Le riforme strutturali

Sentiamo parlare da venti anni dei problemi dell’Italia che richiedono “riforme strutturali”. L’eccessivo peso dello Stato in economia (meno stato, più mercato), le pensioni di anzianità, la rigidità del mercato del lavoro, il pubblico impiego sovrabbondante.

Bene. Le privatizzazioni sono state fatte. Tutto quello che poteva essere venduto è stato venduto (o svenduto, regalato, chiuso), lo Stato si è tenuto poco o niente e soprattutto quello che nessuno avrebbe mai comprato (poste, ferrovie, cantieristica navale) o che sarebbe costato troppo (eni, finmeccanica). La precarizzazione del mercato del lavoro (flessibilità) è cosa fatta: la legge Biagi è lì e nessuno la tocca. Le pensioni di anzianità sono state spazzate via (con danni collaterali) ed ora si taglierà ancora il pubblico impiego (il cui peso si scopre essere al di sotto della media europea).
Allora ci siamo? Abbiamo risolto i problemi dell’Italia? Abbiamo fatto queste benedette riforme strutturali? D’ora in poi saremo il paese virtuoso che dovremmo essere?

Il Washington Post (che è un quotidiano conservatore e, soprattutto, NON è un organo finanziario) scrive che proprio no. Non ci siamo per niente. L’Italia non uscirà affatto dalla sua crisi perché i problemi strutturali del nostro paese non sono le pensioni, l’economia di stato e il mercato del lavoro… Bensì sono:
l’evasione fiscale;
la corruzione;
la burocratizzazione eccessiva;
la criminalità;
il nepotismo (come sineddoche della malsana formazione della classe dirigente).

Ed a ben vedere sono tutti elementi interconnessi fra loro.

Le riforme strutturali che servono al nostro paese riguardano questi aspetti e non altri. O li si affrontano per davvero, o è inutile parlare di riforme, di uscita dalla crisi e di sviluppo.

Annunci

2 Responses to Le riforme strutturali

  1. ilia ha detto:

    che dire Sandro, tutto ciò che hai scritto lo condivido pienamente, ma come si fa a modificare questa situazione?

  2. sandro zagatti ha detto:

    Non lo so. Tutto sembra voler confermare l’idea che i nostri destini siano decisi non si sa dove, e che la nostra politica sia chiamata semplicemente a ratificare scelte prese altrove, sulla nostra testa. La sottomissione dei partiti di sinistra a logiche in totale contrasto con le loro stesse parole ne è la prova più evidente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: