Non toccate la legge elettorale

aprile 13, 2015

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Se la parola democrazia ha un senso, chiunque ragioni di leggi elettorali dovrebbe dare uno sguardo al panorama partitico attuale, a poche settimane dalle elezioni regionali. I soggetti politici riconoscibili sono i seguenti:
– il partito di Renzi, ovvero quello che fu il pd;
– la dissidenza interna del fu pd, un agglomerato estraneo alla segreteria;
– la sinistra che fu SEL e che ora vede nella coalizione sociale di Landini la possibilità di schiodarsi dalle percentuali irrisorie cui è abituata;
– il Movimento cinque stelle, stabile sul 20%;
– la Lega Nord, fortissima nelle regioni settentrionali, ma solo lì;
– la frazione di centrodestra fedele a Berlusconi;
– la frazione di centrodestra (Ncd, fittiani) che ambisce a superare la figura dell’ex cavaliere.

Anche trascurando quello strano oggetto che si chiama Fratelli d’Italia, che sinceramente non saprei dove collocare e come qualificare, sono almeno sette i soggetti politici riconoscibili che risulta quasi impossibile inquadrare in due schieramenti contrapposti. Il venir meno della figura aggregante di Berlusconi (aggregante pro e contro), ci riporta alla tradizionale geografia politica nazionale, fatta di una molteplicità di partiti distinti, come è sempre stato dal dopoguerra ad oggi.

Prendere atto di questo è un dovere di chi pretende di scrivere le leggi elettorali, e la conseguenza è il riconoscimento che l’Italia non può sottrarsi al proporzionalismo. Una legge elettorale proporzionale, cancellando l’orrido concetto di “voto utile”, restituisce all’elettore la libertà piena di votare per il partito a lui più vicino, favorendo il recupero della partecipazione al voto, che era uno dei pochi vanti nazionali. Leggere di una quota di astensione vicina al 50% in un paese che esibiva una affluenza ai seggi superiore al 90% è uno dei segni peggiori di questi tempi.

A chi obietta che il proporzionalismo penalizza la “governabilità”, subordinando la formazione dell’esecutivo alle trattative fra gruppi parlamentari, rispondo che già ora è così. Con la differenza che i meccanismi premiali (che derivino dal sistema uninominale alla Mattarella o dal maggioritario alla Calderoli) costringono i partiti a mercanteggiare seggi e incarichi prima delle elezioni, quando i rapporti di forza sono dati dai sondaggi e non dai voti reali. E d’altronde chi afferma che i meccanismi premiali garantiscono coerenza fra voto popolare e maggioranza di governo dice una solenne empietà, sol che si osservi come l’attuale maggioranza sia un ibrido inimmaginabile prima del voto del 2013.

E’ quindi venuto il momento di dire che le prossime elezioni dovranno tenersi con la legge elettorale attualmente in vigore: un proporzionale puro. Dando poi ai partiti il compito di misurarsi in parlamento sulla base del consenso reale. E dando a noi poveri elettori bistrattati la possibilità di esprimerci, infine, liberamente.

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Faranno l’amnistia. Per B., ma pure per A., C., D….

ottobre 14, 2013

ubriachi

Alla fine faranno l’amnistia e l’indulto. Per B., ma anche per A., C., D. eccetera eccetera. Diranno che non volevano, ma che, pur di alleviare le sofferenze dei detenuti, spinti da sentimento umanitario, sono stati costretti a subire le condizioni del PdL, che altrimenti non avrebbe votato.

Lo voterà il Pd, per obbedienza a Napolitano e per salvare i suoi tanti Penati. Lo voteranno i piddini col mal di pancia, magari turandosi il naso o dicendo di aver sbagliato pulsante. Lo voterà il PdL, che imporrà le clausole salva-Silvio. Lo voterà l’inutilissimo partito Sel, che ormai va a rimorchio perfino di Renzi. Lo voterà il centrino di Monti, che non sa nemmeno più cosa ci sta a fare in parlamento.

Diranno che nulla cambia per cittadini, anzi. Che la giustizia sarà più veloce perché i Tribunali saranno sgravati da milioni di processi inutili.

Diranno che non si poteva fare diversamente, che ce lo imponeva l’Europa.

Tutte cazzate.

La sola verità è che decine di migliaia di ladri, truffatori, bancarottieri, riciclatori, corrotti, corruttori, violenti, stupratori, assassini, mafiosi, spacciatori, evasori fiscali eccetera faranno festa. Continueranno a delinquere, consapevoli che l’indulto è diventata prassi periodica, che alla fine non pagheranno. Mai. Nemmeno se dovessero delinquere per quarant’anni in fila. Brinderanno a san Silvio, grazie al quale l’indulto è diventato permanente. E brinderanno al Pd. Che perderà altri milioni di voti, riuscendo ad apparire ancora una volta come il partito che salva i delinquenti.

Votate pure questo obbrobrio. E una volta tanto, andate affanculo.


Larghe intese? Immorale

aprile 23, 2013

Se la legge elettorale Calderoli è incostituzionale (e secondo molti lo è), il governo di larghe intese che sta nascendo è immorale, per una considerazione planarmente elementare basata sulle dichiarazioni di oggi di Nichi Vendola, che non lo sosterrà.

Il Partito democratico dispone alla Camera di 292 seggi, su 340 della coalizione “Italia bene comune”, ottenuti grazie al premio di maggioranza che deriva dal vantaggio di 125mila voti sulla coalizione di centrodestra. Vantaggio che si è generato grazie ai voti  ottenuti da Sinistra Ecologia e Libertà (oltre un milione) che non farà parte della maggioranza in via di costituzione. Se il Pd non si fosse alleato con SEL, di deputati ne avrebbe circa un centinaio e l’alleanza con il centrodestra avrebbe tutt’altri connotati. E’ evidente che gli elettori di Vendola, votando la coalizione di Bersani, tutto volevano tranne che si facesse un governo con Berlusconi, ma di fatto il loro voto ha garantito l’elezione di quasi 200 deputati che sosterranno un governo con il PdL, mentre i loro rappresentanti se ne staranno all’opposizione.

Basterebbe questo, a disgustarci ed a farci dire no all’obbrobrio che si sta apparecchiando. Ma c’è ben altro e ben di peggio. A presto.