Serracchiani vince in Friuli Venezia Giulia

debora1

E’ sicuramente un fatto positivo che l’alleanza di centrodestra abbia perso le elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia, segnate da un tracollo dell’affluenza al voto, di poco superiore al 50% contro il 72% del 2008. Renzo Tondo era uno degli ultimi presidenti di regioni del PdL, partito che in breve tempo ha perso la guida di Lombardia, Lazio, Molise e, appunto, Friuli Venezia Giulia. Le regioni governate dagli uomini di Silvio Berlusconi sono ormai solamente la Campania, la Calabria, l’Abruzzo e la Sardegna. A conferma che il PdL ha un unico elemento fondante ed un solo punto programmatico: la tutela degli interessi personali di Silvio Berlusconi e la di lui difesa processuale; la politica è puramente accessoria, l’interesse generale un concetto astruso e fastidioso. Mi attendo una severa resa dei conti fra Tondo ed il suo ex compagno di partito Bandelli, che presentandosi da solo ha sottratto i voti che avrebbero portato ad una riconferma del governatore uscente.

La Lega Nord ha visto quasi dimezzati i suoi consensi, ed anche in questa regione del Nord est diviene forza marginale.

E’ altresì positivo che la sgangherata lista grillina sia rimasta lontanissima dalla possibilità di avere la maggioranza in consiglio regionale. Sarebbe stato il primo caso di un organo legislativo interamente nelle mani di un gruppo che ha dato prova di essere totalmente inadeguato ad una simile attività. Legiferare ed amministrare una regione è ben altra cosa che gestire una municipalità.

Detto questo, a sinistra non c’è da gioire per la risicatissima vittoria (2.066 voti di scarto, pari allo 0,39%). Innanzitutto va rimarcato che Serracchiani ha ottenuto solamente 210mila voti, contro i 351mila di Illy alle regionali 2008 (che non gli furono sufficienti a superare i 409mila di Tondo). Male anche la coalizione, passata da 260mila a 153mila ed il Pd, arretrato di 60mila voti (da 170mila a circa 110mila).

Ma quel che mi sento di dire è che a garantire il successo è stata l’ostinata fedeltà al voto dell’elettorato di centrosinistra, che nonostante lo scandalo dei rimborsi ai gruppi consiliari e nonostante le nequizie romane del pd, si è recato diligentemente al voto, quando invece l’elettorato avversario ha massicciamente disertato. Il tratto distintivo di questo risultato, per me, è la pazienza giobbesca dell’elettorato di sinistra il quale, pur martoriato da una dirigenza inadeguata, confusa, divisa ed ultimamente anche un po’ cialtrona, continua a votarla.

E’ questa la forza, ma anche la debolezza, del Pd. Forza perchè gli consente di sopravvivere nonostante tutto. Debolezza perchè i suoi dirigenti, stolidamente convinti di poter contare su di un elettorato bue che li vota sempre e comunque, nulla fanno per meritarsi la sua fiducia, per ascoltarne gli umori e per guadagnare nuovi consensi. Con gli esiti che si sono visti in Parlamento nei giorni scorsi.

Dovrei auspicarmi un cambiamento di rotta. Ma non lo faccio. Inutile illudersi. Andrà sempre così e sempre peggio. Amen.

PS. Chiuso lo spoglio si viene a sapere che il Pd ha 19 seggi, la minoranza slovena 1, cittadini per Serracchiani 3, SEL 3. Totale centrosinistra 23+3=26. Il Centrodestra (PdL+Lega+Udc) ha 15 seggi e il Movimento 5S 6. Senza SEL Serracchiani non ha maggioranza in consiglio regionale. E se a Roma l’allenza Pd-Sel si rompe per dar vita alle grandi intese, che accadrà qui?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: