Ce lo chiede l’Europa

febbraio 3, 2014

europa

Allungare i tempi di prescrizione al fine di combattere corruzione e criminalità economica. La sola corruzione ci costa sessanta miliardi l’anno, cui vanno sommati i centocinquanta dell’evasione fiscale. Altro che i sei miliardi della privatizzazione di Poste Italiane.

L’emergenza è questa, non la legge elettorale o il sessismo.

Renzi, Grillo, Letta. Diamoci una mossa.

 

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Santacroce e la prescrizione

gennaio 24, 2014

ladro

Il Presidente della Corte di cassazione, inaugurando l’anno giudiziario, ha toccato diversi temi, fra i quali quello della prescrizione. Troppi i processi che si estinguono per eccessiva durata dei dibattimenti, troppi i colpevoli che vengono prosciolti non perchè innocenti ma solamente perchè dotati di risorse economiche e di difensori in grado di far durare il processo quanto basta a far maturare la prescrizione. Prescrizione che, come tutti sanno, è stata ridotta per tutti i reati con la sciagurata legge ex Cirielli, reginetta delle “leggi vergogna” votate nella legislatura 2001-2006.

Ma il pd non ci ha sempre chiesto i voti contro le leggi vergogna? E Grillo non ci aveva promesso che essere onesti sarebbe diventato di moda?

Sentieri e Pensieri lo scrisse subito dopo le ultime elezioni politiche. A prescindere dalla maggiornaza di governo, Pd e M5S hanno i voti per riformare la prescrizione, basta una leggina facile facile che ho scritto io nel blog l’otto marzo 2013:

https://sentieriepensieri.wordpress.com/2013/03/08/bersani-grillo-e-la-prescrizione/

Caro Renzi, caro Grillo. Si può fare. Che aspettiamo?


Il programma di Grillo

marzo 8, 2013

m5s

Il Movimento cinque stelle un programma ce l’ha eccome! E allora me lo sono andato a leggere sul Fatto Quotidiano, che non può essere accusato di ostilità verso Grillo. Ecco i 20 punti elencati uno per uno:

1 – Reddito di cittadinanza.

Grande istituto, che potremo adottare quando saremo diventati scandinavi. Il reddito di cittadinanza (quello vero, non le scimmiottature di cui si parla da noi) è plausibile in paesi ricchi e capaci di sopportare un alto carico fiscale (da noi lo si deve e vuole ridurre), ma soprattutto in paesi ad altissima fedeltà fiscale. In Italia finirebbe per premiare i furbi, i finti poveri, gli approfittatori.

2 – Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa.

Interessante, seppur non proprio originalissimo. Ma di grazia, quali misure? E la grande industria, o quel po’ che ne è rimasta, la mandiamo in malora? Lo dico perché la piccola impresa vive grazie alle commesse di quella grande.

3 – Legge anticorruzione.

Una l’hanno appena fatta. Forse bisognerebbe spiegare come la si vuole cambiare. O no?

4 – Informatizzazione e semplificazione dello Stato.

Ideona. Ma gli enti pubblici sono discretamente avanti nel processo di informatizzazione (più delle imprese private); sono i cittadini a non essere attrezzati.

5 – Abolizione dei contributi pubblici ai partiti.

Sostituendo “abolizione” con “drastica riduzione” sono d’accordo.

6 – Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni.

Giustissimo. Ma il dramma sono gli arricchimenti leciti (per esempio le superpensioni); “furti” che la casta si è legalizzati. Su si essi bisognerebbe avere il coraggio di proporre leggi retroattive, per recuperare allo Stato almeno una frazione del bottino.

7 – Referendum propositivo e senza quorum.

Sono d’accordo.

8 – Referendum sulla permanenza nell’euro.

Sembrerebbe incostituzionale (art. 75).

9 – Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese.

Ragionevole ma di scarsa utilità, il Parlamento è sovrano e se non vuole una legge la boccia.

10 – Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti.

D’accordo solo sull’indipendenza dai partiti; bisogna dire come, però.

11 – Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato.

Prego di leggere gli artt. 56 e 58 della Costituzione..

12 – Massimo di due mandati elettivi.

Anche questo mi pare incostituzionale (art. 51).

13 – Legge sul conflitto di interessi.

Questa mi sembra di averla già sentita. Ma è divenuta quasi una leggenda; come se potesse esistere una legge che, d’incanto, appena varata, obbliga Berlusconi a scegliere fra la politica da nullatenente e una vita semiclandestina.

14 – Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica.

Sacrosanto, quantunque la Sanità sia un pozzo di sprechi.

15 – Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali.

D’accordo.

16 – Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza.

Bella idea, ma tecnicamente chi fornisce il servizio?

17 – Abolizione dell’IMU sulla prima casa.

Un falso problema, basta aumentare la franchigia.

18 – Non pignorabilità della prima casa.

No, sarebbe un ulteriore freno alle dinamiche economiche e renderebbe inerogabili i mutui per la prima casa.

19 – Eliminazione delle province.

Anche questa già sentita.

20 – Abolizione di Equitalia.

E sua sostituzione con ente analogo? O concessione ai privati (tipo Cosa nostra) della riscossione dei crediti della Pubblica amministrazione?

