Quiz.

C’è un paese in Sicilia, un paesone, che chiameremo X. E lì vicino un paese fratello, un po’ più piccolo ma simile, lo chiameremo Y. X è un paese strano, non comanda il sindaco, non c’è un prefetto ma c’è un Tribunale con una Procura; le sezioni dei partiti si somigliano tutte: la gente passa da una all’altra senza troppa difficoltà. A X il potere è nelle mani di una strana associazione, la chiameremo CF, che decide tutto: assegna gli appalti, le licenze edilizie, le cariche pubbliche, gli assessorati, le licenze commerciali, le tariffe dei servizi; insomma: governa la vita della gente, anche il respiro. A X e a Y la magistratura indaga ma non condanna; il comune di Y è stato pure sciolto per infiltrazioni mafiose, ma nessuno dei consiglieri o dei membri di giunta è stato processato per mafia. A X e a Y i carabinieri fanno amicizia con i delinquenti; a X abita un alto magistrato, che talvolta è stato visto in compagnia dei suoi imputati. A X e a Y è un problema anche fare l’assicurazione RC auto, perchè le compagnie sospettano che lì i sinistri siano tutti fasulli e i periti tutti infedeli.

A X viveva un bravo giornalista, tenace, determinato, orgogliosamente di destra ed ex missino; lo chiameremo B. Denunciava sui giornali e sulle reti televisive private tutto quello che a X non andava. Che ci fosse la mafia, per esempio. Si dice anche che avesse scoperto che a X si nascondeva un pericoloso e famoso latitante: tale L. A Y viveva uno scienziato di fama internazionale, lo chiameremo A; anche lui denunciava tutto quello che non andava a X e a Y. Lui era di sinistra, iscritto al Pci, ai Ds ma non al Pd. Si batteva per far cambiare quelle terre, per far aprire gli occhi agli abitanti su quanto fosse mafiosa la società di X e di Y.

Ma non sono questi gli unici personaggi noti che provengono da laggiù. E’ nato a X un famoso giornalista tv, che è possibile vedere tutte le sere da tanti anni, il più longevo direttore di tg che si conosca; lo chiameremo C. Ci conciona senza tregua sulle virtù del presidente del consiglio e sulle meraviglie del governo.

E di recente un altro signore, nato a X ed abitante a Y, è diventato famoso; lo chiameremo D. Magari senza troppa gloria, ma è diventato famoso, per un voto in parlamento. Un voto dato al governo sebbene lui fosse stato eletto con l’opposizione. I maligni dicono che l’abbia fatto per soldi, chissà. Ma siccome X e Y sono paesi molto particolari, non ci si dovrebbe meravigliare.

Già, perchè, purtroppo, sebbene lo meritassero, nè A nè B sono mai stati eletti in Parlamento, nè potranno esserlo. B fu trovato nella sua macchina una notte di tanti anni fa, con un proiettile calibro nove nella nuca. I maggiorenti di X dicono tuttora che fosse uno sciupafemmine accoppato da un marito geloso. A, invece, si è buttato da un viadotto dopo essere stato indagato dalla procura per aver detto che i mafiosi sono mafiosi. I maggiorenti dicono che fosse depresso.

E’ un paese strano X, tanto che qualcuno lo chiama “la Corleone del ventunesimo secolo”.

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Chi sa che paesi sono X e Y; e chi sono A, B, C, D ed L?

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5 Responses to Quiz.

  1. sandro zagatti ha detto:

    X=?, Y=?, A=?, B=?, C=?, L=?, D=?

