Prescrizione e recidiva

aprile 2, 2011

Ascolto su La7 l’avvocato parlamentare Paniz e Marco Travaglio discutere di prescrizione breve. Al di là del merito della discussione, purtroppo, è transitato nella mente degli italiani un principio introdotto nella legislazione penale con la sciagurata legge ex Cirielli; ovvero che la prescrizione del reato dipende dalla natura del reo (se incensurato, recidivo, recidivo reiterato o delinquente abituale). Prima della suddetta legge, la storia penale dell’autore del fatto-reato era assolutamente sterile relativamente alla prescrizione.

La differenziazione per natura del reo fu introdotta appunto con la legge ex Cirielli per evitare un effetto amnistiario, pur preservando gli effetti sui reali beneficiari voluti dal legislatore (ben definite persone) che erano incensurati.

E’ triste vedere che nemmeno Travaglio ha trovato tempo o modo per replicare a Paniz e sottolineare l’ingiustizia di siffatta novellazione. Infatti, per convincersi dell’iniquità della legge, basta porsi dalla parte della persona offesa dal reato. Alla quale ben poco importa se l’autore del fatto di cui è vittima (un furto, una truffa, uno stupro, una lesione personale…) è incensurato o no. Il danneggiato ha diritto a vedere riconosciute le proprie ragioni, punito il colpevole e risarcito il danno a prescindire dalla storia penale del reo. Ci mancherebbe altro.

Questa semplice considerazione dovrebbe rendere manifesta sia l’iniquità della legge ex Cirielli, sia ogni ulteriore modifica legislativa che ne recepisca ed aggravi questo risvolto. Ma ormai, in tema di giustizia penale, siamo abituati ad ascoltare le più stravaganti nequizie…

La verità è che ci si dovrebbe ispirare a tutte le legislazioni europee nelle quali la prescrizione cessa definitivamente di correre al momento del rinvio a giudizio o della sentenza di primo grado. Ma coi tempi che corrono è fantascienza.


Difendere Annozero. Hanno ragione Di Pietro e Travaglio

ottobre 14, 2010

vento3

Dobbiamo dare ragione a Di Pietro ed a Travaglio. Se è vero che a primavera si andrà a votare, la sospensione di Annozero è un segnale ben preciso. Berlusconi ha intenzione di silenziare ogni voce di dissenso che sia in grado di viaggiare per l’etere, cominciando da quella per lui più molesta e fastidiosa, ma con l’intenzione di andare avanti. Se un “vaffanbicchiere” è sufficiente a sospendere il programma televisivo di approfondimento più seguito, non sarà difficile trovare pretesti per chiudere la bocca al Tg3 a Corradino Mineo, alla Busi, a Iacona, alla Gabanelli ed a chiunque altro osi dissentire. Una scusa si trova sempre.

Per quanto non ami (ed è un eufemismo) Santoro ed il suo stile, la sua trasmissione sembra essere la trincea, l’ultima barricata prima del conflitto fra l’informazione totale unica ed il popolo dei senza voce. Senza voce anche perchè i partiti di opposizione sono ormai vittime totali della sindrome di Stoccolma.

Ha ragione Travaglio a rivolgersi direttamente a Fini perchè ci faccia capire la sua linea sul tema dell’informazione. Quali che siano i suoi piani, il nuovo partito della destra rischia di essere soffocato sul nascere dal regime unico dell’informazione, se ancora una volta (come avviene da sedici anni) la reazione all’attacco del Cavaliere sarà incerta, tardiva o mediata.

Difendere i presìdi di informazione libera a prescindere da qualsiasi considerazione di merito e di metodo è ora, alla vigilia dell’incrocio storico del 2011, un obbligo per chiunque voglia difendere la democrazia. Un dovere cui nessuno può sottrarsi.


No-Cav day.

luglio 9, 2008

L’happening di ieri sera a piazza Navona non può che suscitare giudizi contrastanti. Era una manifestazione politica o una kermesse di saltimbanchi? Un ex magistrato ora deputato ha raccolto nella capitale uomini politici, comici, giornalisti e persone comuni per dar sfogo a critiche violente contro il governo, contro il Capo dello Stato, contro i partiti di opposizione, contro il Papa. Contro tutto o quasi. Ha senso tutto ciò?
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