Tram ed aliscafi

gennaio 31, 2016

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Su Il Piccolo di oggi, 31 gennaio 2016 (qui), leggo che, dal 2007 ad oggi, la Regione Friuli Venezia Giulia ha finanziato (a fondo perduto) la linea di aliscafi che collega Trieste alle coste istriane nel periodo estivo con oltre otto milioni di euro, corrispondenti a 125 euro per ogni passeggero trasportato. Interrogata in consiglio regionale, l’assessora competente ha difeso l’operazione sostenendo, fra l’altro, che «le cittadine istriane collegate sono anche insediamento delle comunità italiane, cui si garantisce la continuità territoriale con un servizio dal valore storico- simbolico molto forte, in qualche modo simile al tram di Opicina, che certo non è un mezzo di trasporto remunerativo».

Quindi, par di capire, la spiegazione sarebbe questa: siccome il Comune di Trieste butta soldi nel gabinetto per tenere in vita un rottame (perché questo è il Tram di Opicina), la Regione è autorizzata a fare altrettanto con un servizio (privato) totalmente antieconomico.

Ora che si avvicinano scadenze elettorali, sarebbe il caso che i cittadini-elettori comincino ad aprire gli occhi. Ed a vedere quanto costa loro l’abnorme dose di retorica che innerva la politica locale.


Un miliardo dalle ammende in Cassazione

settembre 12, 2014
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Daniele Gigli

Una decina di anni fa, informandomi sul dibattito sullo snellimento dei processi penali, mi imbattei in questa proposta:

All’atto di proporre ricorso per cassazione, il ricorrente deposita una cauzione di mille euro (ma potrebbero essere anche due o tremila). Se in esito al giudizio il ricorso viene dichiarato inammissibile, la cassa delle ammende trattiene la cauzione versata.

Per legge, infatti, la dichiarazione di inammissibilità comporta un’ammenda di quell’importo (art. 616 c.p.p.) che però non viene quasi mai riscossa perché chi naviga per Tribunali sa anche come sottrarsi alle sanzioni pecuniarie (figurando incapiente).

Facciamo come se tale norma di buon senso fosse stata introdotta, appunto, dieci anni fa. Leggo oggi che nel corso del 2013 la Cassazione ha dichiarato inammissibili 33.000 ricorsi. Moltiplicati per un’ammenda di tremila euro farebbe 99 milioni, per un totale, in dieci anni, di un miliardo di euro. Incassato dallo Stato senza alcuno sforzo.