E se fosse tutta una messinscena?

agosto 14, 2011

Breve riepilogo.

6 luglio. Il governo vara la manovra correttiva. Il peso dei tagli viene spostato alla prossima legislatura.
3 agosto. Iniziano le ferie del parlamento, proclamate ai quattro venti nonostante aleggi lo spettro della crisi.
5-6 agosto. Viene annunciata l’esistenza del la lettera della bce, che nessuno ha mai visto.
12 agosto. Il cdm licenzia la maxistangata che rinnega tutto quello che è stato detto meno di un mese prima.
13 agosto, vigilia di ferragosto. Napolitano firma il decreto.

Il decreto viene definito come indispensabile per evitare “il fallimento dell’Italia” per effetto della speculazione sui nostri titoli di stato e su piazza affari. Però, oltre a contenere una valanga di norme su tagli, risparmi ed entrate (molti dei quali tutti da verificare) prevede provvedimenti in materia di lavoro di cui si parla da anni e che non erano mai passati. Il modello Pomigliano per le relazioni industriali, le penalizzazioni dei dipendenti pubblici, l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne, alcune liberalizzazioni per i professionisti. Tutte cose “imposte dalla Bce”, “dall’Europa” o “dai mercati”; ma chi lo ha detto? Dove è scritto? Sta di fatto che molte cose che il governo non aveva fatto per l’opposizione dei sindacati, della società o per veti interni alla stessa maggioranza, adesso cala pesantemente nella nostra legislazione con un decreto ferragostano, firmato da Napolitano mentre la gente è in ferie e con il parlamento vuoto.

L’alibi è l’emergenza speculativa sui mercati. A ferragosto? Con gli scambi ai minimi? E’ vero che le borse hanno avuto forti perdite (e bruschi rimbalzi) ma è anche vero che in agosto i volumi di scambio sono ridotti e non è difficile creare turbolenze sui mercati, anche con vendite modeste. E perché la Bce si sarebbe decisa a comprare titoli di stato italiani proprio adesso? Perché proprio adesso Deutsche Bank ha deciso di venderli? Il tutto condito da toni allarmati e disperanti: “crolla tutto”, “situazione drammatica”, “crisi improvvisa ed imprevedibile”, “speculazione in agguato”, “rischio catastrofe”. Anche se la maggioranza dei parlamentari è tranquillamente in vacanza all’estero, rassicurata dai capipartito che recitano la commedia a Roma.

Insomma: siamo sicuri che non sia tutta una messa in scena? Un inganno mediatico per farci digerire una mazzata economica (l’ennesima) senza poter protestare? In un amen il governo assesta l’ennesimo colpo ai servizi sociali ed agli enti locali; ai diritti dei lavoratori, agli odiati dipendenti pubblici (tutti fannulloni, come è noto); quindi alla scuola pubblica, all’Università ed alla Magistratura. In più alza le odiate tasse, versando lacrime di coccodrillo e “sangue dal cuore”, perfino alle classi agiate. E lo fa con l’alibi del “commissariamento” (di cui tutti parlano ma la cui prova principe è stranamente segreta) e dell’urgenza di salvarci dal rischio Grecia. Passato lo choc, potrà riprendere a ingannarci con la solita propaganda ordinaria, dicendo che questo decreto era “inevitabile, indispensabile, necessario e senza alternative”.

Nel frattempo la criminalità economica e l’esercito degli evasori restano immuni da qualsiasi provvedimento.

Sarò sincero: a me sembra tanto il grande inganno di ferragosto per dare l’ennesimo colpo alla Repubblica, alla Costituzione ed ai suoi capisaldi.