Venticinque aprile (e poi chiudile).

aprile 25, 2011

Forse mi sbaglio, ma il fenomeno delle contestazioni al e nel giorno della Liberazione è iniziato quando si è cominciato a dire che “il 25 aprile deve essere la festa di tutti”. E sottolineo il “deve”. Ricordo un intervento in diretta di Bobbio ad un tg3 del 1994 (credo) proprio di questo tenore.

Io però mi chiedo: perché mai una festa deve appartenere a tutti? Che razza di concetto è? Mi ribello: odio le feste comandate, indistintamente, ed affermo incrollabilmente che ad una festa io ci vado solo ed esclusivamente se mi va, e non se qualcuno mi dice che ci devo andare. Non essendo religioso non santifico le feste, Pasqua per prima, e trovo odioso che si voglia imporre un festeggiamento a chicchessia. Vale per me e vale per tutti, ovviamente.

Ci sono soggetti che non sopportano la resistenza, che hanno nostalgia del Duce, che rimpiangono l’occupazione nazista? Benissimo: io sono per la libertà di pensiero costoro sono liberi di passare il 25 aprile come credono.

Non sono neppure d’accordo con l’idea che sul nazifascismo debba essere elaborata una “memoria condivisa”. A parte il fatto che ognuno ha la memoria che ha e non gliela si può cambiare, è uno dei pochi argomenti su cui ho idee chiarissime e non sento il bisogno di scendere a compromessi per condividere alcunché con chi, davanti a una svastica, ricorre ai “se” ed ai “ma”. Ognuno si può tenere la sua memoria, foss’anche la nostalgia per le camicie brune, e la festa del 25 aprile rimanga a chi la apprezza.