Lettera aperta ai berlusconiani pentiti

L’ultimo che sta per aggiungersi alla lista è Antonio Martino, tessera numero due di Forza Italia ed esponente di punta del gruppo di chi si dice deluso dal Cavaliere, il quale avrebbe tradito la “rivoluzione liberale” che aveva promesso. Aspettiamo che dia l’addio anche lui alla nave del PdL.

Ma il prototipo dei berlusconiani pentiti ai miei occhi è Filippo Rossi, penna prolifica del sito FareFuturo ed ora de Il Futurista; chiedo scusa ma mi sono un po’ smarrito nella diaspora dei seguaci di Fini. In qualità di finiano doc ha scritto più di un articolo per denunciare pubblicamente la sua disillusione ed il suo scoramento per aver sostenuto strenuamente per sedici anni Berlusconi e la sua politica, contribuendo ad annacquare nel polo delle libertà e nel PdL il patrimonio ideale della destra italiana. Ora si batte i pugni sul petto nell’assistere allo scempio che del paese il Cavaliere sta facendo. E credo che tanti la pensino come lui, fra chi ha votato e militato in Alleanza Nazionale, nell’Unione di Centro, nella Lega Nord, nei Radicali ed anche in Forza Italia. Inutile fare i nomi, sarebbe un elenco interminabile.

A noi, che siamo sempre stati dalla parte opposta a quella di Berlusconi, interessa questo pentimento tardivo? Ci vogliamo o dobbiamo credere? Dobbiamo accoglierli con il classico “benvenuti fra noi” o dobbiamo invece rinfacciargli il passato con un secco “eh no, cari, troppo tardi”?

Per quel che mi riguarda né l’una né l’altra cosa, ma un invito mi sento di inviarglielo. Perché non dimostrate la vostra buona fede concretamente, adoperandovi per rimediare, nella parte in cui è possibile, ai danni del periodo berlusconiano? Sono una miriade le leggi che avete propagandato, difeso, votato ed imposto a tutti noi (irridendoci pure) e che sono tuttora in vigore con la loro carica nefasta. Bene. Datevi da fare a raccogliere le firme per abolirle. Laddove si può con referendum abrogativi, altrimenti con leggi di iniziativa popolare che ne correggano gli effetti dannosi. Vi faccio un elenco approssimativo, ripromettendomi di aggiornarlo.

1. Una legge che ripristini il falso in bilancio come reato procedibile d’ufficio ed adeguatamente punito, come era prima del 2001.
2. Una legge che ripristini tempi congrui per la prescrizione penale, accorciata vergognosamente dalla ex Cirielli.
3. Un referendum abrogativo della legge Gasparri.
4. Una legge che incentivi il pentimento dei mafiosi e la collaborazione con la Giustizia.
5. Un referendum per abolire quel pastrocchio chiamato “giusto processo” inserito in costituzione.
6. Una legge per ripristinare il reato di attentato alla costituzione come era prima della recente modifica.
7. Un referendum per abolire la legge istitutiva dei mediatori civili.
8. Un referendum per abolire la legge Cirami.
9. Un referendum per abolire le indagini difensive.
10. Un referendum per abolire la legge elettorale Calderoli.
11. Una severa legge anticorruzione.
12. Una severa legge contro l’evasione fiscale.

Nel caso dovesse essere votato il processo lungo, un referendum per fulminarlo immediatamente.

Alcune delle mostruosità da abolire o modificare sono state varate, seppure nell’interesse di Silvio, dal centrosinistra; quindi dovreste anche avere il compito agevolato.

Cari berlusconiani pentiti, primo fra tutti Gianfranco Fini, voi siete già in politica e, a differenza di noi comuni cittadini, potete installare gazebo e banchetti nelle piazze (in occasione delle ultime elezioni amministrative ci avete sommerso con i vostri gazebo grondanti promesse che nessuno manterrà mai), ed avete sedi e ricchi finanziamenti pubblici che vi danno la possibilità di raccogliere milioni di firme fra i vostri militanti/simpatizzanti.

Accogliendo questo mio invito dimostrereste, al di là delle vuote parole, che il vostro pentimento di essere stati berlusconiani è autentico e non strumentale, ovvero finalizzato a ritagliarvi uno spazio nell’Italia post-Cavaliere.

Un’ultima prece. Quando sarete ai banchetti a raccogliere le firme contro le leggi berlusconiane che voi avete votato, sarebbe onesto che indossaste una maglietta con su scritto “i coglioni eravamo noi”.

4 risposte a Lettera aperta ai berlusconiani pentiti

  1. Delia Garofano scrive:

    Caro Sandro, troppo buono.
    Forse è stata una pessima idea, la mia, di rileggere certe pagine di Pasolini e l’ultimo libro di Chomsky con ‘sto caldo. Forse bisognerebbe, più radicalmente e semplicemente, abrogare gli Italiani: siamo ormai oltre ogni resipiscenza collettiva possibile, e non solo nell’asfittico acquitrino italiota.
    Quando avrai voglia di fare un giro a Verona, però, due chiacchiere de visu con te mi farebbero proprio piacere. Delia Garofano

    • sandro zagatti scrive:

      Sarà un piacere, in fondo non siamo così lontani!

      • Delia Garofano scrive:

        Scusa, vedo solo ora la tua risposta. Non posso muovermi io, per adesso, perché ho ricominiciato con la scuola (finché Gelmini non ci separi), ma se hai voglia tu di farti un giro nell’amena patria di Flavio Tosi sarò proprio contenta. Naturalmente ti farò conoscere solo dissidenti: più che una promessa, è un’inevitabilità biografica. Allora ci conto? A presto, Delia

  2. sandro zagatti scrive:

    Sarà un piacere!

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