Il programma di Grillo

marzo 8, 2013

m5s

Il Movimento cinque stelle un programma ce l’ha eccome! E allora me lo sono andato a leggere sul Fatto Quotidiano, che non può essere accusato di ostilità verso Grillo. Ecco i 20 punti elencati uno per uno:

1 – Reddito di cittadinanza.

Grande istituto, che potremo adottare quando saremo diventati scandinavi. Il reddito di cittadinanza (quello vero, non le scimmiottature di cui si parla da noi) è plausibile in paesi ricchi e capaci di sopportare un alto carico fiscale (da noi lo si deve e vuole ridurre), ma soprattutto in paesi ad altissima fedeltà fiscale. In Italia finirebbe per premiare i furbi, i finti poveri, gli approfittatori.

2 – Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa.

Interessante, seppur non proprio originalissimo. Ma di grazia, quali misure? E la grande industria, o quel po’ che ne è rimasta, la mandiamo in malora? Lo dico perché la piccola impresa vive grazie alle commesse di quella grande.

3 – Legge anticorruzione.

Una l’hanno appena fatta. Forse bisognerebbe spiegare come la si vuole cambiare. O no?

4 – Informatizzazione e semplificazione dello Stato.

Ideona. Ma gli enti pubblici sono discretamente avanti nel processo di informatizzazione (più delle imprese private); sono i cittadini a non essere attrezzati.

5 – Abolizione dei contributi pubblici ai partiti.

Sostituendo “abolizione” con “drastica riduzione” sono d’accordo.

6 – Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni.

Giustissimo. Ma il dramma sono gli arricchimenti leciti (per esempio le superpensioni); “furti” che la casta si è legalizzati. Su si essi bisognerebbe avere il coraggio di proporre leggi retroattive, per recuperare allo Stato almeno una frazione del bottino.

7 – Referendum propositivo e senza quorum.

Sono d’accordo.

8 – Referendum sulla permanenza nell’euro.

Sembrerebbe incostituzionale (art. 75).

9 – Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese.

Ragionevole ma di scarsa utilità, il Parlamento è sovrano e se non vuole una legge la boccia.

10 – Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti.

D’accordo solo sull’indipendenza dai partiti; bisogna dire come, però.

11 – Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato.

Prego di leggere gli artt. 56 e 58 della Costituzione..

12 – Massimo di due mandati elettivi.

Anche questo mi pare incostituzionale (art. 51).

13 – Legge sul conflitto di interessi.

Questa mi sembra di averla già sentita. Ma è divenuta quasi una leggenda; come se potesse esistere una legge che, d’incanto, appena varata, obbliga Berlusconi a scegliere fra la politica da nullatenente e una vita semiclandestina.

14 – Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica.

Sacrosanto, quantunque la Sanità sia un pozzo di sprechi.

15 – Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali.

D’accordo.

16 – Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza.

Bella idea, ma tecnicamente chi fornisce il servizio?

17 – Abolizione dell’IMU sulla prima casa.

Un falso problema, basta aumentare la franchigia.

18 – Non pignorabilità della prima casa.

No, sarebbe un ulteriore freno alle dinamiche economiche e renderebbe inerogabili i mutui per la prima casa.

19 – Eliminazione delle province.

Anche questa già sentita.

20 – Abolizione di Equitalia.

E sua sostituzione con ente analogo? O concessione ai privati (tipo Cosa nostra) della riscossione dei crediti della Pubblica amministrazione?

Domande.

La Giustizia è sparita anche per Grillo? Le “leggi vergogna” le lasciamo lì come sono? L’arretrato dei Tribunali civili e penali ce lo teniamo?

E il Tav? Le missioni militari all’estero? Le spese militari? Gli sprechi della P.A.?

Il potere d’acquisto delle pensioni e dei salari? Gli esodati?

E il lavoro che manca? Risolviamo tutto promettendo 600 euro a testa che nessuno sa dove andare a trovare?

E tutto il resto che dimentico?

PS. Ho cercato in rete un programma m5s più dettagliato ed in effetti c’è. Ma ci son scritte tutt’altre cose!


Bersani, Grillo e la prescrizione

marzo 8, 2013

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Nel gran dibattere di costi della politica, province da abolire e parlamentari da dimezzare, è sparito dal dibattito post elettorale l’argomento giustizia. E le “leggi vergogna”? Grillo e il pd non ci hanno promesso di abolirle? O forse ho capito male io? Non ci hanno rintronato con la necessità di moralizzare il paese dopo anni di ammorbamento “garantista” berlusconiano?

