Sentieri e Pensieri scrive al Salone Internazionale del libro di Torino

settembre 12, 2014
Lorenzo Basile - Sentieri dell'anima

Lorenzo Basile – Sentieri dell’anima

 

Trieste, 11 settembre 2014

– Spett.le direzione di “Sentieri e Pensieri” –
evento satellite del Salone Internazionale del libro di Torino
via S. Teresa 15 – Torino

– Gent.ma dott.ssa xxx
xxx@salonelibro.it

Spett.le direzione,

scrivo per segnalare e rammentare che dal mese di novembre del 2007 il sottoscritto tiene un blog pubblico online la cui denominazione Sentieri e Pensieri è identica a quella attribuita alla manifestazione letteraria estiva da Voi organizzata a partire dal 2013. Inoltre, dal mese di agosto 2013, tale mio blog è pure presente su Facebook con una pagina di analoga intitolazione. Riporto gli indirizzi web:
https://sentieriepensieri.wordpress.com/
https://www.facebook.com/pages/Sentieri-e-Pensieri/615373578497479?ref=hl

Preciso che il mio blog nulla ha a che vedere con la letteratura e quindi non può ritenersi in alcun modo un Vostro “concorrente”; inoltre trattasi di sito meramente gratuito dal quale non ricavo alcun profitto, la cui amministrazione e rappresentanza legale va fatta risalire alla società detentrice della piattaforma, ovvero WordPress.com. Le inserzioni pubblicitarie che talvolta compaiono sono aggiunte da detta società di gestione, che ne riscuote i proventi, e sono visibili ai soli lettori.

Sebbene le denominazioni di blog e di profili Facebook non siano tutelate dalle normative sui marchi registrati, è evidente che la scelta terminologica utilizzata in comune da me e da Voi non può definirsi standard. Al contrario, essa possiede una sua ben definita originalità, essendo portatrice di una valenza evocativa scaturente dall’assonanza delle desinenze e dalla sinestesia costituita dall’accostamento del termine topografico sentieri a quello filosofico pensieri. L’effetto è l’evocazione di un percorso intellettuale in via sintetica e di immediato effetto, poiché ottenuta utilizzando termini di uso comune. Non posso tacere che, essendo io nato e cresciuto in un territorio montano (l’Appennino tosco-emiliano), il termine sentiero mi è familiare e la scelta del nome mi è pertanto venuta naturale.

Ciò premesso, ritengo non inverosimile che il titolo del mio blog – ben presente da anni sui motori di ricerca più utilizzati – sia stato di ispirazione per l’intitolazione della Vostra rassegna estiva, e considero quindi legittimo da parte mia auspicare una Vostra segnalazione e/o un ringraziamento, da pubblicarsi nei Vostri siti e nelle vostre locandine. Indicando il mio blog come il primo ed originale Sentieri e Pensieri, e quindi come antesignano del nome della Vostra rassegna. Atto i cui profili lascio alla Vostra discrezionalità e che nulla Vi costerebbe, ma che costituirebbe una gradita forma di mera cortesia.

Con viva cordialità.
Sandro Zagatti


L’onorevole Scilipoti.

dicembre 15, 2010

Tutti a gridare allo scandalo Scilipoti, il traditore. Vado su google e scopro che è nato a Barcellona Pozzo di Gotto. E chi sa cosa rappresenta tal località nella geografia politica nazionale, non si meraviglia affatto. Barcellona è Barcellona.


Miasmi.

luglio 13, 2010

C’è la ‘ndrangheta che esonda in Lombardia; c’è la camorra che manovra i politici (di centrodestra e di centrosinistra) come burattini; ci sono i faccendieri sempreverdi e pluricondannati che colludono coi nuovi politici nazionali; c’è l’immancabile Dell’Utri, già riconosciuto colluso con la mafia, che intesse rapporti coi nuovi centri di potere illegale; ci sono i magistrati al servizio dei poteri criminali; ci sono le riunioni conviviali fra altri prelati vaticani, banchieri, finanzieri, politici e giornalisti per decidere le sorti del paese; ci sono generali dei Carabinieri processati o condannati per collusioni con la mafia o per traffico di droga. Tutto questo sale alle narici dalle pagine dei giornali di questi giorni.

