Contanti e pistole

aprile 2, 2019

pistola

Ho scritto qui quelli che secondo me sarebbero i grandi, enormi vantaggi derivanti dall’abolizione del denaro contante e dalla sua sostituzione con moneta elettronica. L’Italia detiene, a quel che si legge, il primato mondiale dell’evasione fiscale e chiunque comprende che la tracciabilità di ogni pagamento è lo strumento che potrebbe sconfiggere questa endemica piaga. Prima o poi ci arriveremo, ed allora guarderemo al passato (cioè il nostro presente fatto di cartamoneta) con lo stesso spirito con cui ora guardiamo all’epoca delle economie basate sul baratto. Con buona pace di filosofi, uomini di fede, politici ed affini, bisogna prendere atto che a migliorare le nostre vite, a cambiare il corso dell’umanità è sempre stata, e presumibilmente sarà, la tecnologia. Oggi abbiamo a disposizione lo strumento tecnologico per sanare le malattie più gravi dell’economia mondiale, ma per ragioni che nessuno vuole ammettere pubblicamente, ci ostiniamo a non volerlo utilizzare.

Evasione fiscale, sommerso, economia criminale, mafie, lavoro nero… Sono tutti fenomeni che con moneta elettronica possono essere eliminati.

Ma ci sono altri benefici meno diretti. Si parla molto, in questi giorni, della legge sulla cosiddetta (sempre) legittima difesa, prefigurando un mondo in cui sarebbe lecito sparare ai malintenzionati che accedono ad una proprietà privata. Sappiamo che tale legge cambierà ben poco, ma va riconosciuto che in tempi recenti assistiamo a una recrudescenza di reati violenti quali il furto in appartamento/villa e le rapine a commercianti. C’entra qualcosa con l’abolizione del contante? Apparentemente no, ma invece sì.

Chi ruba, qualunque cosa rubi (oggetti preziosi, opere d’arte, automobili, motocicli, beni di consumo, eccetera) non lo fa certo per proprio uso, ma per trarne un vantaggio economico che si concretizza con la rivendita di tali beni nel mercato della ricettazione. Mercato che, come ogni attività illegale, esiste grazie alla moneta contante. È infatti inverosimile pensare che un ricettatore faccia un bonifico o un assegno al ladro che gli cede la refurtiva. Sparendo la cartamoneta, sparirebbero anche ladri e rapinatori, e le pistole in casa non servirebbero più.

Vogliamo fare altri esempi? Siccome è difficile immaginare che una prostituta che esercita in strada si doti di POS, senza contante vedremmo sparire anche l’esercizio del mestiere in strada, con grande beneficio per la vita nelle città. La prostituzione certo non sparirebbe, ma dovendosi effettuare sotto la copertura di attività lecite, garantirebbe un minimo di tutela alle donne che la praticano e i relativi proventi fiscali allo Stato.

Di queste elementari considerazioni nulla traccia vi è nel dibattito pubblico, che continua ad alimentarsi di solenni fesserie, quando si continua a non considerare neppure la cosa più elementare da farsi.


Prostituzione e potere.

gennaio 19, 2011

Nel mare di reazioni sul caso Ruby mi è capitata questa perla che dobbiamo al genio politico di Veltroni.

“Ora basta. Non è il momento di opportunismi politici e silenzi. Le donne del Pdl devono parlare e pretendere la verità su questa storia. E’ in gioco la dignità del Paese e di tutte le donne. Penso a colleghe di valore come Mara Carfagna, Stefania Prestigiacomo, Giorgia Meloni, Annagrazia Calabria, Beatrice Lorenzin e tante altre. Questo è il momento di alzare la voce e dire basta. Sarebbe un gesto di grande libertà e dignità civile. Chi tace, in questo momento, si rende complice”, ha detto Marianna Madia, deputata del Pd.

Ma care donne del pd, progressiste ed emancipate, rispondetemi a questa domanda: qual è, esattamente, la differenza fra le fanciulle che si esibiscono nella discoteca di villa San Martino e quelle di voi che, essendo amanti, mogli o fidanzate di qualcuno, e grazie a quote rosa e liste bloccate, hanno scalato le gerarchie politiche? Vedo bene la differenza dei comportamenti, ma il discrimine chi lo traccia, chi lo stabilisce? E con quale criterio?

Ed ancora. Quando Beppe Grillo definì “zoccole” (senza nominarle) alcune parlamentari, non foste voi ad esplodere contro di lui, per difendere le colleghe, accusate “in quanto donne”? Non siete voi a difendere strenuamente proprio la Carfagna, accusata “in quanto donna” perché si parla di lei come antesignana dei bunga bunga o di qualcosa del genere?

Se si accetta che la promozione sociale di una donna passi per l’uso del suo corpo, in una forma qualsiasi, anche tenue, che può anche concretizzarsi in “relazione occasionalmente stabile”, si accetta il principio in via generale, si “sdogana” la prostituzione come strumento per la conquista del potere (politico e non solo).

In una parola, se si legittimano le puttane, si legittimano anche i puttanieri.