23 maggio 2013

Mag 23, 2013

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Il ventunesimo anniversario della strage di Capaci cade pochi giorni il deposito del ddl che “tipizza” il reato di concorso esterno in associazione mafiosa dimezzandone le pene. Non è un caso. Basta guardare le facce di chi siede in Parlamento. Basta guardarsi intorno. Basta chiedersi chi sono i veri padroni dell’economiza nazionale. Basta osservare che se Saviano pubblica con Mondadori, Caselli pubblica (quando pubblica) con Melampo editore. Basta pensare che dal 19 luglio 1992 le mafie non hanno più ucciso alcun magistrato. Non perchè sono scomparse le mafie, ma perchè non ce n’è stato più bisogno. Hanno scoperto strumenti più efficaci e meno invasivi.

E’ sufficiente leggere i titoli (nemmeno gli articoli per esteso) della cronaca giudiziaria che arriva da Palermo per capire che le “larghe intese” di questi giorni sono eccessivamente larghe. E che questo stato di cose, a cui tanti, troppi, si sono adeguati, non dovrebbe essere affatto normale.

Se gli italiani avessero memoria e ancora un briciolo di coscienza, dovrebbero sentirsi tutti un po’ figli di Giovanni Falcone. Ma se mi guardo intorno capisco che non è così.


Perchè Napolitano?

aprile 21, 2013

MO: NAPOLITANO, IMPEGNARSI PER PORRE FINE A VIOLENZA

Giorgio Napolitano è stato rieletto al Quirinale. Per provare capire perché facciamo un po’ di cronologia.

Il 31 dicembre 1991 viene decretata la fine dell’Unione sovietica e con essa viene meno la tutela politica ed economica degli Stati Uniti sull’Italia. Lo Stato italiano precipita in una crisi finanziaria senza precedenti.

Il 30 gennaio 1992 la Cassazione conferma la sentenza del maxiprocesso, condannando definitivamente 360 boss mafiosi, diciannove dei quali all’ergastolo.

Il 17 febbraio 1992 esplode lo scandalo noto come “Tangentopoli”.

Il 12 marzo 1992 Cosa nostra uccide Salvo Lima.

Il 23 aprile 1992 inizia la XI legislatura della repubblica, segnata dalla crisi dei partiti tradizionali e dal successo elettorale della Lega Nord.

Il 23 maggio 1992 esplode l’autostrada sotto l’auto di Giovanni Falcone.

Il 28 maggio 1992 Oscar Luigi Scalfaro viene eletto Presidente della Repubblica.

Il 3 giugno 1992 Giorgio Napolitano viene eletto Presidente della Camera, succedendo a Scalfaro.

Lo Stato italiano sprofonda nella crisi politica, economica e morale. Bettino Craxi, che negli anni ottanta aveva firmato il “decreto Berlusconi” consentendo alle reti Fininvest di trasmettere su tutto il territorio nazionale, contrariamente a quanto stabilito dalla legge, è costretto a rinunciare al governo poiché già colpito da alcuni avvisi di garanzia. Scalfaro affida l’incarico a Giuliano Amato, vicesegretario del Partito socialista nonché sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Craxi del 1983-87.

Il 28 giugno 1992 giura i governo di Giuliano Amato. Nicola Mancino è nominato Ministro degli interni.

Nel frattempo Democrazia cristiana, Partito socialista e gli altri partiti vengono travolti dagli scandali e dalle indagini delle procure. Giorgio Napolitano si trova ad essere il Presidente della “Camera degli indagati”.

L’11 luglio 1992 il governo presieduto dal Giuliano Amato vara una manovra finanziaria da trentamila miliardi che prevede, fra l’altro, un prelievo forzoso dai conti correnti di tutti gli italiani.

Il 19 luglio 1992 Paolo Borsellino muore nella strage di via d’Amelio.

Fra il maggio ed il luglio 1993 cinque attentati insanguinano l’Italia: via Fauro (Roma) Georgofili (Firenze), via Palestro (Milano), San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro (Roma).

Secondo le voci di alcuni pentiti la scelta di S. Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro sarebbe riconducibile ai nomi dei presidenti di Senato e Camera: Giovanni Spadolini e Giorgio Napolitano.

Il 22 aprile 1993 Amato si dimette e subentra il governo guidato da Carlo Azeglio Ciampi.

Il 30 aprile 1993, al culmine di una serie di avvisi di garanzia indirizzati a centinaia di uomini politici di tutti i partiti politici, Bettino Craxi subisce la durissima contestazione dell’Hotel Raphael che ne segna la fine politica.

Il 31 ottobre 1993, il progettato attentato mafioso allo Stadio Olimpico “fallisce” per un banale disguido tecnico.

Il 16 gennaio 1994 Scalfaro scioglie le camere, ponendo fine alla più breve legislatura della storia della Repubblica.

Il 26 gennaio 1994 Silvio Berlusconi diffonde un video con il quale annuncia la sua “discesa in campo”.

Il 27 gennaio 1994 i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, boss mafiosi di Brancaccio, ritenuti responsabili delle stragi di Capaci e di via d’Amelio e indicati da alcuni pentiti come punti di contatto fra Silvio Berlusconi e Cosa nostra (per il tramite di Marcello dell’Utri), vengono arrestati a Milano.

Il 27-28 marzo 1994 la coalizione Forza Italia – Lega Nord – Alleanza Nazionale trionfa alle elezioni politiche.

Nell’aprile 1993 Bettino Craxi, non più coperto da immunità parlamentare, fugge in Tunisia.

Il 10 maggio 1994 giura il primo governo Berlusconi.

*    *    *

Sono passati vent’anni.

Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Oscar Luigi Scalfaro, Bettino Craxi, Giovanni Spadolini sono morti.

I fratelli Graviano sono detenuti al 41 bis nel carcere di Tolmezzo (UD) e sottoposti ad ulteriori procedimenti sui rapporti fra Stato e Cosa nostra; i loro familiari vivono in Costa Azzurra.

Carlo Azeglio Ciampi è presidente emerito e senatore a vita.

Dell’Utri è stato condannato dalla Corte d’Appello di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa.

Nicola Mancino, dopo due mandati da vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, è imputato per falsa testimonianza al processo sulla “trattativa” fra Stato e Mafia. Le registrazioni delle sue telefonate con Giorgio Napolitano saranno distrutte il 22 aprile 2013.

Giorgio Napolitano è Presidente della Repubblica, Giuliano Amato è presidente del Consiglio in pectore e Silvio Berlusconi tiene in scacco (dal 1994) la politica italiana.

I familiari delle vittime di via dei Georgofili e di via Palestro attendono di conoscere i mandanti di quelle stragi.

Dopo il Borsellino uno, il Borsellino bis e ter, il processo Borsellino quater agli esecutori della strage di via d’Amelio deve ancora cominciare. I mandanti non sono ancora stati individuati.


Sabato 26 settembre.

settembre 28, 2009

Non serve che vi racconti il corteo, è facile immaginarlo o vederne le immagini su youtube: fra le mille e le duemila persone, con un libretto rosso in mano, che hanno camminato da piazza Bocca della Verità fino a piazza Navona, passando per piazza Venezia e per via delle Botteghe Oscure. Non serve che vi riassuma gli interventi perché trovate anche quelli; né posso discuterli o spiegarli perché sarebbe o lungo o riduttivo ed in alcuni casi inutile o per me impossibile.

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L’alba della “Seconda Repubblica”.

marzo 9, 2009

Riporto un brano dalla sentenza della Corte d’Appello di Palermo che condannò gli esecutori dell’attentato di Capaci in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie ed i militari della scorta.

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