Bambi e Fonzie

febbraio 24, 2014

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La vota o non la vota? Grande interrogativo a sinistra sulla condotta che Pippo Bambi Civati terrà in occasione del voto di fiducia a Renzi. Lui che si astenne sul governo Letta, alla fine voterà sì, e non potrebbe che essere altrimenti. Perché Renzi e Civati, già sodali agli albori della rottamazione, sono in fondo due versioni della stessa figura.

Entrambi, infatti, devono la loro fama politica all’essere diversi nel pd. Il toscano ha fondato la sua fortuna sull’alternatività a D’Alema ed al vecchio gruppo dirigente ex diesse, salvo poi ricopiarne in peggio i metodi, il monzese sull’essere alternativo al nuovo  manipolo di renziani rampanti.

Entrambi devono la loro fortuna all’essere nel pd quello che gli elettori vorrebbero vedere nel pd, nell’essere diversi nella mediocrità, nell’essere alternativi al nulla. Ma fuori dal pd, sulle loro gambe, sarebbero entrambi due signori nessuno. Cresciuti nel partito, solo in esso trovano una legittimazione, e fuori di esso nulla potrebbero e saprebbero fare.

La loro grande fortuna è stata crescere in un partito di nullità semisfasciato, che per esser ciò ha dato modo alle nullità di apparire quali astri nascenti e leader luminosi.

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Lo schifezzum*

gennaio 29, 2014

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In dicembre ci sono state le primarie del pd. Il blog non ne ha scritto nemmeno una riga perché il dibattito congressuale (lo chiamano ancora così) è stata la consueta fiera delle chiacchiere e mi sono da tempo ripromesso di giudicare un soggetto politico non per quello che dice ma per quello che fa. Anche perché in questi anni ne abbiamo sentite di tali e di tante che solo a ripensarci viene mal di testa. Di certo alle parole non sono mai seguiti i fatti, anzi, sono seguiti fatti opposti alle parole. Leggendario resta lo slogan “certezza della pena” sventolato da chi, appena eletto, votò l’indulto.

Quindi – che fossero Fonzie-Renzi, Alien-Cuperlo o Bambi-Civati – non ho perso un minuto per ascoltarli. Le loro mozioni congressuali giacciono unzipped nella cartella del download.

Ma ora siamo ai fatti. Ed il primo fatto che ci confeziona Fonzie-Renzi e la bozza di legge elettorale per la Camera dei deputati che approda all’aula domani.

La versione peggiorata della legge Calderoli.

Del sistema precedente conserva gli aspetti peggiori: il premio di maggioranza, l’assenza di preferenze, le candidature plurime ed il doppio sbarramento, con innalzamento della soglia per chi non ha alleati, in modo da scongiurare l’eventualità che nascano nuovi partiti. Per tacere della norma salva-Lega, che conferma la cronica propensione della nostra politica a legiferare nel contingente e non in generale.

Una legge che non è né innovativa, né coraggiosa. Non cambia o cambia in peggio.

Una legge dettata da Silvio Berlusconi e modellata sulle sue esigenze. Che frustra le aspettative di coloro (e fra di essi molti elettori del pd) che aspiravano ad una ventata di vera democrazia. Una legge ancora schiava della logica del voto utile, con gli elettori chiamati a votare sotto ricatto (“altrimenti comandano gli altri”). Che liscia il pelo ai potenziali alleati di Forza Italia e sbatte la porta in faccia ai partiti di sinistra.

E tutto ciò mentre la Fiat ha abbandonato definitivamente l’Italia, mentre le fabbriche continuano a chiudere e gli italiani diventano sempre più poveri e rassegnati.

Il verso, caro Fonzie-Renzi, non è cambiato.

* PS. Il nome schifezzum è di A. Scanzi.