Perchè Napolitano?

aprile 21, 2013

MO: NAPOLITANO, IMPEGNARSI PER PORRE FINE A VIOLENZA

Giorgio Napolitano è stato rieletto al Quirinale. Per provare capire perché facciamo un po’ di cronologia.

Il 31 dicembre 1991 viene decretata la fine dell’Unione sovietica e con essa viene meno la tutela politica ed economica degli Stati Uniti sull’Italia. Lo Stato italiano precipita in una crisi finanziaria senza precedenti.

Il 30 gennaio 1992 la Cassazione conferma la sentenza del maxiprocesso, condannando definitivamente 360 boss mafiosi, diciannove dei quali all’ergastolo.

Il 17 febbraio 1992 esplode lo scandalo noto come “Tangentopoli”.

Il 12 marzo 1992 Cosa nostra uccide Salvo Lima.

Il 23 aprile 1992 inizia la XI legislatura della repubblica, segnata dalla crisi dei partiti tradizionali e dal successo elettorale della Lega Nord.

Il 23 maggio 1992 esplode l’autostrada sotto l’auto di Giovanni Falcone.

Il 28 maggio 1992 Oscar Luigi Scalfaro viene eletto Presidente della Repubblica.

Il 3 giugno 1992 Giorgio Napolitano viene eletto Presidente della Camera, succedendo a Scalfaro.

Lo Stato italiano sprofonda nella crisi politica, economica e morale. Bettino Craxi, che negli anni ottanta aveva firmato il “decreto Berlusconi” consentendo alle reti Fininvest di trasmettere su tutto il territorio nazionale, contrariamente a quanto stabilito dalla legge, è costretto a rinunciare al governo poiché già colpito da alcuni avvisi di garanzia. Scalfaro affida l’incarico a Giuliano Amato, vicesegretario del Partito socialista nonché sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Craxi del 1983-87.

Il 28 giugno 1992 giura i governo di Giuliano Amato. Nicola Mancino è nominato Ministro degli interni.

Nel frattempo Democrazia cristiana, Partito socialista e gli altri partiti vengono travolti dagli scandali e dalle indagini delle procure. Giorgio Napolitano si trova ad essere il Presidente della “Camera degli indagati”.

L’11 luglio 1992 il governo presieduto dal Giuliano Amato vara una manovra finanziaria da trentamila miliardi che prevede, fra l’altro, un prelievo forzoso dai conti correnti di tutti gli italiani.

Il 19 luglio 1992 Paolo Borsellino muore nella strage di via d’Amelio.

Fra il maggio ed il luglio 1993 cinque attentati insanguinano l’Italia: via Fauro (Roma) Georgofili (Firenze), via Palestro (Milano), San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro (Roma).

Secondo le voci di alcuni pentiti la scelta di S. Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro sarebbe riconducibile ai nomi dei presidenti di Senato e Camera: Giovanni Spadolini e Giorgio Napolitano.

Il 22 aprile 1993 Amato si dimette e subentra il governo guidato da Carlo Azeglio Ciampi.

Il 30 aprile 1993, al culmine di una serie di avvisi di garanzia indirizzati a centinaia di uomini politici di tutti i partiti politici, Bettino Craxi subisce la durissima contestazione dell’Hotel Raphael che ne segna la fine politica.

Il 31 ottobre 1993, il progettato attentato mafioso allo Stadio Olimpico “fallisce” per un banale disguido tecnico.

Il 16 gennaio 1994 Scalfaro scioglie le camere, ponendo fine alla più breve legislatura della storia della Repubblica.

Il 26 gennaio 1994 Silvio Berlusconi diffonde un video con il quale annuncia la sua “discesa in campo”.

Il 27 gennaio 1994 i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, boss mafiosi di Brancaccio, ritenuti responsabili delle stragi di Capaci e di via d’Amelio e indicati da alcuni pentiti come punti di contatto fra Silvio Berlusconi e Cosa nostra (per il tramite di Marcello dell’Utri), vengono arrestati a Milano.

Il 27-28 marzo 1994 la coalizione Forza Italia – Lega Nord – Alleanza Nazionale trionfa alle elezioni politiche.

Nell’aprile 1993 Bettino Craxi, non più coperto da immunità parlamentare, fugge in Tunisia.

