Decalogo dell’intellettuale di destra

maggio 21, 2011

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decalogo dell’intellettuale di sinistra

Decalogo dell’intellettuale di destra.

1. E’ fondamentale contemperare eleganza ed eccentricità. Obbligatorio il vestito (proibito lo spezzato) ma niente cravatta. Meglio un maglione collo alto alla Veneziani o un foulard stile Nuvoletti. Se raggiungete una certa fama potete concedervi il papillon. Consigliati copricapi estrosi: tuba, bombetta o cappellino da scemo altoatesino. Da evitare invece il cappello a tesa larga modello bullo texano o il Borsalino alla Bogart. La postura in pubblico deve essere misuratamente sguaiata: gambe accavallate, mostrando la suola delle scarpe e i calzini viola, o divaricate; gomiti appoggiati sul tavolo e mento sulle mani. Nel corso di una discussione è tassativo lo sguardo annoiato o l’atteggiamento infastidito dopo due minuti di ascolto; di tanto in tanto esplodete in crisi di insofferenza, ma senza esagerare. Allargate le braccia, sbuffate, portate le mani alla fronte per far capire che chi avete di fronte (essendo un comunista) non capisce, non può capire, non capirà mai.

2. Comprate il Giornale e Libero e fate sapere a tutti che li usate per incartare il pesce. Repubblica e il Corriere invece li leggete al bar e li acquistate solo quando venite a sapere che ci sono interventi interessanti. In quel caso ritagliate le pagine e sottolineate le parti più spassose. Parlate con venerazione del Foglio e di Ferrara, descrivendolo come un maestro di scrittura, pur ammettendo di non condividerlo sempre. Se vi nominano il Fatto Quotidiano fate una faccia fra lo schifato e l’infastidito, lasciando intendere che l’avete letto un paio di volte e vi ha fatto vomitare.

3. La televisione è un mezzo per il popolo, non per voi. Infatti gli italiani di destra guardano Uomini e Donne, Amici, X Factor, L’isola dei Famosi e Controcampo mentre quelli di sinistra guardano le versioni corrispondenti per comunisti: Report, Linea diretta, Ballarò, Chi l’ha visto e Annozero. Per voi sono la stessa cosa, perché la cultura è altrove. Non dite mai dove, ma lasciate sempre capire che la vera cultura è da qualche parte che sapete solo voi. Parlate male di Pertini, di Asterix, dei puffi e di Saviano.

4. Accusate la sinistra di dominare l’informazione, le case editrici, l’Università, la scuola, la Rai, Mediaset, Sky, la Cnn, l’Unione europera, la Nato e l’Onu. Citate esempi a casaccio, tanto nessuno va a controllare. Dite di aver saputo di un tizio che aveva la terza media ed è diventato direttore, professore, generale, ministro, ambasciatore, funzionario plenipotenziario o qualcosa di simile solo per via della tessera del pci che aveva in tasca. Non è vero, ma ricordatevi che a voi è consentito sparare le cazzate più gigantesche perché, essendo di destra, avete la missione di distruggere la cortina bolscevica che opprime il mondo libero.

5. Messi di fronte a notizie interessanti che non conoscete ostentate derisione. Assimilate tutto ai negazionisti dell’Olocausto, ai complottisti dell’undici settembre o a Oliviero Beha. Accusate il web di essere la rovina dell’informazione perché lì ogni vaccata diventa verità ed il popolo bue ci crede. Portate ad esempio la capra-coccodrillo che gira su youtube, la bambina centenaria, il ghiacciaio in fiamme o Passaparola di Travaglio.

