Il Grande Rattoppo

settembre 26, 2014

Conflitto-310x310

La notizia lanciata da un sito web di una possibile fusione fra Partito democratico e Forza Italia non mi stupisce affatto. Mettiamoci nei panni dei dirigenti del Pd. Come sarebbe stata più facile la vita, in tutti questi anni, se non ci fosse stata la potenza di fuoco di Mediaset sparata contro di loro. Come sarebbe stato più agevole governare (spartendosi poltrone) senza doversi scontrare ogni giorno con le agguerritissime destre. Preoccupandosi pure di accontentare i residui di sinistra. E dal lato di B. Non era meglio stare fin dal principio con il centrosinistra? Senza contare che erano e sono più organizzati, si sarebbe risparmiata una lunga e tormentata alleanza con quel bifolco di Bossi, con un giuda come Fini e con quelle nullità di Casini e Buttiglione. Molto più seri gli altri. Più solidi. Più strutturati.

Sarebbe stata un’alleanza a prova di bomba. L’oratoria di D’Alema, il kennedismo Veltroni, l’esperienza di Napolitano, amplificati e gonfiati dalla forza mediatica di Silvio. Imbattibili.

Ma così non andò. C’era De Benedetti, nemico giurato di B., che da quelle parti la faceva da padrone. E c’era il terribile partito dei giudici, il manipolo di ex magistrati infiltrati nei ds guidati dal perfido Luciano “Vyzinskij” Violante, amico nientemeno che di Giancarlo Caselli. Proprio non si poteva andare con quelli lì: chi glielo spiegava a dell’Utri che si era alleati di un amico di Caselli.

E le cose sono andate come sappiamo, con anni e anni di battaglie parlamentari. Inutili, visto che avrebbero potuto andare d’accordo e spartirsi la Repubblica in santa pace.

La metamorfosi di Violante me la spiego proprio così. Me lo vedo contrito, mentre gli altri del pd lo guardano storto: ma ti rendi conto che per colpa tua Silvio ci ha preferito Fini, Bossi e Casini? Che adesso l’Italia sarebbe nostra? E lui, poverino, cerca di rimediare. Più di ogni altro si sforza di favorire il Grande Rattoppo: mettere insieme Silvio e la sinistra con vent’anni di ritardo.

Lo facciano. Sarebbe quantomeno un atto di chiarezza. Facciano il “Forza partito democratico italiano” o come vogliono chiamarlo. Così a Ballarò potranno limitarsi a mangiare pasticcini e noi ci risparmiamo le loro oscene gazzarre.


Come nel 1994?

ottobre 15, 2010

vento

L’enfasi con la quale Mentana ci ha informato dell’invito a comparire (con avviso di garanzia incorporato avrebbe dovuto dire) per i due Berlusconi è semplicemente ridicola. Il Nostro ha evocato lo spettro del 1994, allorquando un analogo provvedimento fu prodromico alla caduta del primo governo Berlusconi. E giù analogie.

Ma lo sa Mentana che negli ultimi anni Berlusconi – alla faccia degli avvisi di garanzia per frode fiscale – è stato prescritto cinque o sei volte ed altre volte prosciolto grazie a leggi da lui fatte promulgare? Lo sa che Berlusconi è stato ed è indagato per concorso in strage da almeno due procure? Ma dove vive?

E, fra l’altro, le analogie mentaniane sono fallaci, perchè non fu l’avviso di garanzia a far cadere il governo di Berlusconi, ma fu la rottura con la Lega Nord e con Bossi che, guarda caso, di lì a poco prese a definire il suo ex alleato come “il mafioso di Arcore” (ma guarda che caso). Perchè le indagini sui rapporti fra la fininvest e Cosa Nostra c’erano allora come adesso, con in più, allo stato attuale, la condanna di Dell’Utri per concorso esterno. E l’aggiunta delle indagini di mafia su Renato Schifani, l’uomo che è diventato inspiegabilmente Presidente del Senato pur avendo nel proprio passato una presunta frequentazione con i fratelli Graviano (allegramente ergastolani a Tolmezzo). Di questi “ricorsi storici” Mentana non si ricorda, guarda un po’.

Ancora una volta abbiamo dovuto sentire espressioni come “scontro fra politica e magistratura” e, sinceramente, non se ne può più. La corruzione del pensiero indotta da questi manipolatori (involontari ?) delle notizie è insopportabile: se un pubblico ministero indaga il premier (obbediendo ai precetti costituzionali dell’obbligatorietà dell’azione penale e dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge) non siamo di fronte a nessuno scontro, ma alla normale attività di un’istituzione repubblicana. Punto.

Non ne posso più: basta basta basta.