Tutte chiacchiere.

gennaio 4, 2011

Come ho già avuto modo di scrivere il dibattito politico in corso tocca tutti i punti tranne l’unico che veramente interessa e sul quale si sono consumate rotture e si tessono intese: il federalismo.

Della scuola, dell’università, della giustizia, della moralità, della sanità, a questi non frega una beata fava: per loro può andare tutto in malora. Il problema è solo uno: se passa uno schema di federalismo fiscale gradito alla Lega Nord, la maggior parte delle regioni e dei comuni vedranno drasticamente ridotti i trasferimenti statali e conseguentemente il principale (talvolta unico) strumento di mantenimento del consenso da parte del ceto politico locale (dai piccoli assessori fino a senatori e deputati).

Su questo si stanno lacerando trasversalmente maggioranza e opposizione e attendiamo di vedere quando Bossi e Tremonti capiranno che il PdL non può rimanere unito su questo punto. Il resto è chiacchiera.


Non mi sbagliavo

ottobre 6, 2010

vento4

Il soliloquio di Berlusconi attualmente in corso a Palazzo Chigi non fa che confermare quello che ho scritto nel post precedente. Il Presidente del Consiglio, affiancato dal solo Tremonti, ha ricordato i cinque punti su del discorso di fiducia, ma ha dettagliato solamente il calendario dell’approvazione federalismo fiscale, elogiando il lavoro del governo e menzionando solo ministri leghisti o del pdl.

Il retroscena è evidente. La Lega Nord gli ha imposto, a pena di chissà quali ritorsioni, di sfidare i finiani sull’unico vero terreno di scontro: il braccio di ferro fra i politici eletti al sud, che vedono il federalismo come il fumo negli occhi, ed i leghisti. Si ripropone nelle drammatiche forme attuali l’eterno dilemma dello stato unitario: il voto meridionale è indispensabile per l’equilibrio politico e per la sopravvivenza dei governi ma la politica nazionale è incompatibile con i metodi di raccolta del consenso meridionale.

Fini punta su questo: sulla ribellione “sudista” al federalismo leghista che, per quanto ci si sforzi di nasconderlo, spazzerebbe via un’intera classe politica.


Cento miliardi di euro.

gennaio 22, 2009

Filtrano le prime notizie e sarebbe questo il costo (ma pare che sia una sottostima) del cosiddetto “federalismo fiscale” tanto caro alla Lega. In un paese indebitato fino al collo, direi che non c’è male.


Tiriamo la cinghia.

ottobre 1, 2008

Trecento milioni sono stati regalati all’Alitalia e, per venire incontro alle richieste della cordata italiana di rilevare la compagnia senza debiti, si calcola che l’erario ne sborsera’ altri mille, ma c’e’ chi dice invece due-tremila. Oggi apprendiamo che il governo ha regalato 140 milioni al Comune di Catania che si trova alla bancarotta grazie alle alla saggezza amministrativa dei campioni del centrodestra che l’hanno governata e la governano (fra cui Scapagnini e gli uomini di Lombardo). Catania, lo ricordo, e’ la citta’ che riconosce un’indennita’ ai consiglieri ed ai presidenti di quartiere (mi pare 1600 e 3000 euro al mese circa).

Sono eccellenti esempi di federalismo: mentre il governo taglia in tutti i settori (primo fra tutti l’istruzione), si regalano milioni ai comuni clientelari del mezzogiorno ed alle ex imprese di stato decotte. Ole’.