La melma

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Era il sogno di Veltroni, forse lo realizzerà il grande nemico D’Alema: un governo Berlusconi-Pd.

Guardando retrospettivamente le elezioni del 2008 e la scellerata decisione del vertice del Pd di allora di “correre da solo”, non si può che giungere ad una conclusione. Vincere era impossibile, e la rottura con la sinistra arcobaleno non poteva essere realmente motivata dalle divergenze programmatiche; la sconfitta elettorale era certa e quando si sta all’opposizione non servono programmi comuni. No, l’obiettivo di Veltroni era il pareggio elettorale (al Senato) e la conseguente necessità di varare il governo delle larghe intese con il PdL; quello che, secondo alcuni, doveva essere fatto all’indomani del pareggio del 2006.

Ora, dopo tre disastrosi anni di governo Berlusconi, ci siamo. Confluiranno in una nuova maggioranza il Pd, il Terzo Polo e una fetta di PdL. A occhio, guardandoli da lontano, gli ex comunisti, gli ex democristiani, gli ex socialisti e gli ex missini; col microscopio si potrebbero trovare anche gli ex partiti laici dei “gloriosi” pentapartiti craxiani. Praticamente tutto l’arco parlamentare pre-tangentopoli si ritrova sotto l’ala del “tecnico” Monti.

Cosa riuscirà a fare questa maggioranza resta un mistero, ma è triste vedere i dirigenti del pd sgomitare per correre fra le braccia di Gianni Letta e di Nitto Palma.

Se in Italia prevalesse il voto di opinione, e non il voto clientelare e di schieramento, questo governo segnerebbe forse la fine definitiva dei principali partiti ora sulla scena. Ma così non è, e assisteremo probabilmente all’ennesima prova di trasformismo politico. L’emergenza economica, i diktat dei banchieri, le “richieste dell’Europa” e l’esigenza di “rassicurare i mercati” faranno da velo all’ulteriore scivolamento della politica nazionale nella melma di immoralità cui ormai gli italiani sembrano rassegnati.

Mario Monti è sicuramente una persona più che degna, come lo era ed è Carlo Azeglio Ciampi. Ma anch’egli, lo ricordiamo bene, fu costretto ad accettare Emilio Colombo come ministro degli esteri del suo governo. Chi sarà il Colombo di Monti? Lo sapremo presto e ci faremo un’idea di quello che ci aspetta.

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