Domande.

La Giustizia è sparita anche per Grillo? Le “leggi vergogna” le lasciamo lì come sono? L’arretrato dei Tribunali civili e penali ce lo teniamo?

E il Tav? Le missioni militari all’estero? Le spese militari? Gli sprechi della P.A.?

Il potere d’acquisto delle pensioni e dei salari? Gli esodati?

E il lavoro che manca? Risolviamo tutto promettendo 600 euro a testa che nessuno sa dove andare a trovare?

E tutto il resto che dimentico?

PS. Ho cercato in rete un programma m5s più dettagliato ed in effetti c’è. Ma ci son scritte tutt’altre cose!


Bersani, Grillo e la prescrizione

marzo 8, 2013

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Nel gran dibattere di costi della politica, province da abolire e parlamentari da dimezzare, è sparito dal dibattito post elettorale l’argomento giustizia. E le “leggi vergogna”? Grillo e il pd non ci hanno promesso di abolirle? O forse ho capito male io? Non ci hanno rintronato con la necessità di moralizzare il paese dopo anni di ammorbamento “garantista” berlusconiano?

Mettiamo a fuoco. Per la prima volta dal 2001 Berlusconi è minoritario in entrambe le camere ed è possibile votare leggi senza il suo assenso (tacito o esplicito) e senza reclutare i senatori a vita. Per la prima volta da dodici anni! Quindi ci sono le condizioni per eliminare appunto le leggi vergogna.

Sarebbe però da superficiali pensare che ciò possa essere fatto da un giorno all’altro; molte di esse non possono essere abrogate d’un tratto. Un esempio? La legge Gasparri va riscritta, non abolita.

Un caso però c’è: la porzione di legge Cirielli che accorcia i termini della prescrizione. Allineare la normativa sulla prescrizione alle discipline europee è semplice, non serve un governo in carica e lo può fare il parlamento votando una leggina facile facile che scrivo di seguito.

*          *          *

Art. 1.

L’art. 157 c.p. è così sostituito.

La prescrizione estingue il reato:
1) in venti anni, se si tratta di delitto per cui la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore a ventiquattro anni;
2) in quindici anni, se si tratta di delitto per cui la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore a dieci anni;
3) in dieci anni, se si tratta di delitto per cui la legge stabilisce della reclusione inferiore a cinque anni, o la pena della multa.
4) in cinque anni, se si tratta di delitto per cui la legge stabilisce la pena della reclusione inferiore a cinque anni, o la pena della multa;
5) in tre anni, se si tratta di contravvenzione per cui la legge stabilisce la pena dell’arresto;
6) in due anni, se si tratta di contravvenzione per cui la legge stabilisce la pena dell’ammenda.
Per determinare il tempo necessario a prescrivere si ha riguardo al massimo della pena stabilita dalla legge per il reato, consumato o tentato, tenuto conto dell’aumento massimo della pena stabilito per le circostanze aggravanti e della diminuzione minima stabilita per le circostanze attenuanti.
Nel caso di concorso di circostanze aggravanti e di circostanze attenuanti si applicano anche a tale effetto le disposizioni dell’articolo 69.
Quando per il reato la legge stabilisce congiuntamente o alternativamente la pena detentiva e quella pecuniaria, per determinar il tempo necessario a prescrivere si ha riguardo soltanto alla pena detentiva.”

La prescrizione è sempre espressamente rinunciabile dall’imputato.
La prescrizione non estingue i reati per i quali la legge prevede la pena dell’ergastolo, anche come effetto dell’applicazione di circostanze aggravanti.

Art. 2

L’art. 158 c.p. è così sostituito:

Il termine della prescrizione decorre, per il reato consumato, dal giorno della consumazione; per il reato tentato, dal giorno in cui è cessata l’attività del colpevole; per il reato permanente o continuato, dal giorno in cui è cessata la permanenza o la continuazione.
Quando la legge fa dipendere la punibilità del reato dal verificarsi di una condizione, il termine della prescrizione decorre dal giorno in cui la condizione si è verificata. Nondimeno nei reati punibili a querela, istanza o richiesta, il termine della prescrizione decorre dal giorno del commesso reato.

Art. 3

Il secondo comma dell’art. 161 c.p. è soppresso.

Art. 4 – Norma transitoria

I termini della prescrizione, così come computati in base alla presente legge, valgono per tutti i reati, anche se commessi nel periodo di vigenza della precedente normativa e, ferme restando le disposizioni del codice civile relativamente alla prescrizione civile, si applicano anche a tutti i procedimenti penali e civili per cui non sia stata pronunciata sentenza irrevocabile.

In tutti i procedimenti penali per i quali non sia stata pronunziata sentenza irrevocabile, è concessa la riapertura dei termini per l’applicazione delle disposizioni di cui al titolo II libro VI parte II del codice di procedura penale. La parte che intende proporne l’applicazione deve formulare istanza al giudice innanzi a cui si trova il procedimento entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge. L’imputato che ottiene l’applicazione della pena su propria richiesta è tenuto a liquidare alle parti civili costituite le spese sostenute per la costituzione e per la partecipazione al procedimento.

