Renzi e la mafia

agosto 13, 2014

ragno

Fra Senato e gite coi boy scout, leggi elettorali e battute sui “vù cumprà”, trojke e ottantaeuro, dal dibattito pubblico è completamente scomparsa la criminalità organizzata. Digerito il fenomeno Saviano, esorcizzato da Napolitano lo spettro di Gratteri al ministero della Giustizia, confinato nell’oblio il balletto permanente sull’autoiriciclaggio (basta un decreto che cancella una riga nell’art. 648 ter del codice penale), l’Italia si è dimenticata di essere la culla delle mafie. Senza mai domandarsi se per caso è proprio la criminalità ad impedirci di avere un’economia decente. Il verso non è cambiato, se non in peggio. Ora tutti insieme, “destra” e “sinistra”, rimuovono il cancro che ci portiamo dentro da sempre.


23 maggio 2013

maggio 23, 2013

capaci2

Il ventunesimo anniversario della strage di Capaci cade pochi giorni il deposito del ddl che “tipizza” il reato di concorso esterno in associazione mafiosa dimezzandone le pene. Non è un caso. Basta guardare le facce di chi siede in Parlamento. Basta guardarsi intorno. Basta chiedersi chi sono i veri padroni dell’economiza nazionale. Basta osservare che se Saviano pubblica con Mondadori, Caselli pubblica (quando pubblica) con Melampo editore. Basta pensare che dal 19 luglio 1992 le mafie non hanno più ucciso alcun magistrato. Non perchè sono scomparse le mafie, ma perchè non ce n’è stato più bisogno. Hanno scoperto strumenti più efficaci e meno invasivi.

E’ sufficiente leggere i titoli (nemmeno gli articoli per esteso) della cronaca giudiziaria che arriva da Palermo per capire che le “larghe intese” di questi giorni sono eccessivamente larghe. E che questo stato di cose, a cui tanti, troppi, si sono adeguati, non dovrebbe essere affatto normale.

Se gli italiani avessero memoria e ancora un briciolo di coscienza, dovrebbero sentirsi tutti un po’ figli di Giovanni Falcone. Ma se mi guardo intorno capisco che non è così.