Franceschini, per favore, dicci chi e perchè.

giugno 29, 2009

Non so perchè (anzi lo so), ma la discussa frase del segretario del pd “non posso riconsegnare il partito a quelli che c’erano prima di me; molto prima di me” mi ha ricordato l’epitaffio con cui Pierluigi Castagnetti liquidò l’esperienza di governo di Massimo D’Alema, nel giorno delle sue dimissioni da Presidente del Consiglio (era il 25 aprile del 2000): “l’era D’Alema è finita per sempre.”

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Bersani o Franceschini?

giugno 24, 2009

Qui non si aspetta ottobre: Sentieri e Pensieri lancia un sondaggione per capire quale candidato alla segreteria del pd piace maggiormente ai suoi lettori. Orsù votate: l’ex comunista piacentino o l’ex democristiano ferrarese?

Ricordatevi di insistere nel voto (ripetendolo) finchè il sistema non vi segnala di averlo registrato dicendo che l’avete già espresso. Nei commenti è ammessa, anzi incoraggiata, la dichiarazione di voto con campagna elettorale.

Bersani

Franceschini


L’Utilizzatore Finale.

giugno 21, 2009

Voglio spezzare una lancia a favore di Niccolò Ghedini, ingiustamente attaccato per aver definito il suo supercliente Silvio Berlusconi “Utilizzatore Finale” delle fanciulle convogliate in massa a Palazzo Grazioli o a Villa Certosa da quella che si profila come una variopinta pletora di clientes e di ruffiani.

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Interrogativi.

giugno 20, 2009

L’Unità, Repubblica, perfino il Corriere. Tutti concentrati a bersagliare Silvio Berlusconi per le sue frequentazioni femminili. Prima Noemi, poi le ragazze di Villa Certosa, ora Patrizia D’Addario. Il grande giornalismo dello Stivale sembra aver riscoperto la propensione a criticare il Presidente del Consiglio. Mi si dirà che solo adesso ha argomenti per farlo. E’ così?

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Il maschilismo di ritorno/2.

giugno 19, 2009

GiambattistaTiepoloRitrattodiFlora

Bisogna essere onesti: siamo un po’ tutti senza parole. Ed il motivo è che sul ruolo della donna nella nostra società abbiamo dato per scontate troppe fantasie e ci siamo rifiutati di guardare in faccia la realtà di una emancipazione proclamata solo a parole e dietro cui, dopo la parentesi degli anni settanta, si è riconfermata una figura femminile ancorata ai ruoli più rigorosamente maschilisti: madre, amante o puttana (per tacere delle suore che ormai sono scomparse).

Sarebbe forse il caso di riflettere sul fatto che il femminismo, quello vero, in Italia non c’è mai stato, che l’emancipazione femminile – salvo qualche isola nella borghesia istruita urbana del nord Italia – è stata solamente la rivoluzione delle figlie di papà, e che in questi anni recenti sono state poste le basi per la riaffermazione del più autentico maschilismo. Perché se l’affermazione sociale della donna passa (quasi) esclusivamente per il suo corpo, con la portata corruttiva che ciò comporta, la comunità non può che difendersi con lo strumento preventivo della discriminazione.

Ora tutti (tutte) gridano allo scandalo del “ciarpame senza pudore”, ma è di pochi mesi fa la solidarietà di tutte le parlamentari donne per Mara Carfagna “attaccata perché donna”, quando invece era stata attaccata per essere “un certo tipo di donna”. Reazione ribadita di fronte al brusco linguaggio di Beppe Grillo in Commissione Affari Costituzionali. E’ solo un esempio. Abbiamo celebrato la donna magistrato, la donna primario, la donna scienziato, la donna astronauta, la donna ministro, la donna torero, eccetera, credendo che fossero le rappresentanti di tutte le donne, quando in realtà non è così.

La realtà è che la “scorciatoia” dell’uso del proprio corpo per l’affermazione sociale (essere fidanzata, moglie, amante o accompagnatrice di qualcuno) non è mai stata ripudiata dal sentimento femminile dominante, aprendo la strada a quello che è un fenomeno a tutti gli effetti corruttivo, socialmente e massivamente corruttivo, quantunque penalmente imperseguibile. E quando un fenomeno moralmente riprovevole e socialmente pernicioso risulta non reprimibile per via istituzionale, non resta che lo strumento “culturale” preventivo, che in questo caso si chiama maschilismo: “le donne stiano a casa”.

E si dovrebbe anche riflettere sul fatto che, sebbene l’emancipazione femminile (comunque la si intenda) sia percepita come un fenomeno acquisito e non revocabile, la nostra società sta integrando milioni di soggetti portatori di culture (africane, orientali, arabe) rigorosamente maschiliste e patriarcali, diffuse in popolazioni che, numericamente, sovrastano quelle del mondo occidentale (Nordamerica ed Europa) dove è riconosciuto il principio della parità dei sessi.

Sicchè il rischio di regredire, su questo aspetto, mi pare molto più concreto di quanto si pensi.


Ddl “intercettazioni”.

giugno 16, 2009

Ddl Camera 1415-A – Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche

A.C. 1415-A – Proposta emendativa su cui il Governo ha posto la fiducia

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L’argine.

giugno 7, 2009

L’house organ del partito democratico, L’Unità, diretto da Con-Cheeta De Gregorio ci martella da due giorni sostenendo che il pd è “l’argine contro Berlusconi”. In campagna elettorale dicono sempre così, ma poi sono sempre i primi a tendergli la mano. Per fare “le riforme”, “per il dialogo”, “per il bene del paese”. Ma basta.