Voto palese! Voto segreto!

settembre 14, 2013

votosegreto

Che sulle questioni che riguardano una singola persona si possa (e talvolta si debba) votare a scrutinio segreto è una forma di rispetto, di educazione e di contegno istituzionale. Serve a garantire alle persone che per anni hanno diviso la quotidianità con l’interessato, quella forma di pudìca riservatezza che consente loro di votare secondo coscienza, senza passare per traditori dell’ex amico, dell’ex avversario, dell’ex compagno. Quando un’assemblea vota pro o contro una persona, è elementare norma di decoro e civiltà che questi non sappia chi ha votato per lui e chi contro di lui.

Ma nell’arena belluina che è diventata la politica italiana non c’è più spazio per  tutto ciò. Il voto segreto diviene scudo della menzogna, della viltà, dell’opportunismo.

Decoro, civiltà, rispetto, educazione, contegno.  Sono lussi che non ci possiamo più permettere.

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Uso politico della Giustizia

settembre 9, 2013

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Angelino Alfano chiede che la Giunta per le elezioni del Senato valuti il caso del senatore Silvio Berlusconi in base al diritto e non a valutazioni politiche, conferendole poteri giurisdizionali e non politici.

Verrebbe da chiederci, allora, cosa li eleggiamo a fare, i senatori, visto che non devono rispondere a noi elettori ma al diritto. E come possono i membri della giunta valutare in base al diritto, visto che non sono giuristi? Il diritto è materia per chi la conosce, non per chi è stato votato.

Le parole di Alfano nascondono un altro argomento: B. non è un senatore come tutti gli altri, quindi, anche se la legge gli vieta di rimanere in Senato, dobbiamo trovare un escamotage per impedirne la decadenza, perché la Politica ha bisogno di lui. Anzi, B. è indispensabile alla Politica nazionale ed il diritto ci offre un cavillo per piegare la legge e la logica alle nostre esigenze in virtù del “primato della politica”.

Un uso politico della giustizia. Si direbbe.


Otto settembre 2013. Flash mob: Berlusconi è (de)caduto

settembre 6, 2013

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Lunedì prossimo prende avvio la discussione sulla decadenza di Silvio Berlusconi dal Senato della Repubblica.

Tutti gli italiani ora conoscono la verità e non esistono margini di inganno.

Silvio Berlusconi è un nemico della Repubblica poiché (personalmente o per interposizione) ne ha violato ed eluso sistematicamente e serialmente le leggi per interi decenni, al solo fine del proprio arricchimento personale, ed avendo utilizzato le cariche istituzionali per finalità personali.

Come certificato dalle sentenze a carico del suo sodale Dell’Utri, la sua fortuna imprenditoriale si intreccia con l’evoluzione dell’organizzazione mafiosa denominata Cosa nostra fin dagli anni settanta e, come accertato dalle sentenze pronunciate dal Tribunale di Milano, si è moltiplicata grazie alla sistematica violazione delle leggi.

Il suo impegno politico e le sue attività editoriali hanno avuto ed hanno come principale finalità proteggere i suoi interessi economici ed impedire l’azione giurisdizionale degli organismi della Repubblica a carico suo, delle sue imprese e delle persone a lui riconducibili.

Le sue imprese hanno beneficiato di leggi ad hoc da lui stesso emanate, sia nella specifica materia del settore televisivo che in quella del diritto societario e tributario.

Per favorirlo direttamente o indirettamente, i parlamenti ed i governi dell’ultimo ventennio hanno promulgato una mole enorme di leggi e provvedimenti volti ad impedire o vanificare l’azione giurisdizionale. Leggi non “ad personam” ma generali, che pertanto hanno favorito il dilagare dell’illegalità nel nostro paese.

I partiti che nei venti anni trascorsi avrebbero dovuto opporsi a questa degenerazione politica e morale non si sono rivelati all’altezza. Al contrario, si sono resi corresponsabili di ciò che è avvenuto.

Per questi palesi e planari motivi, e nella convinzione che la Giustizia sia un valore comune a tutti i cittadini di una Repubblica democratica, sempre e comunque prevalente sull’interesse personale, organizziamo.