Mettiamo a fuoco. Per la prima volta dal 2001 Berlusconi è minoritario in entrambe le camere ed è possibile votare leggi senza il suo assenso (tacito o esplicito) e senza reclutare i senatori a vita. Per la prima volta da dodici anni! Quindi ci sono le condizioni per eliminare appunto le leggi vergogna.

Sarebbe però da superficiali pensare che ciò possa essere fatto da un giorno all’altro; molte di esse non possono essere abrogate d’un tratto. Un esempio? La legge Gasparri va riscritta, non abolita.

Un caso però c’è: la porzione di legge Cirielli che accorcia i termini della prescrizione. Allineare la normativa sulla prescrizione alle discipline europee è semplice, non serve un governo in carica e lo può fare il parlamento votando una leggina facile facile che scrivo di seguito.

*          *          *

Art. 1.

L’art. 157 c.p. è così sostituito.

La prescrizione estingue il reato:
1) in venti anni, se si tratta di delitto per cui la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore a ventiquattro anni;
2) in quindici anni, se si tratta di delitto per cui la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore a dieci anni;
3) in dieci anni, se si tratta di delitto per cui la legge stabilisce della reclusione inferiore a cinque anni, o la pena della multa.
4) in cinque anni, se si tratta di delitto per cui la legge stabilisce la pena della reclusione inferiore a cinque anni, o la pena della multa;
5) in tre anni, se si tratta di contravvenzione per cui la legge stabilisce la pena dell’arresto;
6) in due anni, se si tratta di contravvenzione per cui la legge stabilisce la pena dell’ammenda.
Per determinare il tempo necessario a prescrivere si ha riguardo al massimo della pena stabilita dalla legge per il reato, consumato o tentato, tenuto conto dell’aumento massimo della pena stabilito per le circostanze aggravanti e della diminuzione minima stabilita per le circostanze attenuanti.
Nel caso di concorso di circostanze aggravanti e di circostanze attenuanti si applicano anche a tale effetto le disposizioni dell’articolo 69.
Quando per il reato la legge stabilisce congiuntamente o alternativamente la pena detentiva e quella pecuniaria, per determinar il tempo necessario a prescrivere si ha riguardo soltanto alla pena detentiva.”

La prescrizione è sempre espressamente rinunciabile dall’imputato.
La prescrizione non estingue i reati per i quali la legge prevede la pena dell’ergastolo, anche come effetto dell’applicazione di circostanze aggravanti.

Art. 2

L’art. 158 c.p. è così sostituito:

Il termine della prescrizione decorre, per il reato consumato, dal giorno della consumazione; per il reato tentato, dal giorno in cui è cessata l’attività del colpevole; per il reato permanente o continuato, dal giorno in cui è cessata la permanenza o la continuazione.
Quando la legge fa dipendere la punibilità del reato dal verificarsi di una condizione, il termine della prescrizione decorre dal giorno in cui la condizione si è verificata. Nondimeno nei reati punibili a querela, istanza o richiesta, il termine della prescrizione decorre dal giorno del commesso reato.

Art. 3

Il secondo comma dell’art. 161 c.p. è soppresso.

Art. 4 – Norma transitoria

I termini della prescrizione, così come computati in base alla presente legge, valgono per tutti i reati, anche se commessi nel periodo di vigenza della precedente normativa e, ferme restando le disposizioni del codice civile relativamente alla prescrizione civile, si applicano anche a tutti i procedimenti penali e civili per cui non sia stata pronunciata sentenza irrevocabile.

In tutti i procedimenti penali per i quali non sia stata pronunziata sentenza irrevocabile, è concessa la riapertura dei termini per l’applicazione delle disposizioni di cui al titolo II libro VI parte II del codice di procedura penale. La parte che intende proporne l’applicazione deve formulare istanza al giudice innanzi a cui si trova il procedimento entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge. L’imputato che ottiene l’applicazione della pena su propria richiesta è tenuto a liquidare alle parti civili costituite le spese sostenute per la costituzione e per la partecipazione al procedimento.

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Forza, Bersani e Grillo. Dal 15 marzo vi aspetto al varco. Non serve un governo, la fiducia. Mettete in calendario e votate. E se qualcuno vi dice: “Ma è contro Berlusconi!” Voi rispondete: “Sì, certamente! E’ una legge contro Berlusconi!”