E, non a caso, il Parlamento non sa far altro che discutere di come impedire le intercettazioni telefoniche (unico strumento che consente di svelare questi mostruosi e ripugnanti intrecci) e della manovra che taglia i redditi dei più poveri ed i servizi degli enti locali.

Cosa serve ancora per dire basta?


Silvio ed il trionfo del femminismo.

marzo 31, 2010

pecorina

Da quand’ero adolescente ad oggi – ultimo esempio viene dall’attrice comica (cosi’ dicono) Littizzetto – ho sentito ripetere frasi di questo tenore: l’emancipazione femminile potra’ dirsi realizzata quando una donna stupida avra’ rovinato la vita di un uomo intelligente.

Osservo che il ministro Mariastella Gelmini, con pochi e bene assestati colpi, sta demolendo la scuola pubblica e l’universita’, compromettendo con cio’ sul nascere le esistenze di milioni di giovani uomini. Anche quelle delle giovani donne, ma il fatto e’ secondario. Quel che e’ certo che in tal modo il femminismo potra’ dirsi piu’ che realizzato, conclamato. Brava Mariastella! Bravo Silvio!


Ma di cosa scrivono?

febbraio 12, 2010

leopardo con serpente1

Guardo il blog e mi sovviene che non ci scrivo quasi più. Ma so anche perché.

Leggo oggi che Vito Ciancimino si adoperò per impedire la liberazione di Aldo Moro. Qualche giorno fa leggevo che intervenne per coprire la verità sulla strage di Ustica ed ancor prima su quella di Punta Raisi. Poi mi ricordo che l’astro nascente del PD – il grande partito erede di Pci e DC – ha dichiarato che fino a qualche tempo fa non sapeva distinguere Moro da Berlinguer. Allora capisco perché non riesco a scrivere sul mio blog.

Che verità ci hanno raccontato fino ad oggi? Cosa sappiamo del mondo che ci ruota attorno? Niente.

Gianni Agnelli, l’indiscusso monarca del paese per almeno un ventennio, ci dicono aver accumulato all’estero – sottraendolo al fisco – un tesoretto di uno o due miliardi di euro. Poi – candidamente – ci dicono anche che il patrimonio costituito illegalmente all’estero dagli italiani ammonta complessivamente ad oltre seicento miliardi di euro. Come se ci fossero trecento Gianni Agnelli sconosciuti. O tremila, trentamila gianniagnellini.

Allora la domanda non è “perché io non riesco a scrivere”, ma “come fanno gli altri a scrivere”. Cosa scrivono? Di cosa parlano? Su quali verità riposa il loro ragionamento? Quanto è alta la montagna di menzogne che ci hanno raccontato?

In attesa che si sappiano almeno le vere ragioni della dichiarazione di guerra a Francia ed Inghilterra del 10 giugno 1940, mi rassegno a leggere i mozziconi di verità che il figlio scemo di uno spregevole mafioso – che ha il singolare merito di aver trasformato il “giardino d’Europa” in un agglomerato di palazzacci – si degna di elargire ai cittadini di quella che fu la quinta potenza economica del mondo.


Marionette di noi stessi

gennaio 31, 2010

burattini

Lo confesso: sono confuso.

Non scrivo sul blog da un mese e mezzo, e c’è un motivo. Non riesco a capire cosa sta succedendo. Da un lato vedo Berlusconi e la sua corte sempre più tronfi e convinti di poter andare avanti per la loro strada. Dall’altra avverto la certezza di alcuni che il Cavaliere è arrivato al capolinea, che la sua capitolazione è questione di mesi.

