Politica e antipolitica.

marzo 13, 2008

Sulla campagna elettorale in corso e sulla vita politica nazionale incombe, ospite indesiderata, quella che viene comunemente chiamata “antipolitica”. Termine improprio con il quale si designa un sentimento popolare di ostilità e risentimento nei confronti della classe politica in generale e, per traslato, verso le istituzioni. Esempio più lampante è il movimento di Beppe Grillo. Il fenomeno, si sa, non è nuovo. Dal movimento dell’Uomo Qualunque agli esordi di Liga Veneta e di Lega Lombarda, passando per il Partito Radicale e per i movimenti della sinistra all’epoca detta “extraparlamentare”, ricorrentemente il paese è stato percorso da sentimenti di tale matrice. Che, in quanto tali, andrebbero definiti “prepolitici” e non “antipolitici”, dal momento che essi hanno quasi sempre trovato, dopo un periodo di incubazione, uno sviluppo politico ordinario, assimilandosi ai partiti già esistenti e che essi intendevano contestare in radice.
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