  2. Rosolino Trabona ha detto:

    Storicamente nelle tradizioni di mafia era la provincia “babba”, posto tranquillo in cui non c’era, non si avvertiva, il problema criminale a differenza di Palermo. Per spiegarvi Messina e il sistema di potere Messinese e quindi, parlare di Barcellona Pozzo di Gotto, devo fare un esempio palermitano. Un esempio irreale per fortuna. Messina è il capoluogo della provincia, Barcellona è la cittadina più grande della provincia e ha circa 50.000 abitanti. Più o meno le stesse proporzioni che ci sono tra Palermo e Corleone. Possiamo dire che Barcellona, nella provincia di Messina, è la Corleone e la Bagheria insieme.
    Ora, pensate voi che cosa sarebbe oggi Palermo se il procuratore generale di Palermo fosse un cittadino Corleonese, se il sindaco della città di Palermo fosse un cittadino di Corleone, se il personaggio politico di spicco, il presidente del Senato ad esempio, fosse un cittadino di Corleone, e se putacaso costoro fossero stati soci di un circolo paramassonico del quale fosse stato socio anche Bernardo Provenzano. Naturalmente si sarebbe gridato allo scandalo. E ovviamente è una situazione irreale per fortuna. Per carità, il sindaco di Palermo, non è una roba da ridere però, non è di Corleone e non era iscritto al circolo con Bernardo Provenzano, questo almeno glielo dobbiamo riconoscere. Bene, a Messina, il procuratore generale, ha fatto il nome il senatore Lumia poco fa, si chiama Antonio Franco Cassata, è un cittadino di Barcellona. Il sindaco della città di Messina è un cittadino di Barcellona che si chiama Giuseppe Buzzanca, il personaggio politico principale della provincia è il senatore Domenico Nania, vice presidente del Senato, cioè il vice di Schifani per intenderci ed effettivamente le proporzioni sono abbastanza adeguate. Ora questi tre personaggi, cioè i personaggi che oggi incarnano il potere vero effettivo nella provincia di Messina, sono tutti e tre soci di uno strano circolo culturale che naturalmente ha sede nella Corleone di Messina, cioè a Barcellona Pozzo di Gotto. Questo circolo culturale paramassonico, che si chiama Corda Fratres, ha avuto tra i suoi principali protagonisti anche un signore che si chiama Giuseppe Gullotti e che è il capo di Cosa Nostra di Barcellona Pozzo di Gotto. Quindi questi fantastici 4, cioè il più alto magistrato, il più alto politico, il sindaco della città e il capomafia di Barcellona stavano insieme nello stesso circolo culturale. Qualcuno di voi ha letto questa storia sulle grandi testate nazionali oppure in televisione? Ci sarebbe da non crederci e invece è così. Per capire quella città lo si potrebbe fare raccontando la storia di Graziella Campagna, lo si potrebbe fare raccontando la storia di Beppe Alfano. Il papà di Sonia, se non mi sbaglio, è l’ultimo giornalista assassinato dalla Mafia nella storia d’Italia. In Sicilia ne sono stati ammazzati otto. L’ultimo nella storia è stato a Barcellona Pozzo di Gotto, Beppe Alfano.
    C’è però una storia che maledettamente rappresenta il buio che avvolge la vita della provincia di Messina, che è la più attuale di tutte. C’era un grande scienziato a Messina che era pure un personaggio che aveva grandissima passione politica, uno storico militante di sinistra che andava avanti al grido di “Legalità e Giustizia” ed era un personaggio iscritto al PCI, poi al PDS e ai DS e un grandissimo scienziato al contempo. Il 2/10/2008 questa persona, di cui ho avuto l’onore anche di essere amico, si è suicidata. Questa persona si è suicidata e ha lasciato un’ultima lettera. Questo mio amico si chiamava Adolfo Parmaliana. Era il più grande chimico industriale della Sicilia, uno scienziato riconosciuto a livello internazionale che aveva l’illusione di credere che la legalità potesse trionfare in provincia di Messina e nel barcellonese e nel suo piccolo paese che si chiamava Terme Vigliatore, il posto più caro alla latitanza dorata di Benedetto Santapaola. A proposito delle porcate del ROS, io vi segnalo questo che voi ancora non avete mai letto. Nell’anno 1993 Benedetto Santapaola era latitante a Terme Vigliatore. Era intercettato dal ROS con intercettazioni ambientali, i militari del ROS lo ascoltavano, veniva fatto anche il nome di Benedetto Santapaola, sapevano dov’era, avevano il nome, il cognome, l’indirizzo e nessuno è andato a prenderlo. Ancora nessuno è stato messo sotto processo per quella gravissima condotta.
    Ora, in questo paese si svolse la vita di Adolfo Parmaliana. Adolfo Parmaliana aveva sperato nella giustizia e quindi si era rivolto alla magistratura. Alla fine, da un indagine dei Carabinieri, che si concluse con un’informativa, che trovate da leggere sul sito internet http://www.illume.it, si chiama Tsunami, scoprì che i politici disonesti del suo paese, personaggi della criminalità organizzata, ufficiali di Polizia Giudiziaria, e magistrati che dovevano reprimere lì il crimine, erano un’unica consorteria. Capì il motivo per cui le sue denunce non erano più andate avanti: perché in realtà il tappo del sistema, come spesso accade, era la magistratura. Naturalmente non si trattava di magistrati per i quali qualunque esponente governativo si è mai lamentato, anzi… Quello stesso CSM vergognoso che ha punito Luigi de Magistris, che ha punito Clementina Forleo, che ha punito i magistrati di Salerno, che avrebbe punito Gioacchino Genchi se fosse stato magistrato, che avrebbe punito qualunque magistrato dalla schiena dritta. Quello stesso vergognoso CSM il 29/07/2008 nominò l’amico dei mafiosi, Antonio Franco Cassata, Capo della procura generale di Messina cioè al vertice della giustizia messinese. Da quel momento nasce lo sconforto in Adolfo Parmaliana che aveva anche testimoniato contro quel magistrato al CSM. Il 2/10/2008 Adolfo Parmaliana si è ucciso.
    Poco fa è stato citato Pippo Fava. Nel suo romanzo, “Prima che vi uccidano”, diceva: “quanto vale la vita di un uomo in questo paese?”. Ecco, se voi leggete la storia di Adolfo Parmaliana su un bel libro che un giornalista sanamente conservatore come Alfio Caruso gli ha dedicato, l’editore è Longanesi, il titolo Io che da morto vi parlo, capirete che in provincia di Messina la vita di un uomo non vale nulla.

