Otto settembre 2013. Flash mob: Berlusconi è (de)caduto

settembre 6, 2013

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Lunedì prossimo prende avvio la discussione sulla decadenza di Silvio Berlusconi dal Senato della Repubblica.

Tutti gli italiani ora conoscono la verità e non esistono margini di inganno.

Silvio Berlusconi è un nemico della Repubblica poiché (personalmente o per interposizione) ne ha violato ed eluso sistematicamente e serialmente le leggi per interi decenni, al solo fine del proprio arricchimento personale, ed avendo utilizzato le cariche istituzionali per finalità personali.

Come certificato dalle sentenze a carico del suo sodale Dell’Utri, la sua fortuna imprenditoriale si intreccia con l’evoluzione dell’organizzazione mafiosa denominata Cosa nostra fin dagli anni settanta e, come accertato dalle sentenze pronunciate dal Tribunale di Milano, si è moltiplicata grazie alla sistematica violazione delle leggi.

Il suo impegno politico e le sue attività editoriali hanno avuto ed hanno come principale finalità proteggere i suoi interessi economici ed impedire l’azione giurisdizionale degli organismi della Repubblica a carico suo, delle sue imprese e delle persone a lui riconducibili.

Le sue imprese hanno beneficiato di leggi ad hoc da lui stesso emanate, sia nella specifica materia del settore televisivo che in quella del diritto societario e tributario.

Per favorirlo direttamente o indirettamente, i parlamenti ed i governi dell’ultimo ventennio hanno promulgato una mole enorme di leggi e provvedimenti volti ad impedire o vanificare l’azione giurisdizionale. Leggi non “ad personam” ma generali, che pertanto hanno favorito il dilagare dell’illegalità nel nostro paese.

I partiti che nei venti anni trascorsi avrebbero dovuto opporsi a questa degenerazione politica e morale non si sono rivelati all’altezza. Al contrario, si sono resi corresponsabili di ciò che è avvenuto.

Per questi palesi e planari motivi, e nella convinzione che la Giustizia sia un valore comune a tutti i cittadini di una Repubblica democratica, sempre e comunque prevalente sull’interesse personale, organizziamo.

FLASH MOB

Domenica otto settembre 2013, dalle ore 19.30 alle ore 20.00, in piazza Unità d’Italia, attorno alla statua dei quattro continenti, davanti al Municipio di Trieste.

Nel settantesimo anniversario del messaggio radiofonico con il quale (alle ore 19,42 dell’otto settembre 1943) il Generale Pietro Badoglio annunciò l’armistizio, troviamoci e

RIPRENDIAMOCI LA REPUBBLICA

Portiamoci un post-it giallo da fissare sul petto con la semplice scritta:

BERLUSCONI E’ (DE)CADUTO.

Abbiamo il diritto ed il dovere di esigere l’applicazione delle leggi della Repubblica e non abbiamo paura di essere chiamati “antiberlusconiani”, poiché se ciò significa pretendere verità, giustizia e rispetto delle leggi, allora lo siamo.


Caro Giorgio Napolitano,..

aprile 29, 2013

MO: NAPOLITANO, IMPEGNARSI PER PORRE FINE A VIOLENZA

Ill.mo Sig. Presidente della Repubblica,

il governo che si sta insediando nasce grazie al concorso parlamentare di forze politicamente contrapposte. Tale alleanza contraddice quanto proclamato dai partiti nel corso della campagna elettorale e, pertanto, il gradimento popolare del governo e dell’iter della sua formazione non può che essere basso. Si tratta comunque di un esecutivo assolutamente legittimo, varato nel pieno rispetto delle prerogative attribuite al Parlamento dalla Carta costituzionale.

Tuttavia gli organi di informazione avanzano l’ipotesi che la partecipazione alla maggioranza di governo dei gruppi parlamentari del Popolo delle Libertà sarebbe subordinata all’accoglimento di specifiche richieste nell’interesse di una singola persona: il senatore Silvio Berlusconi. Si scrive di non meglio chiariti interventi relativi ai procedimenti penali nei quali egli è imputato e si preconizza che egli potrebbe beneficiare della nomina a senatore a vita.

Con la stessa nettezza con cui va riconosciuta l’assoluta legittimità del governo, seppur nato in contrasto con la volontà del corpo elettorale, va affermato che barattare il voto di fiducia di un intero gruppo con una qualsiasi forma di impunità e/o vantaggio personale è contrario ai principi fondamentali della Costituzione della Repubblica.

Va altresì osservato che il senatore Silvio Berlusconi non pare possedere i requisiti previsti dall’art. 59 della Costituzione, in accordo con il quale può essere nominato senatore a vita chi “ha illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”.

Alla luce di quanto verificatosi nella storia recente della Repubblica, contraddistinta dall’emanazione di numerosissimi provvedimenti normativi giornalisticamente definiti con la locuzione di “leggi ad personam”, era mio desiderio e dovere manifestare alla S.V. Ill.ma queste brevi ed elementari considerazioni.

Con osservanza.

Trieste, 28.04.2013                                                                                                            Sandro Zagatti


Veltroni è sorpreso.

giugno 16, 2008

Da corriere.it di oggi.

ROMA – «In questi giorni si decide il futuro di questa legislatura: se il comportamento (di governo e maggioranza, ndr) rimane come quello delle ultime settimane, cioè una sequenza di incidenti assolutamente eccessivi ed inaccettabili il clima non potrà che cambiare». È un vero e proprio ultimatum quello che il leader del Pd, Walter Veltroni lancia all’esecutivo Berlusconi parlando a una conferenza stampa organizzata dalla fondazione «Fare Futuro». Veltroni si è detto «molto sorpreso e colpito dalla protervia con cui alcune normette vengono introdotte di nascosto», criticando decisamente il primo mese di azione del governo («in un solo mese il governo ha collezionato una serie di strappi e forzature inaccettabili»), e in particolare le scelte che riguardano «il decreto su Retequattro, le uscite della Lega sull’Europa, le intercettazioni e l’intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza».

CRITICHE A CALDEROLI – In particolare il leader del Pd attacca il ministro Roberto Calderoli in merito alle dichiarazioni rilasciate dopo la bocciatura del trattato Europeo da parte dell’Irlanda. «Può essere ministro della Repubblica qualcuno che dice che il trattato europeo è da strappare?» si chiede l’ex sindaco di Roma.

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