Il 10 maggio 1994 giura il primo governo Berlusconi.

*    *    *

Sono passati vent’anni.

Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Oscar Luigi Scalfaro, Bettino Craxi, Giovanni Spadolini sono morti.

I fratelli Graviano sono detenuti al 41 bis nel carcere di Tolmezzo (UD) e sottoposti ad ulteriori procedimenti sui rapporti fra Stato e Cosa nostra; i loro familiari vivono in Costa Azzurra.

Carlo Azeglio Ciampi è presidente emerito e senatore a vita.

Dell’Utri è stato condannato dalla Corte d’Appello di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa.

Nicola Mancino, dopo due mandati da vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, è imputato per falsa testimonianza al processo sulla “trattativa” fra Stato e Mafia. Le registrazioni delle sue telefonate con Giorgio Napolitano saranno distrutte il 22 aprile 2013.

Giorgio Napolitano è Presidente della Repubblica, Giuliano Amato è presidente del Consiglio in pectore e Silvio Berlusconi tiene in scacco (dal 1994) la politica italiana.

I familiari delle vittime di via dei Georgofili e di via Palestro attendono di conoscere i mandanti di quelle stragi.

Dopo il Borsellino uno, il Borsellino bis e ter, il processo Borsellino quater agli esecutori della strage di via d’Amelio deve ancora cominciare. I mandanti non sono ancora stati individuati.


Coraggio, Scajola, racconta tutto!

Mag 4, 2010

colosseo

Adesso bisogna sperare che Scajola non diventi il capro espiatorio temporaneo.

Leggendo (con la lente di ingrandimento) i giornali di questi mesi ci accorgiamo di essere in una situazione paragonabile a quella del 1992, quando l’arresto di Mario Chiesa fu il catalizzatore di una catena di inchieste sulla corruzione che rovesciò, in apparenza, un sistema di potere che dopo una breve transizione ha saputo rigenerarsi. E come spesso accade ha saputo produrre anche gli anticorpi contro i possibili nuovi attacchi della parte sana del paese. Se nel 1992 un arresto fu sufficiente a far crollare alcuni palazzi e a farne tremare molti altri questa volta non è così. L’assessore al Comune di Milano Pennisi è finito a San Vittore, come il suo collega alla Regione Lombardia Piergianni Prosperini. Sempre a Milano Abelli e la moglie sono finiti sotto processo ed hanno in parte ammesso le loro responsabilità. Balducci, Anemone, De Santis sono in carcere per ordine del GIP competente sull’indagine G8. Ora tocca a Scajola, ma l’effetto sisma ancora non è partito. Il sistema di corruzione che sta dietro a questi episodi tiene. La ragione è che da quel 1992 ad oggi la politica ha prodotto una serie di leggi “ad castam” che proteggono i potenti dagli effetti delle indagini e li inducono a resistere alla tentazione di vuotare il sacco ai magistrati, nella convinzione che, passata la (breve) nottata, potranno ritornare a fare affari. Questo è il discrimine su cui si muovono questi signori: davanti al dilemma se raccontare tutto agli inquirenti o confidare nello stellone della politica che sempre ha protetto i corrotti, rimangono attaccati alla seconda ipotesi, in ciò confortati da fatto che chi in passato a confessato ha avuto peggior sorte di chi resistette. E un esempio preclaro viene proprio dall’immancabile Scajola, che nei primi anni novanta si fece settanta giorni di carcerazione preventiva perché coinvolto (ma fu poi prosciolto) in una brutta storia di riciclaggio che riguardava il Casinò di San Remo.

Forse per noi italiani è venuto il momento di tifare per una nuova stagione di Mani Pulite, che squarci questa volta definitivamente il velo di omertà che cela il marcio di una politica corrotta e collusa con poteri criminali. Quello che poteva avvenire 18 anni fa e che non si verificò per ragioni non del tutto ancora note.

E allora mi rivolgo a Scajola: non accettare di essere l’unico a pagare, racconta tutto, vuota il sacco. Parla di tutti gli altri che hanno mangiato come e più di te. E lo stesso facciano i Bertoladri e gli altri indagati. Se ci aiuteranno a scoprire la verità su questo paese malato, che potrebbe essere ricco e felice ma si ritrova in miseria, perdoneremo loro tante cose.