Secondo alcuni il ddl sul processo breve avrà la stessa sorte di quello sulle intercettazioni: votato da un ramo del parlamento ed accantonato dall’altro. Quello sul legittimo impedimento darà respiro a Berlusconi per il tempo sufficiente alla Corte Costituzionale a bocciarlo. E sul cosiddetto lodo Alfano costituzionale non vedo l’entusiasmo del paese. Eppure Berlusconi va avanti. Ma procedono anche le indagini (e i processi) su di lui a Palermo, a Caltanissetta, a Milano, a Firenze.

Mai come in questo momento avverto la desolazione del cittadino che non sa cosa pensare perché NON SA. In effetti NOI NON SAPPIAMO cosa sta accadendo in questo paese e per questo non sappiamo che fare, a chi rivolgerci, in cosa sperare, in cosa credere. Se anche provassimo a prendere decisioni risulteremmo al massimo marionette di noi stessi.


Ho deciso.

ottobre 23, 2009

Domenica prossima andrò al gazebo del pd, verserò i due euro, e deporrò scheda bianca nell’urna per l’elezione del segretario nazionale.

Non voglio tediarvi, dico solo due parole per spiegare le ragioni di questa scelta.

E’ fuori discussione che nel momento in cui viviamo è necessario dare un segnale chiaro alla maggioranza di governo, ma soprattutto a noi stessi, che non tolleriamo lo scempio della Repubblica che si sta facendo da Palazzo Chigi-Palazzo Grazioli. Manifestare il nostro sostegno al principale partito di opposizione è doveroso.

Cionondimeno non mi sento di manifestare, simultaneamente, adesione ad un partito che ha gravissime responsabilità per la situazione che vive l’Italia. A chi obietta che il pd esiste da soli due anni rispondo che il punto sta proprio qui: nominalmente è così, ma i dirigenti sono al potere (partitico e politico) da svariati lustri.

Il vizio di fondo del partito democratico sta proprio alla sua origine: è l’unico partito che ha scelto i propri dirigenti prima di nascere, e ciò determina la sua cronica incapacità di attrarre consenso. Non a caso nelle parole dei candidati segretari sento solo parlare di “recupero” degli elettori delusi, e non già di conquista di nuovi sostenitori.

Aggiungo che la presentazione di liste bloccate per l’elezione delle convenzioni nazionali e regionali accresce la mia rabbia (si strepita contro la legge Calderoli perché non prevede le preferenze ma non si ha il coraggio di introdurle nemmeno nelle primarie) così come la buffonata delle quote rosa. Due risvolti che, di per sé, mi indurrebbero a non votare affatto.

L’unico modo per manifestare il mio disagio per un partito nel quale ripongo aspettative ma che ritengo del tutto inadeguato al suo compito storico è di votare scheda bianca, e così farò.

In molti sostengono che Ignazio Marino dovrebbe rappresentare il cambiamento ai ceti dirigenti dei partiti cofondatori, e che pertanto va preferito a Franceschini ed a Bersani. Un discorso che ho sentito fare anche in favore  dei “piombini” come Civati o per l’astro nascente Serracchiani, campioni del rinnovamento del partito contrapposti all’apparato, appunto. Sarà, ma non posso fare a meno di osservare che questo terribile apparato stritolatore non ha impedito a Marino di diventare (giovanissimo) senatore della repubblica, a Serracchiani e a Civati di diventare parlamentare europea e consigliere regionale. In altre parole la presunta cesura mi pare più proclamata che reale, e va sottolineato che la capacità di costoro di conquistare consensi al di fuori del recinto del pd è tutta da dimostrare.

In attesa quindi che il pd capisca che la vera rifondazione passa per un vero dibattito nel paese e per una vera apertura alla società civile (formula abusata, ma tutt’altro che vuota), e non nelle stanze e nelle stanzette dove i dirigenti ed i sottodirigenti discutono di poltrone e di poltroncine, porterò i miei due euro per deporre la scheda bianca. Amen.