FLASH MOB

Domenica otto settembre 2013, dalle ore 19.30 alle ore 20.00, in piazza Unità d’Italia, attorno alla statua dei quattro continenti, davanti al Municipio di Trieste.

Nel settantesimo anniversario del messaggio radiofonico con il quale (alle ore 19,42 dell’otto settembre 1943) il Generale Pietro Badoglio annunciò l’armistizio, troviamoci e

RIPRENDIAMOCI LA REPUBBLICA

Portiamoci un post-it giallo da fissare sul petto con la semplice scritta:

BERLUSCONI E’ (DE)CADUTO.

Abbiamo il diritto ed il dovere di esigere l’applicazione delle leggi della Repubblica e non abbiamo paura di essere chiamati “antiberlusconiani”, poiché se ciò significa pretendere verità, giustizia e rispetto delle leggi, allora lo siamo.


Sondaggio sulla decadenza di Berlusconi

agosto 27, 2013

Tutti i quotidiani ne parlano ma, pur vivendo nell’era dei sondaggi, non ho trovato alcuna notizia relativa ad un sondaggio sull’argomento. Allora lo faccio io.

Il nove settembre prossimo la Giunta per le elezioni e per le immunità del Senato si dovrà esprimere sulla decadenza di Silvio Berlusconi, in applicazione della cosiddetta “legge Severino”, come conseguenza della condanna nel processo Mediaset. Successivamente toccherà al plenum di Palazzo Madama esprimersi definitivamente.

La condivisione del sondaggio sui social network è largamente apprezzata.

Secondo alcuni si dovrebbe trattare di passaggi formali per via dell’automatismo previsto dalla legge. Secondo altri sarebbe invece un voto “politico” poiché un’assemblea elettiva non può che esprimere un giudizio di merito, e non di mera ratifica di una decisione presa da un altro organo dello Stato. Ultimamente sono emersi pareri secondo cui la Giunta del Senato dovrebbe sollevare un dubbio di costituzionalità innanzi alla Corte costituzionale.

A prescindere da tali questioni, ognuno di noi un parere può farselo dando il proprio voto in base ai propri desideri. Il Senato lo eleggiamo noi ed a noi deve rispondere dei suoi atti. Quindi sondo le opinioni.


Il ridotto del Senato

agosto 25, 2013

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Gli alleati dilagavano nella pianura padana, i tedeschi ripiegavano, veloci ed ordinati. Mussolini chiese: “quanto potremo resistere?” Pensava gli rispondessero in termini di settimane o di mesi. Gli risposero “fra le sei e le dodici ore”. Si riferiva al ridotto della Valtellina, un ipotetico scampolo d’Italia incastonato nella Svizzera dove trentamila immaginarie camicie nere avrebbero dovuto trincerarsi per resistere agli invasori ed immolarsi. E salvare l’onore del fascismo e del Duce.

Nella sua fantasia, il ventennio di Mussolini avrebbe dovuto concludersi così, con una eroica ed anacronistica difesa all’arma bianca, come se fosse ancora stato possibile combattere alla baionetta.

Il ventennio di Berlusconi non gli somiglia in nulla, ma ha anch’esso il suo ridotto: il Senato della repubblica.

La discesa in campo del 1994 aveva finalità chiarissime, esplicitate in privato da Berlusconi e pubblicamente da Confalonieri: creare uno schermo politico alle attività illegali delle sue imprese.

Ed infatti, da allora, la vita pubblica nazionale è stata occupata dall’accavallarsi delle indagini delle procure e dalle leggi criminogene votate dal parlamento per neutralizzarle. Votate, si badi bene, sia dal centrodestra che dal centrosinistra.

Ma chi vive nell’illegalità (e la sentenza Mediaset questo sancisce in riferimento alle attività televisive di Fininvest) non può sfuggire all’infinito all’accertamento della verità. Come Butch Cassidy, può solo allontanare il giorno della resa dei conti.

