Politica e pompini

febbraio 1, 2014

fellatio

Grazie a un genio del movimento cinque stelle abbiamo sdoganato una nuova categoria del pensiero. Se l’autore merita di essere inserito in una lista bloccata (in una cantina), grottesca è la reazione della deputata Moretti nello sporgere querela per ingiuria.

I casi sono due: o nelle parole a lei rivolte c’è qualcosa di vero (ed allora la querelante rischia una condanna per calunnia) oppure con il proprio atto si è abbassata al livello del suo collega, dimostrando di non avere cognizione del proprio ruolo di rappresentante degli italiani.

Moretti sa (o dovrebbe sapere) che la giustizia italiana è gravata da milioni di procedimenti per fatti marginali (liti bagatellari) che sottraggono alla magistratura tempo e risorse che andrebbero spese per combattere la criminalità. E dovrebbe ricordare il fastidio di tutti i politici per le indagini su di essi. Ma se si corre dal pm ad ogni sgarbo ricevuto (ribadendo così di sentirsi parte di una casta di protetti), non ci si può lagnare se quello stesso pm viene a fare le pulci sugli scontrini del bar.

E dovrebbe riflettere sul fatto che la sua reazione ha avuto l’effetto di alimentare un dibattito di cui, in questi tempi di odio anti-casta e di bunga bunga, non si sente alcun bisogno.

Chi sceglie come professione la politica, coi suoi risvolti riprovevoli e meschini, deve avere lo stomaco per affrontarli. Una risposta a tono vale mille querele.

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