Utili o inutili

febbraio 17, 2014

blu

Gli idioti siamo noi, noi elettori. Perché quando un tizio si candida a segretario di partito giurando  fedeltà al suo governo per poi abbatterlo come abbiamo visto fare, significa che la parola pubblicamente offerta è solo inganno, raggiro, truffa. Ed era una parola rivolta agli elettori del suo partito, ai fedelissimi, agli affezionati che la domenica pagano per votare anziché farsi un giro in centro. Trattati appunto come idioti, utili a gonfiare la propria carriera politica (e pure pagando!) e nulla più. Ed inutili il giorno dopo, quando si progetta la prossima fandonia da ammannir loro.

Nel comportamento di tal M.R. c’è tutto il disprezzo degli arrivisti arrivati nei confronti degli sfigati che ancora credono alla parola data, a quel minimo di solidarietà fra esseri umani che sta nel potersi fidare dell’altro almeno per un mese, un mese e mezzo.

M.R. è quel broker che rifila titoli spazzatura, l’agente immobiliare che vende una casa pignorata, il concessionario che bara sui chilometri dell’auto usata.


Matteo, facci ridere

febbraio 12, 2014

Aleksandr-Deineka-Staffetta

Era la primavera del 1987 e, a seguito di vicende che vi risparmio, un governo monocolore dc perse la fiducia parlamentare per il voto contrario del gruppo parlamentare democristiano (e favorevole di quello socialista). Lo ricordo come il momento più basso della vita parlamentare di quei decenni ma, per quanto paradossale fosse, quel passaggio produsse lo scioglimento delle camere ed il ricorso alle urne. Una mezza assurdità che comunque riportò all’unico fondamento conosciuto in democrazia: il voto popolare.

In queste ore viviamo una situazione che mi ricorda quell’episodio: un governo quasi monocolore pd (gli altri partiti contano zero) che sta per cadere per mano del segretario del pd.

E guarda caso in entrambe le situazioni c’è di mezzo una “staffetta”.

Oggi però una cosa in più salta agli occhi: il macroscopico analfabetismo politico di tal Matteo Renzi, che peggio di così non potrebbe fare il segretario di partito, consegnando al ludibrio dei suoi avversari lo sgretolamento di quello che sarebbe l’unico partito degno di questo nome rimasto in Italia.

Dai Matteo, facci ridere.


Indovinello

gennaio 27, 2014

pensatore

E’ l’anno xxxx ed il presidente del consiglio X, di centrosinistra, guida un debole governo con esigua maggioranza parlamentare. Y, segretario del PD eletto trionfalmente alle primarie e nemico giurato di D’Alema e dell’apparato, si propone di eliminare i piccoli partiti, puntando ad una dicotomia secca fra il suo partito e quello di Berlusconi. Ma il risultato è di causare la crisi di governo e le elezioni anticipate. Ed a vincerle è Berlusconi.


Il commissariamento

settembre 19, 2013

brandenburger-tor3.T0

Se ne parlava ai tempi del governo Monti. Poi, varate le larghe intese, non più.

Fino a due giorni fa Enrico Letta era certo della durata (eterna?) del suo governo. Condanne, proclami, annunci di crisi, falchi, mal di pancia, pitonesse, nani e ballerine non lo scuotevano di un millimetro. Berlusconi minacciava la crisi di governo ogni sei ore ma lui non faceva una piega.

Poi arriva in Italia Olli Rhen per dirci cosa va e cosa non va. E aggiunge che l’italia ha bisogno di stabilità.

Il giorno dopo Berlusconi assicura appoggio al governo. Enrico Letta dice che, accidenti, per l’esecutivo le cose si mettono male.