Bocciati i referendum

Stefano Rodotà ci ha spiegato poco fa i motivi di non ammissibilità dei due quesiti referendari: il vuoto normativo di risulta e la non reviviscenza.In sostanza abrogare per via referendaria la legge elettorale nazionale non è possibile perché in tal caso diverrebbe impossibile celebrare le elezioni dal momento che l’abrogazione di una norma non fa rivivere automaticamente quella precedente. In punto di diritto, anche se sono stato brutale, non fa una piega.

Ma ragioniamo per assurdo (e neanche poi tanto). Supponiamo che il Parlamento voti una legge elettorale secondo la quale può candidarsi al parlamento solo chi è già parlamentare in carico o un parente in linea retta. E supponiamo che un Capo dello Stato senza cervello la promulghi. Che cosa dovrebbe fare il corpo elettorale? Tenersi un tale obbrobrio senza batter ciglio per via del vuoto normativo e della non reviviscenza?

La verità è che, contrariamente a quanto si dice, l’istituto del referendum non fu voluto dai costituenti per consultare la popolazione “su grandi temi come il divorzio”, ma proprio per evitare che la “casta” parlamentare si blindasse nei palazzi del potere. Ossessionati dal ventennio fascista, i costituenti avevano orrore della democrazia diretta, e concepirono un assetto costituzionale che ponesse nelle mani del Parlamento e dei partiti tutto il potere. Consapevoli però del rischio che un siffatto sistema divenisse impermeabile alla volontà popolare, introdussero il referendum abrogativo proprio per consentire agli italiani di cancellare leggi come quella elettorale vigente, che appunto “blinda” le gerarchie politiche.

La Corte ha sicuramente seguito l’interpretazione giurisprudenziale consolidata, ma le tradizioni a volte vanno anche cambiate. Cambiare direzione è consentito anche agli ermellini.

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6 Responses to Bocciati i referendum

  1. Dan ha detto:

    Tuttavia Non darei per scontato 100 % che adesso accantonano il tutto. Mi pare che in Parlamento sentono il fiato sul collo della gente. Se il governo non cadrà prima, credo che si accorderanno per cambiare la legge elettorale. Chi dei tre del triunvirato si assumerà la responsabilità di non volere una nuova legge elettorale sarà punito alle urne.
    P.S. Non chiedetemi però come cambieranno la legge, sempre se faranno in tempo a cambiarla e b. non farà cadere prima il governo apposta per andar a votare con il porcellum….

  2. sandro zagatti ha detto:

    D’accordo, ma stiamo parlando di congetture. L’unica cosa certa è che l’ammissibilità dei referendum avrebbe obbligato il parlamento a fare qualcosa. Ora dubito che uscirà qualcosa di serio…

    • Dan ha detto:

      Non darei per scontato al 100 % che adesso tutto sia accantonato, almeno sulla legge elettorale. Mi pare infatti che in Parlamento sentano il fiato sul collo della gente (e Napolitano con il suo “sollecito” faceva per finta o per davvero?). Se il governo non cadrà prima (a ora non dovrebbe) credo che si accorderanno per cambiare la legge elettorale. Chi dei tre del triunvirato si assumerà la responsabilità di non volere una nuova legge elettorale sarà punito alle urne. Chi farà cadere Monti dovrà pagare un caro prezzo. E parimenti chi si opporrà ad una legge elettorale costituzionale (questa porcellum lo è poco, IMHO) potrebbe pagare lo scotto di elettori incazzatissimi, alle prox imminenti elezioni. Occorre stargli sul collo ai partiti !
      P.S. Non chiedetemi però come cambieranno la legge, sempre se faranno in tempo a cambiarla e b. non farà cadere prima il governo apposta per andar a votare con il porcellum….

  3. sandro zagatti ha detto:

    Il guaio è, come dimostra il tuo commento, che ormai ogni argomento che riguarda la vita pubblica, anche se sensibilissimo come la legge elettorale, è affrontato in base alle convenienze di partito o personali. Un ragionamento serio sul tipo di legge elettorale adatto all’Italia non lo si riesce a fare.

  4. adrianac ha detto:

    Vediamo che cosa è in grado di fare ora la politica (suicidio o legiferare in materia), visto che la raccolta di firme ha mobilitato oltre 1 milione e duecentomila persone, anche se su quesiti non ammissibili. In molti li abbiamo firmati sapendo che non sarebbe stato facile superare lo scoglio della legittimità, ma lo facemmo proprio per dare un preciso segnale politico.

    • Dan ha detto:

      @ Zagatti. Il mio commento è basato sulla realtà. Non si può, IMHO, astrala dal contesto in un’altro puramente teorico. Occorre tenere conto. A me piace la Cittaà del Sole di Campoanella…ma ci dobbiamo arrivare.

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