Undici punti per il 2011.

dicembre 31, 2010

1. Gli ospedali sono luoghi dove si curano i malati, non aziende che devono risparmiare sui posti letto.
2. Le scuole sono luoghi dove gli insegnanti insegnano, e non dove vengono insultati perchè hanno uno stipendio.
3. I tribunali sono luoghi dove si processano i delinquenti, non dove si aspetta la prescrizione.
4. Gli enti locali erogano servizi, non consulenze.
5. Le banche sono istituti di credito, non di rapina.
6. Le università sono istituti di ricerca; ma non ricerca di come tirare a campare.
7. Gli imprenditori non devono essere necessariamente dei criminali.
8. Malmenare la gente non è l’unico compito della polizia.
9. Pensare non è vietato.
10. Sui giornali sono scritte notizie, non calunnie.
11. Potrei farci un partito.


Quali alleanze per il PD?

dicembre 23, 2010

Votate.


Quiz.

dicembre 15, 2010

C’è un paese in Sicilia, un paesone, che chiameremo X. E lì vicino un paese fratello, un po’ più piccolo ma simile, lo chiameremo Y. X è un paese strano, non comanda il sindaco, non c’è un prefetto ma c’è un Tribunale con una Procura; le sezioni dei partiti si somigliano tutte: la gente passa da una all’altra senza troppa difficoltà. A X il potere è nelle mani di una strana associazione, la chiameremo CF, che decide tutto: assegna gli appalti, le licenze edilizie, le cariche pubbliche, gli assessorati, le licenze commerciali, le tariffe dei servizi; insomma: governa la vita della gente, anche il respiro. A X e a Y la magistratura indaga ma non condanna; il comune di Y è stato pure sciolto per infiltrazioni mafiose, ma nessuno dei consiglieri o dei membri di giunta è stato processato per mafia. A X e a Y i carabinieri fanno amicizia con i delinquenti; a X abita un alto magistrato, che talvolta è stato visto in compagnia dei suoi imputati. A X e a Y è un problema anche fare l’assicurazione RC auto, perchè le compagnie sospettano che lì i sinistri siano tutti fasulli e i periti tutti infedeli.

A X viveva un bravo giornalista, tenace, determinato, orgogliosamente di destra ed ex missino; lo chiameremo B. Denunciava sui giornali e sulle reti televisive private tutto quello che a X non andava. Che ci fosse la mafia, per esempio. Si dice anche che avesse scoperto che a X si nascondeva un pericoloso e famoso latitante: tale L. A Y viveva uno scienziato di fama internazionale, lo chiameremo A; anche lui denunciava tutto quello che non andava a X e a Y. Lui era di sinistra, iscritto al Pci, ai Ds ma non al Pd. Si batteva per far cambiare quelle terre, per far aprire gli occhi agli abitanti su quanto fosse mafiosa la società di X e di Y.

Ma non sono questi gli unici personaggi noti che provengono da laggiù. E’ nato a X un famoso giornalista tv, che è possibile vedere tutte le sere da tanti anni, il più longevo direttore di tg che si conosca; lo chiameremo C. Ci conciona senza tregua sulle virtù del presidente del consiglio e sulle meraviglie del governo.

E di recente un altro signore, nato a X ed abitante a Y, è diventato famoso; lo chiameremo D. Magari senza troppa gloria, ma è diventato famoso, per un voto in parlamento. Un voto dato al governo sebbene lui fosse stato eletto con l’opposizione. I maligni dicono che l’abbia fatto per soldi, chissà. Ma siccome X e Y sono paesi molto particolari, non ci si dovrebbe meravigliare.

Già, perchè, purtroppo, sebbene lo meritassero, nè A nè B sono mai stati eletti in Parlamento, nè potranno esserlo. B fu trovato nella sua macchina una notte di tanti anni fa, con un proiettile calibro nove nella nuca. I maggiorenti di X dicono tuttora che fosse uno sciupafemmine accoppato da un marito geloso. A, invece, si è buttato da un viadotto dopo essere stato indagato dalla procura per aver detto che i mafiosi sono mafiosi. I maggiorenti dicono che fosse depresso.

E’ un paese strano X, tanto che qualcuno lo chiama “la Corleone del ventunesimo secolo”.

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Chi sa che paesi sono X e Y; e chi sono A, B, C, D ed L?


L’onorevole Scilipoti.

dicembre 15, 2010

Tutti a gridare allo scandalo Scilipoti, il traditore. Vado su google e scopro che è nato a Barcellona Pozzo di Gotto. E chi sa cosa rappresenta tal località nella geografia politica nazionale, non si meraviglia affatto. Barcellona è Barcellona.


Dicano quello che vogliono.

dicembre 14, 2010

Vittoria di Pirro, numerica ma non politica; la maggioranza non esiste più, il governo non ha i numeri; comunque non può governare. E via così.

Tutti a dire che Berlusconi è finito. Sarà, ma per me è il contrario. Quella di oggi è stata, per me, una vittoria netta del cavaliere che non solo ha tenuto unito il PdL, ma ha staccato pezzi a Fli, che per essere un partito neonato, non dimostra una gran salute. Certo vittoria problematica, ma vittoria.

E’ però, sicuramente, una sconfitta cocente per tutti gli altri.

Per Di Pietro, che dopo aver lustrato la medaglia (autoassegnatasi) di Unico Oppositore, ha visto due dei suoi correre a sostenere Berlusconi.

Per il Pd. Perchè Cesario e Calearo sono stati eletti in quel partito. Franceschini sembra dimenticarselo, ma lui era vicesegretario con Veltroni nel fare le liste del 2008 e anche nel decidere di rompere con la sinistra, rinunciando a quello che sarebbe stato un quasi pareggio al Senato, e regalando così all’avversario una delle due camere. Perchè la sua logora classe dirigente ha avuto dalla Storia un compito ben preciso: fermare Berlusconi. E lo ha clamorosamente, macroscopicamente fallito.

Per Fini. Che non è riuscito a tenere insieme un partito appena nato, confermando di essere quel leader di cartapesta che è sempre stato, capace solo di andare a rimorchio degli altri. Che, con Casini, ha contribuito al consolidamento del potere politico-economico del Cavaliere in tutti questi anni.

Per Casini, che spera ancora di poter dire la sua contro la Lega, povero illuso. Lui, che senza i voti siciliani di Cuffaro (che ha votato la fiducia) ora sarebbe impegnato a giocare a briscola con Dilberto.

Ma, soprattutto, è la sconfitta di chiunque abbia irriso “l’antiberlusconismo” come una malattia politica “che fa il suo gioco”. Ma dove? Si può non essere antiberlusconiani quando lo si vede comperare i parlamentari assegni alla mano? Si può non essere antiberlusconiani, ora che il conflitto di interessi è diventato la regola? Con questa sconosciuta Polidori che avrebbe votato per il governo pensando al suo Cepu? E dove sarebbe la novità? Dove lo scandalo? Se denunciare il conflitto di interessi è una boiata da girotondini invasati, come ci ha detto per anni e anni proprio Fini (ricordate?), perchè meravigliarsi se i parlamentari votano badando al proprio interesse? E che differenza corre fra l’interesse di chi pensa all’azienda del fratello e quello di chi pensa al proprio mutuo? Solo che il secondo è un conflitto più piccolo, quindi meno grave.

Oggi sono sconfitti tutti quelli che, stando all’opposizione, hanno pensato o pensano che con Berlusconi si può discutere, che lo si può usare, che ci si deve dialogare. Lo fanno da sedici anni e lui ha menato tutti per il naso; tutti irrisi, usati e sbeffeggiati.

Ora il nostro parlamento, salvo poche eccezioni, è diviso in due: da un lato chi ha aiutato Berlusconi in passato, diventandone servo ed ora si è tardivamente pentito; dall’altro chi lo serve tutt’ora e non ha nè voglia, nè coraggio, nè qualità per cambiare; sapendo peraltro di fare la fine degli altri.

Salvo poche eccezioni, la sfilata di chi oggi ha votato sì è la sfilata dei pavidi complici del cavaliere, che passeranno alla Storia per aver contribuito a narcotizzare l’opinione pubblica quando era ancora possibile scongiurare l’affermarsi questo regime corrotto, autoritario e protomafioso.

Saluti a tutti. Torno a farmi i cazzi miei.


Ce la fa?

dicembre 13, 2010

Fiducia o sfiducia?


Le primarie di S&P.

dicembre 8, 2010

S&P (Sentieri e Pensieri, non Standard and Poors) promuove una sondaggio per capire gli umori del centrosinistra triestino all’approssimarsi delle primarie per la designazione del candidato sindaco.

Votate!