Le parole di Alfano all’uscita dal “supervertice di Arcore” sono rivelatrici dell’unica reale ossessione del Cavaliere. Disposto ad accettare tutto ma non la decadenza da parlamentare, carica che ricopre ininterrottamente da quasi venti anni. La decadenza, ci fa sapere Alfano, è per lui “inaccettabile ed incostituzionale”.  E sostenere l’incostituzionalità di una blanda legge “anticorruzione” votata pochi mesi fa dallo stesso PdL, ha la stessa natura comica e straniante della pretesa di Mussolini di resistere agli americani.

E ho già scritto quelle che credo essere le vere ragioni (https://sentieriepensieri.wordpress.com/2013/08/17/larresto-di-b/). Dal giorno successivo alla decadenza, Silvio Berlusconi perderà le guarentigie di parlamentare, e, in particolare, sarà possibile intercettare le sue utenze telefoniche, perquisire le sue (innumerevoli) abitazioni ed aziende e financo arrestarlo.

E finalmente emergerà la verità, o perlomeno una grossa fetta, sulla sua storia. Dai rapporti coi boss di Cosa nostra agli assegni per le olgettine.

Per questo il Cavaliere si aggrappa al seggio senatoriale, ultimo riparo dietro cui occultare le prove dei suoi delitti. Il Senato è l’ultimo ridotto suo e delle sue truppe, di quelle che gli rimarranno fedeli fino all’ultimo. Come svanirono le trentamila camicie nere, probabilmente svanirà anche l’esercito di Silvio. Che in queste ore mi immagino guardarsi intorno e chiedere: “quanto possiamo resistere?”


Il Giornale e la vecchia guardia

agosto 18, 2013

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Solidarietà per il Giornale di Sallusti.

Fallito l’attacco al giudice Esposito, che pare abbia già sommerso di querele mezza redazione, l’organo ufficiale della famiglia Berlusconi ha assillato il ferragosto dei suoi lettori con una raffica di soluzioni politico-giudiziarie allo psicodramma del Cavaliere.

Salvacondotto, agibilità politica, grazia, mezza grazia, commutazione della pena, lodo Sallusti.. Poi un ventaglio di pareri pseudogiuridici su ineleggibilità ed incandidabilità, con interpretazioni fantasiose della legge Severino e sui precedenti casi di decadenza. Il tutto mescolato al batter di pugni sullo sfregio giudiziario alla volontà di “dieci milioni di italiani”.

Ieri la home page ha ospitato il parere sull’argomento di Sua Penna Reale Vittorio Feltri. Come quando Napoleone, vistosi a mal partito a Waterloo, lanciò nella mischia la Vecchia Guardia.

L’eccelso (http://www.ilgiornale.it/news/interni/qui-ci-vuole-scudo-alleuropea-943695.html) ha sfoderato un capolavoro di insensatezza che ha polverizzato in poche righe la gigantesca mole di idiozie accumulate da tutta la redazione in due settimane, invocando la reintroduzione dell’immunità parlamentare per “allinearci in toto ai dogmi europei”.

Tentando di far credere ai lettori che nei paesi dell’area UE sia in vigore una legge che consente ai parlamentari di frodare il fisco impunemente (senza però avere il coraggio di scriverlo apertamente), Feltri invoca una sorta di reintroduzione a tempi record dell’immunità parlamentare per sanare la posizione di Silvio Berlusconi.

Una tesi tanto strampalata, inverosimile e bislacca da far venire in mente il grido delle prime linee napoleoniche poco prima della rotta definitiva: “ La Guardia? Che fa la Guardia? La Guardia arretra!”.


La sentenza Mediaset è solo l’inizio

agosto 15, 2013

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Estraggo dal Fatto Q. di oggi poche frasi dall’intervista a Sergio De Gregorio (sperando di non violare i diritti d’autore).

D. De Gregorio ha parlato ai pm di Napoli anche di un episodio che riguarda i diritti tv Mediaset.

R. La mancata rogatoria a Hong Kong dei magistrati di Milano, nel 2007.

D. Fondi neri per milioni di euro riconducibili a Frank Agrama, condannato con B. per i diritti tv Mediaset.

R. Centinaia di milioni di euro. Una montagna enorme di soldi con una triangolazione tra Stati Uniti, Hong Kong e Italia. Il processo ha cristallizzato solo una parte minima dei fondi neri di Mediaset.

Non servono commenti.