6. Se si parla di letteratura o di cinema citate scrittori o registi inesistenti, privilegiando cognomi danesi, lettoni o libanesi. Dite che sono gli unici che meritano di essere letti o visti in un panorama dominato da un conformismo che fa rimpiangere i tempi di Stalin. Fate capire che gli artisti più apprezzati in Europa vi scrivono in privato e vi vedete spesso a Parigi o a Goteborg per grandi bevute o grandi scopate. Lasciate intendere che senza Rossellini, Lizzani, Sciascia, Bellocchio e Moretti l’Italia sarebbe migliore: infatti Visconti, da vecchio, era diventato reazionario; peccato che sia morto. Se vi mettono in difficoltà date la colpa ai francesi.

7. Se si parla di storia premettete subito che la scrivono i vincitori. Citate ad esempio piazzale Loreto, le foibe, l’eccidio di Katyn, la gomitata di Tassotti e il rigore sbagliato da Cabrini. Abbiate cura di identificare il comunismo con il nazismo e quindi con l’antisemitismo e con la Shoah; se vi riesce fischiettate la colonna sonora di Schindler’s list. Messi alle strette citate il bombardamento di Dresda. Del fascismo meglio non parlare, e, nel caso, mai associarlo alla guerra. Discettate di Gentile, di Grandi, di Marconi e di Corbino. Ricordatevi di dire, usando linguaggio allusivo, che Mussolini non era antisemita, quindi non era razzista e quindi era pacifista: la guerra è stato un incidente di percorso. La resistenza è stata una guerra civile, non di liberazione, e i partigiani erano una sparuta minoranza di sanguinari senza scrupoli. Deplorate l’ostracismo della cultura ufficiale verso Giampaolo Pansa ed assimilatelo a Gobetti, ai fratelli Rosselli, a Enzo Tortora e a Moggi. Magari anche a Dell’Utri, ma in tal caso simulate un accesso di collera per poter dire poi che non eravate del tutto in voi.

8. Il femminismo è peggio del nazismo e della mafia messi insieme. La sessualità libera è un privilegio per pochi. Il popolo bue deve vivere di matrimonio, fedeltà e prostituzione di strada. Gli intellettuali invece (cioè voi) possono avere decine di amanti, frequentare bordelli di lusso o darsi alla poligamia o al sadomaso. Le donne in politica o nell’informazione sono una sciagura. Citate ad esempio Lilli Gruber, Concita De Gregorio, Marianna Madia e Candy Candy. Elogiate la Minetti, la Gelmini e la Carfagna paragonandole a Maria Teresa d’Austria, a Caterina di Russia ed a Corinne Clery.

9. I magistrati sono saggi se archiviano o assolvono, bestie se indagano o condannano. Leggi e regole vanno bene solo se riguardano gli altri; nel dubbio meglio abolirle tutte. E’ ammessa una deroga per i delitti di stupro e di omicidio, ma nel secondo caso bisogna rieducare il condannato. I reati finanziari sono un’invenzione dei comunisti per perseguitare chi ha capacità, e le leggi in materia sono ispirate dall’invidia dei padri costituenti che erano un’accozzaglia di straccioni. Tanzi andrebbe assolto, se non altro per il suo amore per l’arte e per il suo carattere mite. Falcone e Borsellino erano due fascistoni e la sinistra ne usurpa il nome imbrattandone la memoria. I giornalisti che scrivono di mafia sono approfittatori o poveracci; la cronaca giudiziaria andrebbe abolita, i processi andrebbero tenuti segreti e i magistrati dovrebbero guadagnare come un operaio. La costituzione è un feticcio per cialtroni senza idee e senza fantasia.

10. Non nominate mai Berlusconi; se proprio vi obbligano dite di non averlo mai conosciuto, negando anche l’evidenza. Se mostrano un video mentre lo tenete in braccio ed un suo assegno non trasferibile intestato a voi, persistete nel negare. Dite che sono dei falsi e che voi vivete di royalties maturate all’estero. Comunque sia, ogni discussione che lo riguarda deve terminare con questa formula: se Berlusconi è al governo la colpa è della sinistra, se non ci fosse la sinistra Berlusconi sarebbe un anonimo palazzinaro, forse addirittura un detenuto.

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