Il Pd celebra la vendetta di B.

agosto 8, 2014

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E così il partito democratico ha entusiasticamente celebrato la vendetta di Silvio B. sull’assemblea del Senato, che pochi mesi fa lo espulse, decretandone la decadenza dalla carica per effetto della condanna per frode fiscale. Non mi meraviglia che egli abbia tenacemente voluto il voto di oggi, col quale sancisce che, se non può essere senatore lui, non lo sarà più nessuno di quelli che gli hanno votato contro. E che un’assemblea che vota contro di lui è destinata a scomparire. E’ nella natura vendicativa del personaggio. E’ incredibile (o forse no) la disciplina con la quale i senatori pd hanno obbedito al pregiudicato, il quale si sta scopertamente servendo del segretario pd per regolare i suoi conti con la Politica e con la Giustizia. E’ meno incredibile se si torna con la mente alla cosiddetta “congiura dei 101”, che fu in realtà una prova di assoggettamento a B. da parte del Pd; la prova che il partito democratico è di fatto berlusconiano, organico agli stessi poteri che governano Forza Italia.

Ora si attende la preannunciata “riforma della Giustizia”, ovvero la vendetta di B. contro i magistrati, che egli imporrà come precondizione per confermare il voto di oggi nei successivi passaggi parlamentari. Un panino di votazioni che imprigiona Renzi in una morsa letale e impegnerà il Parlamento nel varo di leggi inutili o dannose, sottraendolo all’indispensabile azione normativa di cui avrebbe urgente necessità l’Italia, come pure ha appena comunicato la Bce. La quale ha invocato riforme in materia di fisco, concorrenza e giustizia; e non di assemblee elettive.

Il partito democratico accompagna il paese lungo il piano inclinato del declino. Economico, politico e morale.

 

 

 

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Voto palese! Voto segreto!

settembre 14, 2013

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Che sulle questioni che riguardano una singola persona si possa (e talvolta si debba) votare a scrutinio segreto è una forma di rispetto, di educazione e di contegno istituzionale. Serve a garantire alle persone che per anni hanno diviso la quotidianità con l’interessato, quella forma di pudìca riservatezza che consente loro di votare secondo coscienza, senza passare per traditori dell’ex amico, dell’ex avversario, dell’ex compagno. Quando un’assemblea vota pro o contro una persona, è elementare norma di decoro e civiltà che questi non sappia chi ha votato per lui e chi contro di lui.

Ma nell’arena belluina che è diventata la politica italiana non c’è più spazio per  tutto ciò. Il voto segreto diviene scudo della menzogna, della viltà, dell’opportunismo.

Decoro, civiltà, rispetto, educazione, contegno.  Sono lussi che non ci possiamo più permettere.


Uso politico della Giustizia

settembre 9, 2013

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Angelino Alfano chiede che la Giunta per le elezioni del Senato valuti il caso del senatore Silvio Berlusconi in base al diritto e non a valutazioni politiche, conferendole poteri giurisdizionali e non politici.

Verrebbe da chiederci, allora, cosa li eleggiamo a fare, i senatori, visto che non devono rispondere a noi elettori ma al diritto. E come possono i membri della giunta valutare in base al diritto, visto che non sono giuristi? Il diritto è materia per chi la conosce, non per chi è stato votato.

Le parole di Alfano nascondono un altro argomento: B. non è un senatore come tutti gli altri, quindi, anche se la legge gli vieta di rimanere in Senato, dobbiamo trovare un escamotage per impedirne la decadenza, perché la Politica ha bisogno di lui. Anzi, B. è indispensabile alla Politica nazionale ed il diritto ci offre un cavillo per piegare la legge e la logica alle nostre esigenze in virtù del “primato della politica”.

Un uso politico della giustizia. Si direbbe.


Otto settembre 2013. Flash mob: Berlusconi è (de)caduto

settembre 6, 2013

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Lunedì prossimo prende avvio la discussione sulla decadenza di Silvio Berlusconi dal Senato della Repubblica.

Tutti gli italiani ora conoscono la verità e non esistono margini di inganno.

Silvio Berlusconi è un nemico della Repubblica poiché (personalmente o per interposizione) ne ha violato ed eluso sistematicamente e serialmente le leggi per interi decenni, al solo fine del proprio arricchimento personale, ed avendo utilizzato le cariche istituzionali per finalità personali.

Come certificato dalle sentenze a carico del suo sodale Dell’Utri, la sua fortuna imprenditoriale si intreccia con l’evoluzione dell’organizzazione mafiosa denominata Cosa nostra fin dagli anni settanta e, come accertato dalle sentenze pronunciate dal Tribunale di Milano, si è moltiplicata grazie alla sistematica violazione delle leggi.

Il suo impegno politico e le sue attività editoriali hanno avuto ed hanno come principale finalità proteggere i suoi interessi economici ed impedire l’azione giurisdizionale degli organismi della Repubblica a carico suo, delle sue imprese e delle persone a lui riconducibili.

Le sue imprese hanno beneficiato di leggi ad hoc da lui stesso emanate, sia nella specifica materia del settore televisivo che in quella del diritto societario e tributario.

Per favorirlo direttamente o indirettamente, i parlamenti ed i governi dell’ultimo ventennio hanno promulgato una mole enorme di leggi e provvedimenti volti ad impedire o vanificare l’azione giurisdizionale. Leggi non “ad personam” ma generali, che pertanto hanno favorito il dilagare dell’illegalità nel nostro paese.

I partiti che nei venti anni trascorsi avrebbero dovuto opporsi a questa degenerazione politica e morale non si sono rivelati all’altezza. Al contrario, si sono resi corresponsabili di ciò che è avvenuto.

Per questi palesi e planari motivi, e nella convinzione che la Giustizia sia un valore comune a tutti i cittadini di una Repubblica democratica, sempre e comunque prevalente sull’interesse personale, organizziamo.

FLASH MOB

Domenica otto settembre 2013, dalle ore 19.30 alle ore 20.00, in piazza Unità d’Italia, attorno alla statua dei quattro continenti, davanti al Municipio di Trieste.

Nel settantesimo anniversario del messaggio radiofonico con il quale (alle ore 19,42 dell’otto settembre 1943) il Generale Pietro Badoglio annunciò l’armistizio, troviamoci e

RIPRENDIAMOCI LA REPUBBLICA

Portiamoci un post-it giallo da fissare sul petto con la semplice scritta:

BERLUSCONI E’ (DE)CADUTO.

Abbiamo il diritto ed il dovere di esigere l’applicazione delle leggi della Repubblica e non abbiamo paura di essere chiamati “antiberlusconiani”, poiché se ciò significa pretendere verità, giustizia e rispetto delle leggi, allora lo siamo.


Violante e Berlusconi

settembre 1, 2013

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Sostiene Violante che serve cautela nell’applicazione della legge Severino ad un avversario. Dimentica che Berlusconi è un alleato del pd, non un avversario. La sua uscita, più che una forma di rispetto per un antagonista, sembra un favore ad un amico.

Invoca il diritto alla difesa. Che è sacrosanto, certamente, ma nel processo penale. Non in Senato. La legge Severino indica un requisito (l’incensuratezza) per accedere alle cariche elettive ed è improprio equipararla ad una legge penale. Invocare il diritto di difesa è quantomeno azzardato.

Su Berlusconi incombono altri gravami ostativi alla sua permanenza in Parlamento: la legge 361/57 sull’incandidabilità dei concessionari pubblici (colpevolmente ignorata per cinque volte e tuttora trascurata ad onta delle sopravvenute risultanze processuali) nonché l’imminente interdizione (triennale?) dai pubblici uffici.