    Fabio Repici (Palermo, 12 dicembre 2009)

  3. Rosolino Trabona ha detto:

    La mafia a Vallelunga Pratameno (CL).
    Pubblicato il venerdì 24 luglio 2009 da maik07

    Questa è una narrazione, per sommi capi, e tirata fuori dal cilindro dei miei ricordi. Vallelunga Pratameno è un centro fondato a metà del 1600 dai Notarbartolo e dai Marino di Termini Imerese. Premesso che Vallelunga Pratameno è stato,ed è,un comune di gente laboriosa ed onesta,di coltivatori della terra,decimato,negli anni,dal triste fenomeno migratorio verso il nord Italia,la Germania e altri paesi europei,pur tuttavia,a Valleunga Pratameno, piccolo centro agricolo ricadente al centro della Sicilia,nel cosidetto “vallone”,la mafia è stata sempre di casa.Non fosse altro perchè vicino a due altri centri,Villalba e Mussomeli,che negli anni ’50 hanno segnato la storia della mafia con personaggi del calibro di Don Calò Vizzini e Genco Russo. Negli anni ’50 una feroce faida si scatenò tra due fazioni:i Trabona-Cammarata,con a capo Totò Trabona,detto “l’arracchiato”, e i Madonia con a capo il patriarca Francesco. Una scia di sangue e decine di cadaveri segnarono la storia della mafia “agraria” di Vallelunga. Successivamente,mentre i componenti della cosca Cammarata finirono o uccisi(Giovanni Cammarata fu ucciso la sera del Corpus Domini-”u Signuri”,nella piazza del paese) o in galera,i Madonia “emigrarono” verso Catania e Gela. Così Francesco Madonia incominciò a stringere rapporti con i boss del calibro di Di Cristina,di Riesi,e a controllare il territorio gelese.Erano gli anni del boom economico e della mafia del “cemento”.Francesco Madonia,detto Ciccio,strinse rapporti con i corleonesi che stavano conquistando Palermo, con la cosidetta “calata dei viddrani”. Ne divenne un fedele alleato e quando fu ucciso per opera del boss Di Cristina,quest’ultimo venne eliminato, dalla mano dei corleonesi, che non gli perdonarono lo “sgarro”. A prendere le redini della famiglia Madonia fu il figlio:Giuseppe detto Piddru. Piddru divenne subito un pezzo da 90 nel gotha mafioso regionale e continuò la sua alleanza con i corleonesi a Palermo e i Santapaola a Catania. Ma Piddru non dimenticò il suo paese d’origine:Vallelunga. Dove creò un legame tra la “vecchia” mafia,rappresentata da u zu Tanu Pacino (Gaetano Pacino),u zu Calogerinu Sinatra (Calogero Sinatra) e le nuove leve. Lo scettro del potere fu dato all’emergente Ciro Vara che si attorniò di altra gente. L’ascesa di Ciro Vara,divenenuto,nel frattempo, compare di Piddru, fu rapida e sanguinaria. Da bravissimo calciatore che portava il numero 10 dietro la maglia del Valleunga Calcio,passò a spietato e silenzioso killer di cosa nostra.Parecchi omicidi commessi(12 0 13) e tanti altri reati di cui lo stesso Vara si è autoaccusato,pendendosi.Nel frattempo,Piddru macinava affari con il cemento a Gela e Catania,soprattutto nella costruzione della diga Disueri.Trovò,sulla sua strada,ad opporvisi gli STIDDRARI,nati in opposizione a cosa nostra,e i morti a Gela e dintorni non si contarono più. In seguito al pentimento di Vara,vi furono diverse operazioni di polizia con decine di arresti in tutto il vallone e non solo e diverse condanne. Tutto ciò,mentra a Vallelunga imperava la DC contrastata,solamente,dal coraggio di qualche comunista:Cosimo Anzaldi.

  4. Lisa ha detto:

    Grazie. Non conoscevo la storia.

  5. sandro zagatti ha detto:

    Prego, figurati.

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