Il decaduto ritrovato

febbraio 16, 2014

ricchezza

Nel tragicomico passaggio di questa crisi di governo vengono improvvisamente alla luce i tanti inganni che la propaganda politica ci ha imposto e imposturato per anni. Come se un relitto venisse a galla all’improvviso svelando in un attimo tutti i segreti che per secoli ha tenuto nascosti.

Uno è quella della presunta dicotomia fra “prima” e “seconda” repubblica. Espressioni mutuate dalla politica francese dove l’ordinale sanciva una modifica costituzionale. Da noi la costituzione non è cambiata ed infatti siamo ancora qui con i riti partitocratici da era democristiana.

Ma quel che salta agli occhi – e nessuno lo ha rimarcato – è che ad essere finalmente smentita è la tesi secondo la quale in questi anni il centrosinistra avrebbe fallito perché “non fece la legge sul conflitto di interessi”. Vero che avrebbe potuto e dovuto farla, ma ho l’impressione che nella mente di troppi ci sia l’idea che sarebbe stato possibile votare una legge tale da escludere B. dalla vita politica. Come se fosse stato possibile creare una norma che obbligava il Cavaliere a scegliere se fare politica e regalare tutto ai poveri oppure rinchiudersi nelle sue aziende in attesa del fallimento o dell’arresto.

L’ipotesi più aggressiva di legge sul conflitto di interessi formulata a suo tempo prevedeva l’ineleggibilità dei titolari di concessioni pubbliche. Applicata a B. gli avrebbe impedito di sedere in Parlamento. Beh, ora vediamo cosa sarebbe successo: B. è attualmente decaduto ed ineleggibile, ha una consistenza politica e parlamentare modesta e si trova all’opposizione, ma continua a tenere in mano le briglie della politica nazionale.

Anche votando la tanto invocata legge sul conflitto di interessi, B. avrebbe fatto lo stesso, magari da casa sua, ed avendo un argomento in più contro i “comunisti illiberali”.


Quale seconda repubblica?

aprile 27, 2013

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Former PM Berlusconi smiles before casting his vote at the polling station in Milan

Dopo la rielezione di Napolitano e il governo Letta, sarebbe il caso di cancellare dal gergo politico le espressioni “prima repubblica” e “seconda repubblica”. Locuzioni mutuate dalla Francia, dove però i passaggi (là sono alla quinta) sono stati scanditi da riscritture della Costitutuzione. Da noi no, nessuna modifica della Carta ha prodotto il presunto passaggio dalla prima alla seconda repubblica. Ed infatti in queste settimane abbiamo visto riprodotti tutti gli schemi tipici del periodo democristiano. Dai voti fintamente segreti per l’elezione del Capo delle Stato (scritto in modi diversi in modo da certificare la fedeltà dei gruppi) ai franchi tiratori; dal manuale Cencelli usato da Letta al governo balneare che giurerà domani.

Insomma, la Repubblica è una, sempre quella. Sempre la stessa. Vanno solo distinte l’era democristiana (dal 1948 al 1992) dall’era berlusconiana (iniziata nel 1994 e tuttora in corso).  Il tratto comune ad entrambe è l’irrisione dell’elettorato di sinistra; sempre presente e sempre sconfitto, anche quando vince le elezioni.