Si usa dire che in politica esistono avversari e non nemici, e che il Pd vorrebbe utilizzare la condanna Mediaset per eliminare il suo “nemico” storico. Ribadito che Berlusconi non è nemico né avversario, bensì alleato del pd, quel che importa ora è che egli è un nemico della Repubblica Italiana, dal momento che ne viola sistematicamente e serialmente le leggi. Per questo, perché nemico della Repubblica, e quindi di tutti noi, va estromesso dal Senato della Repubblica per manifesta indegnità con un voto politico, e non giuridico. In materia di rapporto fra Berlusconi e la magistratura siamo abituati a sentir invocare e predicare il “primato della politica” sul diritto; ma contraddicendo tale asserzione si vorrebbe subordinare il voto del Senato al confuso parere di alcuni giureconsulti, peraltro contraddetti dalla maggioranza dei costituzionalisti.

Penso che Giunta e Senato debbano dare invece un voto limpidamente politico, certificando l’indegnità di Berlusconi a sedere a Palazzo Madama. Punto.


Sondaggio sulla decadenza di Berlusconi

agosto 27, 2013

Tutti i quotidiani ne parlano ma, pur vivendo nell’era dei sondaggi, non ho trovato alcuna notizia relativa ad un sondaggio sull’argomento. Allora lo faccio io.

Il nove settembre prossimo la Giunta per le elezioni e per le immunità del Senato si dovrà esprimere sulla decadenza di Silvio Berlusconi, in applicazione della cosiddetta “legge Severino”, come conseguenza della condanna nel processo Mediaset. Successivamente toccherà al plenum di Palazzo Madama esprimersi definitivamente.

La condivisione del sondaggio sui social network è largamente apprezzata.

Secondo alcuni si dovrebbe trattare di passaggi formali per via dell’automatismo previsto dalla legge. Secondo altri sarebbe invece un voto “politico” poiché un’assemblea elettiva non può che esprimere un giudizio di merito, e non di mera ratifica di una decisione presa da un altro organo dello Stato. Ultimamente sono emersi pareri secondo cui la Giunta del Senato dovrebbe sollevare un dubbio di costituzionalità innanzi alla Corte costituzionale.

A prescindere da tali questioni, ognuno di noi un parere può farselo dando il proprio voto in base ai propri desideri. Il Senato lo eleggiamo noi ed a noi deve rispondere dei suoi atti. Quindi sondo le opinioni.


Il Giornale e la vecchia guardia

agosto 18, 2013

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Solidarietà per il Giornale di Sallusti.

Fallito l’attacco al giudice Esposito, che pare abbia già sommerso di querele mezza redazione, l’organo ufficiale della famiglia Berlusconi ha assillato il ferragosto dei suoi lettori con una raffica di soluzioni politico-giudiziarie allo psicodramma del Cavaliere.

Salvacondotto, agibilità politica, grazia, mezza grazia, commutazione della pena, lodo Sallusti.. Poi un ventaglio di pareri pseudogiuridici su ineleggibilità ed incandidabilità, con interpretazioni fantasiose della legge Severino e sui precedenti casi di decadenza. Il tutto mescolato al batter di pugni sullo sfregio giudiziario alla volontà di “dieci milioni di italiani”.

Ieri la home page ha ospitato il parere sull’argomento di Sua Penna Reale Vittorio Feltri. Come quando Napoleone, vistosi a mal partito a Waterloo, lanciò nella mischia la Vecchia Guardia.

L’eccelso (http://www.ilgiornale.it/news/interni/qui-ci-vuole-scudo-alleuropea-943695.html) ha sfoderato un capolavoro di insensatezza che ha polverizzato in poche righe la gigantesca mole di idiozie accumulate da tutta la redazione in due settimane, invocando la reintroduzione dell’immunità parlamentare per “allinearci in toto ai dogmi europei”.

Tentando di far credere ai lettori che nei paesi dell’area UE sia in vigore una legge che consente ai parlamentari di frodare il fisco impunemente (senza però avere il coraggio di scriverlo apertamente), Feltri invoca una sorta di reintroduzione a tempi record dell’immunità parlamentare per sanare la posizione di Silvio Berlusconi.

Una tesi tanto strampalata, inverosimile e bislacca da far venire in mente il grido delle prime linee napoleoniche poco prima della rotta definitiva: “ La Guardia? Che fa la Guardia? La Guardia arretra!”.