatorio della figura femminile. In alternativa inquadra la lirica di montale nel contesto del tempo.

“Salvifico e consolatorio”? E’ questo il ruolo della donna nella mente del Ministero dell’Istruzione retto dall’ottima Gelmini? Ma in senso relativo o assoluto? E relativamente a cosa? Vi confesso che io non sarei stato in grado di scrivere nemmeno una riga. Perchè è ben vero che spesso in letteratura figure femminili hanno assunto ruoli simbolici interpretabili – in parte – in tal senso, ma la traccia sembra porre la questione in termini assoluti. Capisco che il tema della maturità non è necessariamente lo specchio dei tempi, ma di tutti i possibili ruoli che la figura femminile può assumere su questa terra, bisognava scegliere proprio quello “salvifico e consolatorio?”.


Ricapitoliamo.

giugno 19, 2008

Chi viene domani sera? Per ora ho le seguenti adesioni: maria, ministro economia + 1, ministro salute forse. Altri?

Ricordo luogo e ora: Carmelitani ad ore 20.00.


Ah.

giugno 18, 2008

Da repubblica.it

PD: VELTRONI, OPPOSIZIONE DURA SENZA TORNARE AL PASSATO

“Faremo cio’ che e’ giusto: una opposizione dura e seria sulle politiche sociali quando servira’. Ma la faremo con la nostra identita’, perche’ non partecipiamo al ritorno al passato”, cioe’ al clima di odio e scontro ideologico e strumentale. Cosi’ il segretario del Pd, Walter Veltroni, durante la presentazione dell’ultimo libro di Cesare Damiano, risponde alla domanda del moderatore del dibattito, cioe’ se dopo la chiusura del dialogo con la maggioranza il Pd tornera’ a fare una opposizione sulle barricate.

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Due titoli.

giugno 17, 2008

I primi due titoli di Corriere.it di oggi (ore 11.10) sono i seguenti: “Accordo fra boss e massoni. Patto per ritardare i processi” e “Emendamento blocca-processi. Berlusconi all’attacco della Giustizia”.

Un caso.


E’ sempre la stessa stagione.

giugno 17, 2008

Da corriere.it

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Difesa, ma anche resistenza.

giugno 16, 2008

Maria mi invia il simbolo.


La Nuova Stagione.

giugno 16, 2008

Il centrodestra in forte vantaggio ovunque alle elezioni provinciali in Sicilia. I primi dati, sebbene molto parziali, vedono il Pdl e i suoi alleati Udc e Mpa, dilagare in tutte e otto le province dove si e’ votato. A Messina la punta massima dei consensi, pari all’83%, segue l’81% a Palermo, Agrigento con il 72%, Caltanissetta (65%), Catania (77%), Siracusa (70%), Trapani (68%). Chiude Enna, dove il Pdl, in avvio di spoglio ottiene ‘solo’ il 56% dei consensi.


Venerdì sera, ore 20.00, ai Carmelitani.

giugno 16, 2008

Questa volta agisco d’imperio. Decido io luogo, giorno ed ora. Aderite, suvvia.


Una norma semplicemente assurda.

giugno 16, 2008

Pensata esclusivamente per bloccare il processo Berlusconi-Mills. Roba da voltastomaco. Ma anche da ridere, se si riuscisse a ridere.

Corriere.it

DUE EMENDAMENTI – Nel primo emendamento si prevede che, nella formazione dei ruoli d’udienza e nella trattazione dei processi, il giudice assegni precedenza assoluta «ai procedimenti relativi ai delitti puniti con l’ergastolo o la reclusione superiore nel massimo a 10 anni, ai delitti di cui agli articoli 51 comma 3 bis-3 quater e 407 comma 2, lettera “a” del Codice di procedura penale, ai delitti di criminalità organizzata, ai procedimenti con imputati detenuti anche per reati diversi da quelli per cui si procede e ai procedimenti da celebrarsi con giudizi direttissimi e con giudizi immediati». Nella seconda proposta di modifica, invece, si prevede la sospensione dei processi penali «relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002, che si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell’udienza preliminare e la chiusura del dibattito di primo grado». «Sono immediatamente sospesi al momento dell’entrata in vigore della presente legge – si legge ancora nell’emendamento – per la durata di anni uno». «In caso di pluralità di reati contestati – scrivono ancora i relatori – si ha riguardo alla data dell’ultimo reato». Il corso della prescrizione, si legge nella norma, «rimane sospeso durante la sospensione del procedimento o del processo penale». La prescrizione riprenderà il suo corso dal giorno in cui cesserà la sospensione. «La sospensione non opera nei processi per la criminalità organizzata, l’ergastolo, la reclusione superiore ai 10 anni e nei procedimenti relativi agli infortuni sul lavoro». «Per assicurare priorità assoluta alla trattazione dei procedimenti di cui al comma 1, il presidente del tribunale può sospendere i processi quando i reati in essi contestati sono prossimi alla prescrizione e la pena da infliggere non sarebbe eseguibile». L’imputato può anche chiedere che il suo processo non venga sospeso e il patteggiamento può essere fatto entro tre giorni dalla notifica della sospensione.

