Un lampo veltroniano.

agosto 11, 2011

Mentre lavavo l’insalata mi è parso di sentire provenire dalla TV la voce di Veltroni (che evidentemente Berlusconi ha liberato dalla gabbia dove viene tenuto rinchiuso) che almanaccava di un governo responsabile per salvare il paese. E mi si è palesato questo scenario. Berlusconi “fa un passo indietro” per “senso di responsabilità verso l’Europa e verso gli italiani”. Quindi nasce un governo di emergenza “sotto l’Alta Responsabilità e Tutela del Capo dello Stato” sostenuto da pd, fli, udc, cani sciolti alla Scilipoti e soprattutto con l’astensione del PdL. Un governo balneare di minoranza col solo scopo di varare la manovra. Un manovra di tagli, sacrifici, lacrime e sangue. Come fecero Amato nel ’92, Prodi nel ’96-’98, Prodi-bis nel 2006 il “centrosinistra” – sarebbe meglio dire qualsiasi cosa non sia Berlusconi – si sobbarca l’onere politico di imporre sacrifici al paese dopo che i governi del Cavaliere (e di Craxi prima di lui) hanno fatto strame dei conti pubblici. Ovviamente però, essendo di minoranza, il suddetto governo non potrà intervenire sul sistema giudiziario criminogeno e pro-mafioso abilmente creato negli ultimi quattro lustri. Né, ovviamente, potrà minimamente sfiorare le ricchezze di Berlusconi o provarsi a contrastare l’evasione fiscale. Solo tasse, tagli e sacrifici.

Ciò fatto, raffazzonati alla meglio i conti (forse), Silvio pregherà tutti di farsi da parte addossando a loro la responsabilità di aver impoverito gli italiani e si presenterà alle elezioni come quello che non ha mai aumentato le tasse e si è rifiutato di chiedere sacrifici agli italiani. Cose che fa solo la sinistra statalista e comunista (di Fini, Casini e Di Pietro, fra gli altri).

E rivincerà le elezioni.