Soffocato dall’ignoranza.

Non riesco più a scrivere qui, perchè mi sento soffocare dall’ignoranza. Leggo ed ascolto gli organi di informazione su quanto avviene in Giappone e registro – del tutto a caso – alcune mie impressioni.

1. La porzione di costa investita dallo tsunami sarebbe (dico sarebbe, perchè nessun giornale lo dice!) di circa 500 chilometri, l’equivalente della costa adriatica da Trieste ad Ancona. Considerato che i centri abitati sono stati travolti nell’arco di venti minuti e che il Giappone ha una densità abitativa doppia riispetto all’Italia (128 milioni di persone su un’area di poco superiore), la popolazione interessata dal maremoto è stimabile in centinaia di migliaia, forse milioni. Ma ancora non vedo alcuna stima, nemmeno approssimativa, dei dispersi. Incredibile.

2. Relativamente all’incidente di Fukushima – ed anche qui pesco a caso – ieri sera Mentana (il grande giornalista!) ha confuso la fusione del nocciolo (cioè la fusione delle barre di acciaio che contengono l’uranio radioattivo che alimenta la fissione) con il processo di fusione nucleare, che è tutt’altra cosa, e non c’entra un fico secco.

3. Circa la dinamica dell’incidente nessun telegiornale, fra quelli che ho sentito, ha spiegato cosa è accaduto effettivamente, cioè il doppio guasto al circuito di raffreddamento. Il sistema di sicurezza automatico della centrale ha funzionato alla perfezione arrestando la reazione nucleare nel nocciolo con l’inserimento delle barre di assorbimento, ma il problema è stato un altro. Il sisma ha bloccato la fornitura di energia elettrica al circuito di raffreddamento ed è entrato in funzione quello di emergenza azionato dai motori diesel. Ma poichè i motori a gasolio si trovano a sette metri sul livello del mare, sono stati investiti dall’onda di tsunami che li ha messi fuori uso. Quindi i quattro reattori sono rimasti totalmente privi di sistemi di raffreddamento e, anche se la reazione nucleare era stata fermata, hanno continuato a surriscaldarsi per effetto del decadimento dei prodotti di fissione presenti nelle barre. Di qui la produzione di vapore acqueo in eccesso, di ossigeno ed idrogeno (prodotti dalla scissione delle molecole d’acqua venute a contatto con l’acciaio in prefusione a teemperatura di circa 2000 gradi) che hanno causato le esplosioni e le fuoriuscite.

Vorrei essere chiaro: a Fukushima è successo quello che capita in un’automobile cui si rompe la pompa dell’acqua: il motore non viene raffreddato e quindi, dopo un po’, fonde. Per avere un’idea plastica della magnifica tecnologia nucleare nipponica, provate ad immaginare un automobilista che guida una macchina con il radiatore guasto e per raffreddare il motore versa secchiate d’acqua sul cofano.

3. A difesa del nucleare italico si sono pronunciati il ministro Prestigiacomo (grande esperta in materia) ed il ministro Romani (detto anche ministro Colpo Grosso). Si attende l’intervento del predecessore Scajola (che fino a pochi mesi fa percorreva il paese assicurando l’assoluta sicurezza delle nuove centrali che ci vuole sbolognare la Francia) il quale lamenterà che lo tsunami è stato causato a sua insaputa.

Per non essere da meno il Corriere della Sera ha affidato un articolo in difesa dell’atomo ad Edoardo Boncinelli, un genetista. Ma che cacchio ne sa?

4. Proliferano informazioni sul livello di millisievert registrati nei pressi della centrale. Nessuno spiega cosa è un Sievert.

5. A sentire la televisione, questo sarebbe il secondo (o terzo) disastro nucleare di sempre. Prima di esso si citano Three Miles Island e Chernobyl come unici casi in cui sono stati immessi in atmosfera radionuclidi di produzione umana. Qualcuno arriva a dire che siamo di fronte ad una catastrofe epocale che muterà il mondo, che intaccherà la catena alimentare, che sconvolgerà il pianeta. Nessuno ricorda le decine e decine di esperimenti nucleari in atmosfera compiuti negli anni 50 e 60, quando Stati Uniti e Francia (nelle isole del Pacifico) e Unione Sovietica (in Kazakhstan) facevano espodere bombe atomiche (a fissione e poi anche a fusione, le cosiddette bombe H) in superficie, con la produzione e la diffusione in atmosfera di quantitativi enormi di materiale radioattivo che si è ovviamente diffuso su tutto il globo.

Mi fermo qua, mi sento soffocare.

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