Cinema e danza: gli asini che volano…

settembre 15, 2008

Indimenticabili Stan Laurel e Oliver Hardy.


Cinema e danza: the chamaleon dance.

settembre 15, 2008

Una perla di Woody Allen in “Zelig”: the chamaleon dance.


Cinema e danza: 1.

settembre 15, 2008

Apprendo da Repubblica di oggi che Michael Cimino ha predisposto per il festival del cinema di Roma una raccolta di sequenze di ballo da vari film. Porca pupazza, è un’idea che avevo avuto anche io e meditavo di farlo sul blog. Quindi mi decido ora ad aprire questa categoria nella quale, di tanto in tanto, man mano che le recupero su youtube, posterò, in ordine assolutamente casuale, le clip con scene di danza tratte da film più o meno famosi. Magari tralasciando i film musicali (ma anche no) poichè non sono Gene Kelly sotto la pioggia o Fred Astaire nel Gazebo che mi interessano, ma le sequenze di ballo che hanno una funzione narrativa nella pellicola.

Cominciamo con John Ford e “Il massacro di Fort Apache”. La sera che precede l’insensata carica di cavalleria nel canyon, il reggimento comandato da Henry Fonda si riunisce per il ballo annuale. La quadriglia danzata da soldati e consorti preconizza l’evento del giorno successivo, rappresentando i militari in alta uniforme che marciano in riga, così come “in fila per quattro” galopperanno verso l’annientamento. E con parimenti assurda leziosità, il comandante frustrato del distaccamento dimenticato nel deserto danza con la signora Horuk circondato dagli astanti, inconsapevoli del destino che li attende. Destino che viene rappresentato dall’irruzione di John Wayne il quale, impolverato e lacero, interrompe le danze dei damerini in alta uniforme annunciando l’imminente ed inevitabile scontro con i pellerossa.

Purtroppo ho trovato solo il segmento con Henry fonda e non tutta la sequenza, ma merita ugualmente.


Maledetto YouTube.

agosto 11, 2008

Dandoci la possibilità di rivedere a piacimento le scene cult dei film, ce ne mostra anche gli innumerevoli errori di regia. Alcune (celebrate) pellicole sono un’autentica miniera, ad esempio “Il Gladiatore”. Chi non ne è convinto provi a fermare all’istante 2’50” la seguente sequenza della battaglia al Colosseo.

E guardi sotto la biga rovesciata.

Ma sotto la falce impietosa del rewind di YouTube mi è caduta anche una delle più suggestive sequenze della storia del cinema: l’arrivo alla stazione di Claudia Cardinale, in “C’era una volta il west”. Chi non ricorda la ripresa del Dolly che si alza lentamente sopra il tetto della stazione per mostrarci il brulicare del paese polveroso oltre l’edificio?

Scorrendo tutta la sequenza si nota che l’attrice scende dal treno, si guarda intorno e poi, seguita dai due facchini che vanno a sedersi sulla panca sotto la pensilina, si avvicina alla stazione e si arresta davanti alla porta principale, proprio di fronte all’orologio. Qui riflette alcuni istanti, controlla l’ora e capisce che nessuno è venuto a prenderla, risolvendosi a muoversi con propri mezzi. A questo punto la ripresa si allarga, passa dal primo piano al campo lungo, e la Cardinale ci appare ancora accanto al treno, con i due facchini in piedi a lato della carrozza con le valigie in mano, a venti metri da dove si trovava nell’inquadratura precedente!

Che delusione.


Quindici anni fa.

luglio 27, 2008

Abbiamo chiesto quanto costava e ci hanno risposto “dieci milioni al metro quadro”. “Come, dieci milioni al metro quadro?” “Sì, ma, non si può fare un discorso di un tanto al metro quadro, perché via Dandolo è una via storica. Qui Garibaldi ci ha fatto la resistenza.”

Era il 1993, e dieci milioni al metro quadro sembravano a tutti un’enormità. Sono passati quindici anni, ed oggi i prezzi delle case in zone di pregio a Roma, stando alle notizie che appaiono su internet, oscillano intorno ai quindicimila euro al metro. Era proprio un mondo diverso.


The Kiss.

maggio 9, 2008

Nella nostra adolescenza non c’è solo l’Infanzia di Ivan.

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Altri tempi. L’infanzia di Ivan

marzo 13, 2008

Montgomery 20% lana e 80% acrilico con gli alamari di plastica, similclark ai piedi, jeans della Piazzola, sciarpa di lana fatta a maglia dalla mamma. Una nebbia che si taglia col coltello, un cinema parrocchiale con le sedie di legno riscaldato da stufe a kerosene. Un freddo della madonna.

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