*          *          *

Forza, Bersani e Grillo. Dal 15 marzo vi aspetto al varco. Non serve un governo, la fiducia. Mettete in calendario e votate. E se qualcuno vi dice: “Ma è contro Berlusconi!” Voi rispondete: “Sì, certamente! E’ una legge contro Berlusconi!”


Grillo e la Costituzione (art. 67 Cost.)

marzo 3, 2013

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Il Movimento cinque stelle fa politica, politica pura. Non è antipolitica e chi lo ha così classificato è uscito giustamente scornato dalle elezioni. Grillo non è un pazzo, non è un fascista, non è un demagogo (perlomeno non nel senso tradizionale del termine) e le sue non sono proposte “populiste”; semmai sono proposte “popolari”, nel senso che riscuotono giustamente ampio consenso.

Detto questo, non si può non analizzare da vicino il suo linguaggio ed il suo modo di porre le cose. E prendiamo questo post.

http://www.beppegrillo.it/2013/03/circonvenzione.html

Vorrei essere chiaro.  Fermo restando il sacrosanto diritto di criticare qualsiasi legge o norma, questo modo di trattare la Costituzione della Repubblica, di ridurne l’analisi a discussione da bottega, ignorando che ogni articolo di una corpo normativo è tassello di un mosaico generale che non può essere fatto a pezzi e modificato a casaccio, è inaccettabile. Ogni testo legislativo ha una sua logica intrinseca generale, una sua vita propria, che si regge sui rapporti reciproci fra le varie parti. Prendere il tratto che non ci piace e pretendere di cambiarlo, di riscriverlo a piacere o di abolirlo, è una forma di analfabetismo giuridico intollerabile.

Grillo oggi, e Berlusconi prima di lui, dovrebbero sapere che se hanno determinati ruoli nella politica nazionale, lo devono proprio alla Costituzione della Repubblica, la quale regola, fra l’altro, le elezioni che li hanno portati lì dove sono. Sarebbe quindi dovuto alla Carta il rispetto che essa merita e che non tollera la foga emendatrice dell’ultimo arrivato.


Tagliamo i costi della politica

marzo 2, 2013

taglio

La rivista MicroMega rispolvera la legge n. 361/57 chiedendo che la Giunta per le elezioni della Camera dichiari ineleggibile Silvio Berlusconi.

Bene. Supponiamo che ciò avvenga. Berlusconi resta fuori del parlamento pur essendo il leader indiscusso del suo schieramento politico. Condizione che lo accomuna a Grillo e Casaleggio, che neppure si sono candidati (perché perdere tempo in quell’aula sorda e grigia?) pur essendo i capi e gli unici soggetti dotati di potere decisionale del movimento 5 stelle. A sinistra le cose vanno un po’ diversamente, ma con il tramonto di Bersani riemergeranno al vertice le figure di Veltroni e soprattutto di D’Alema, entrambi fuori dalle camere ma pur sempre capaci di indicare la rotta della coalizione. Finiamo con Napolitano che ha un piede sull’uscio, pur essendo a lui che si rivolgono le cancellerie europee.

Quindi tagliamo il nodo gordiano. Risparmiamoci di convocare il Parlamento e facciamo decidere tutto a D’Alema, Berlusconi e Casaleggio, riuniti a casa Napolitano davanti a una pastiera. Questo sì che sarebbe un bel colpo ai costi della politica.


Hitler e Grillo

marzo 2, 2013

hitler

Sdegno della rete per una citazione, ormai virale, che accosta i toni ed i contenuti dei discorsi di Beppe Grillo a quelli utilizzati da Adolf Hitler in una campagna elettorale del 1932. E non posso non ricordare come certi argomenti razzisti utilizzati dalla Lega degli esordi potevano essere rintracciati nel testo del Mein Kampf.

Accostamenti surreali. Non siamo nella Germania di Weimar e nessuno invoca i campi di sterminio o vagheggia olocausti.

Ma mai come in questo caso balza agli occhi la lettura distorta che si fa della storia, ed in particolare la descrizione caricaturale che si offre di Adolf Hitler. Perché ognuno dovrebbe chiedersi che immagine ha del Fuhrer. Quella che deriva dalla storia, o la macchietta che esce dal film di Chaplin? La figura descritta dagli storici o quella che emerge dalla estrapolazione televisiva di qualche filmato d’epoca?

La verità è che Hitler è e resta (ci piaccia o no) un cardine nella storia dell’Europa del ventesimo secolo, il cui transito non si identifica solamente con l’Olocausto. Hitler piaceva. Non tanto ai “poteri forti”, non solo a certi governi e a certi anticomunisti viscerali seduti anche in Vaticano. Piaceva soprattutto ai tedeschi. Che lo votarono ed amarono fino alla fine.

La storia, soprattutto quella recente, non può essere ridotta a racconto per bambini, a commediola caricaturale. Ma questo è stato fatto nei confronti di uomini come Hitler e Mussolini. Con la conseguenza non trascurabile che, se dovessero apparire sulla scena personaggi simili, non avremmo gli strumenti per riconoscerli.