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Veltroni è sorpreso.

giugno 16, 2008

Da corriere.it di oggi.

ROMA – «In questi giorni si decide il futuro di questa legislatura: se il comportamento (di governo e maggioranza, ndr) rimane come quello delle ultime settimane, cioè una sequenza di incidenti assolutamente eccessivi ed inaccettabili il clima non potrà che cambiare». È un vero e proprio ultimatum quello che il leader del Pd, Walter Veltroni lancia all’esecutivo Berlusconi parlando a una conferenza stampa organizzata dalla fondazione «Fare Futuro». Veltroni si è detto «molto sorpreso e colpito dalla protervia con cui alcune normette vengono introdotte di nascosto», criticando decisamente il primo mese di azione del governo («in un solo mese il governo ha collezionato una serie di strappi e forzature inaccettabili»), e in particolare le scelte che riguardano «il decreto su Retequattro, le uscite della Lega sull’Europa, le intercettazioni e l’intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza».

CRITICHE A CALDEROLI – In particolare il leader del Pd attacca il ministro Roberto Calderoli in merito alle dichiarazioni rilasciate dopo la bocciatura del trattato Europeo da parte dell’Irlanda. «Può essere ministro della Repubblica qualcuno che dice che il trattato europeo è da strappare?» si chiede l’ex sindaco di Roma.

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“La sinistra è divisa”.

giugno 14, 2008

E’ stato questo lo slogan ricorrente della propaganda di centrodestra per svariati anni. Ogni episodio (significativo o no che fosse) veniva ingingantito a dismisura dalla stampa allineata ai partiti berlusconiani al fine di inculcare negli italiani l’idea che votare per il centrosinistra significava consegnare il paese a una coalizione incapace di governare. Una prassi acuitasi nei due anni dell’ultimo governo Prodi grazie alla turbolenza che ogni dissidio interno alla maggioranza procurava a Palazzo Madama, dove i due schieramenti disponevano di un pari numero di senatori. Lo scopo era evidententemente quello di indurre un travaso di voti da sinistra a destra, descritta come coalizione coesa programmaticamente ed ideologicamente. In realtà il risultato è stato ancora più felice dal momento che a convincersi della necessià di sciogliere l’alleanza di centrosinistra è stato nientemeno che il suo leader Veltroni. Quale generale non gioirebbe nel vedere che il suo avversario si è arreso prima della battaglia? E come non riconoscere grande merito a chi ha saputo trovare lo strumento per dividere le truppe avverse?

Le reazioni successive all’esito del referendum irlandese mostrano che l’attuale maggioranza è divisa almeno quanto quella che l’ha preceduta. Ma se Berlusconi ha saputo tessere ugualmente la tela della sua alleanza, l’ottimo Veltroni – patetica vittima della propaganda avversaria – ha pensato bene di limitarsi a disarmare la sua coalizione. Capirà un giorno che vantandosi di “aver semplificato il quadro politico” non fa altro che coprirsi di ridicolo?


Tutta colpa dei p.m.

giugno 13, 2008

La nazionale romena, che schierava nientemeno che un rom, ha praticamente eliminato gli azzurri dai camoionati europei di calcio. Ma nessuno ha ancora spiegato la ragione di questa insopportabile vergogna. Sulla panchina della nostra nazionale siede quel rinnegato di Donadoni, lì collocato da quel comunista di Guido Rossi, divenuto presidente della federcalcio a seguito dello scandalo che ha investito il nostro campionato nel 2006. Avevamo il bravissimo Lippi che però è stato vittima della vergogna delle intercettazioni disposte dai p.m. napoletani e quindi, giustamente offeso per quel sopruso, si dimise dopo aver vinto i Mondiali.

Insomma, logica conseguenza della malsana abitudine ad indagare dei nostri pubblici ministeri (affetti, inutile ricordarlo, da vizio di mente), è stata l’aver ricoperto di fango il nostro calcio ed aver consegnato la nazionale ad un incapace che non è stato in grado di battere una squadretta di zingari. Basterebbe questo per legittimare il ddl sulle intercettazioni che il nostro lungimirante governo ha appena varato.