Matteo, facci ridere

Aleksandr-Deineka-Staffetta

Era la primavera del 1987 e, a seguito di vicende che vi risparmio, un governo monocolore dc perse la fiducia parlamentare per il voto contrario del gruppo parlamentare democristiano (e favorevole di quello socialista). Lo ricordo come il momento più basso della vita parlamentare di quei decenni ma, per quanto paradossale fosse, quel passaggio produsse lo scioglimento delle camere ed il ricorso alle urne. Una mezza assurdità che comunque riportò all’unico fondamento conosciuto in democrazia: il voto popolare.

In queste ore viviamo una situazione che mi ricorda quell’episodio: un governo quasi monocolore pd (gli altri partiti contano zero) che sta per cadere per mano del segretario del pd.

E guarda caso in entrambe le situazioni c’è di mezzo una “staffetta”.

Oggi però una cosa in più salta agli occhi: il macroscopico analfabetismo politico di tal Matteo Renzi, che peggio di così non potrebbe fare il segretario di partito, consegnando al ludibrio dei suoi avversari lo sgretolamento di quello che sarebbe l’unico partito degno di questo nome rimasto in Italia.

Dai Matteo, facci ridere.

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