Quattro mesi dopo Orvieto.

maggio 20, 2008

Apprendiamo che il segretario del PD ha mutato linea. Sono passati quattro mesi dalla svolta di Orvieto con la quale Veltroni annunciò la rottura delle alleanze prodiane e la fine dell’Unione, e lo stesso Veltroni informa che si torna indietro. Non sono certo io che posso decrittare i movimenti interni al principale partito di opposizione, ma qualche ipotesi può essere avanzata.

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Ma allora chi ha perso?

maggio 12, 2008

Hanno vinto Berlusconi, Alleanza Nazionale, la Lega, questo è fuori discussione. E ha perso la Sinistra Arcobaleno che, a dire il vero, ha fatto di tutto per procurarsi tal destino, affidandosi all’uomo del “no” per eccellenza che, negli ultimi anni, ha complicato più di chiunque altro il cammino della sinistra. Il partito democratico invece sembra non considerarsi sconfitto. Il gruppo dirigente non è mutato e Veltroni sembra proseguire per la strada imboccata non appena eletto segretario: pochi alleati (anzi, meglio nessuno) e dialogo nullo con essi; dibattito interno assente e fiducia ai pretoriani; nessun attacco agli avversari e tono conciliante con Berlusconi. La solerzia con la quale la Finocchiaro è corsa in soccorso del senatore Schifani mostra quanto il partito democratico si preoccupi innanzitutto di non disturbare il manovratore.

E in questo vi è continuità. Il governo Prodi nulla ha fatto per cancellare le cosiddette “leggi vergogna” volute dalla maggioranza precedente, con ciò dimostrando di aver accettato principio che sta alla loro base: chi conquista il potere ha il diritto di approfittarne per il proprio tornaconto personale.
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Se la sinistra si ascoltasse.

aprile 29, 2008

Non ho gli strumenti per spiegare le ragioni della pesantissima sconfitta della sinistra; lascio ad altri le analisi sociologiche e sui flussi elettorali. Per parte mia non ho mai taciuto le mie critiche a Veltroni fin dal suo esordio al vertice del partito democratico, ed i cartelli degli elettori di destra che inneggiano a “Walter santo subito” per aver provocato la caduta di Prodi, la fine dell’Unione ed il tracollo del centrosinistra in Italia ed a Roma parlano da soli.

Spero però che dopo la pioggia di ingiustificati elogi sulle scelte “coraggiose” (o scriteriate?) del segretario del pd non si ecceda ora nel senso opposto, attribuendogli più demeriti di quanti in realtà non abbia. A mio modo di vedere, infatti, la sconfitta viene da molto lontano, e gli errori dei mesi recenti sono solamente gli ultimi di una lunga serie.
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