La fine delle ideologie

febbraio 13, 2014

Psichedelico

Tanto celebrata da anni, eccola plasticamente rappresentata.

Un profittatore avido e sprezzante di ogni regola, maschera da rappresentanti della nazione una pletora di mediocri arrivisti, ammaestrati a tramutare in insulse cantilene le fallimentari formule difensive escogitate dai suoi altrettanto mediocri avvocati. Un ex battutista televisivo traduce in formulette di facile consumo le bislacche congetture di uno stratega sociopolitico da bar. Ed infine gli eredi di quelli che furono i partiti della resistenza antifascista vengono fulminati dall’irresistibile fascino dell’idiozia, affidandosi ad un buffone in giacca e cravatta che confonde le istituzioni della repubblica con l’assemblea di classe della scuola per parrucchieri che avrebbe dovuto frequentare per guadagnarsi da vivere.

Lo spettacolo che ci viene offerto fa rimpiangere i vertici di maggioranza con Craxi, Forlani, La Malfa (Giorgio), Altissimo e Cariglia. I quali avevano frequentato in gioventù uomini politici veri e tentavano almeno di salvare le apparenze.

Verrebbe da chiedere di sospendere l’attività parlamentare e di governo, di chiedere al Presidente della Repubblica un decreto che imponga l’autogestione delle istituzioni statali, dalle scuole alle caserme, dagli ospedali alle camere di commercio, e di lasciare che il paese si arrangi da solo. Funzionerebbe tutto meglio.