Miasmi.

luglio 13, 2010

C’è la ‘ndrangheta che esonda in Lombardia; c’è la camorra che manovra i politici (di centrodestra e di centrosinistra) come burattini; ci sono i faccendieri sempreverdi e pluricondannati che colludono coi nuovi politici nazionali; c’è l’immancabile Dell’Utri, già riconosciuto colluso con la mafia, che intesse rapporti coi nuovi centri di potere illegale; ci sono i magistrati al servizio dei poteri criminali; ci sono le riunioni conviviali fra altri prelati vaticani, banchieri, finanzieri, politici e giornalisti per decidere le sorti del paese; ci sono generali dei Carabinieri processati o condannati per collusioni con la mafia o per traffico di droga. Tutto questo sale alle narici dalle pagine dei giornali di questi giorni.

E, non a caso, il Parlamento non sa far altro che discutere di come impedire le intercettazioni telefoniche (unico strumento che consente di svelare questi mostruosi e ripugnanti intrecci) e della manovra che taglia i redditi dei più poveri ed i servizi degli enti locali.

Cosa serve ancora per dire basta?