Tagliamo i costi della politica

marzo 2, 2013

taglio

La rivista MicroMega rispolvera la legge n. 361/57 chiedendo che la Giunta per le elezioni della Camera dichiari ineleggibile Silvio Berlusconi.

Bene. Supponiamo che ciò avvenga. Berlusconi resta fuori del parlamento pur essendo il leader indiscusso del suo schieramento politico. Condizione che lo accomuna a Grillo e Casaleggio, che neppure si sono candidati (perché perdere tempo in quell’aula sorda e grigia?) pur essendo i capi e gli unici soggetti dotati di potere decisionale del movimento 5 stelle. A sinistra le cose vanno un po’ diversamente, ma con il tramonto di Bersani riemergeranno al vertice le figure di Veltroni e soprattutto di D’Alema, entrambi fuori dalle camere ma pur sempre capaci di indicare la rotta della coalizione. Finiamo con Napolitano che ha un piede sull’uscio, pur essendo a lui che si rivolgono le cancellerie europee.

Quindi tagliamo il nodo gordiano. Risparmiamoci di convocare il Parlamento e facciamo decidere tutto a D’Alema, Berlusconi e Casaleggio, riuniti a casa Napolitano davanti a una pastiera. Questo sì che sarebbe un bel colpo ai costi della politica.

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Hitler e Grillo

marzo 2, 2013

hitler

Sdegno della rete per una citazione, ormai virale, che accosta i toni ed i contenuti dei discorsi di Beppe Grillo a quelli utilizzati da Adolf Hitler in una campagna elettorale del 1932. E non posso non ricordare come certi argomenti razzisti utilizzati dalla Lega degli esordi potevano essere rintracciati nel testo del Mein Kampf.

Accostamenti surreali. Non siamo nella Germania di Weimar e nessuno invoca i campi di sterminio o vagheggia olocausti.

Ma mai come in questo caso balza agli occhi la lettura distorta che si fa della storia, ed in particolare la descrizione caricaturale che si offre di Adolf Hitler. Perché ognuno dovrebbe chiedersi che immagine ha del Fuhrer. Quella che deriva dalla storia, o la macchietta che esce dal film di Chaplin? La figura descritta dagli storici o quella che emerge dalla estrapolazione televisiva di qualche filmato d’epoca?

La verità è che Hitler è e resta (ci piaccia o no) un cardine nella storia dell’Europa del ventesimo secolo, il cui transito non si identifica solamente con l’Olocausto. Hitler piaceva. Non tanto ai “poteri forti”, non solo a certi governi e a certi anticomunisti viscerali seduti anche in Vaticano. Piaceva soprattutto ai tedeschi. Che lo votarono ed amarono fino alla fine.

La storia, soprattutto quella recente, non può essere ridotta a racconto per bambini, a commediola caricaturale. Ma questo è stato fatto nei confronti di uomini come Hitler e Mussolini. Con la conseguenza non trascurabile che, se dovessero apparire sulla scena personaggi simili, non avremmo gli strumenti per riconoscerli.


Chi ha perso?

marzo 2, 2013

puntointerrogativo

 

Bersani è lo sconfitto, e va bene. Ma è l’unico?

Vogliamo parlare di chi sosteneva apertamente Monti? Confindustria e Montezemolo, la gerarchia ecclesiatica. Roba da niente. Apparati che dal dopoguerra hanno sempre pilotato la politica nazionale, si ritrovano nelle retrovie di un partito inesistente e di un leader destinato all’oblio.

Le nuove forme di democrazia diretta, ovvero il leaderismo ipnotico-televisivo di Berlusconi e il divismo digitale di Grillo hanno spazzato via le forme classiche della democrazia rappresentativa incarnate dai partiti tradizionali. E va bene. Ma i partiti tradizionali erano ormai macchine nelle mani di altri poteri superiori, ed i parlamentari dipendenti strapagati incaricati solamente di pigiare il tasto ed alzare la mano a comando. La loro eclissi era già scritta.

I veri sconfitti, secondo me, sono gli apparati economici, culturali e burocratici che dal dopoguerra pilotano la politica nazionale. Spiazzati di fronte alla possibilità di perdere il controllo dell’opinione pubblica, prima ancora del Parlamento.