Dicano quello che vogliono.

Vittoria di Pirro, numerica ma non politica; la maggioranza non esiste più, il governo non ha i numeri; comunque non può governare. E via così.

Tutti a dire che Berlusconi è finito. Sarà, ma per me è il contrario. Quella di oggi è stata, per me, una vittoria netta del cavaliere che non solo ha tenuto unito il PdL, ma ha staccato pezzi a Fli, che per essere un partito neonato, non dimostra una gran salute. Certo vittoria problematica, ma vittoria.

E’ però, sicuramente, una sconfitta cocente per tutti gli altri.

Per Di Pietro, che dopo aver lustrato la medaglia (autoassegnatasi) di Unico Oppositore, ha visto due dei suoi correre a sostenere Berlusconi.

Per il Pd. Perchè Cesario e Calearo sono stati eletti in quel partito. Franceschini sembra dimenticarselo, ma lui era vicesegretario con Veltroni nel fare le liste del 2008 e anche nel decidere di rompere con la sinistra, rinunciando a quello che sarebbe stato un quasi pareggio al Senato, e regalando così all’avversario una delle due camere. Perchè la sua logora classe dirigente ha avuto dalla Storia un compito ben preciso: fermare Berlusconi. E lo ha clamorosamente, macroscopicamente fallito.

Per Fini. Che non è riuscito a tenere insieme un partito appena nato, confermando di essere quel leader di cartapesta che è sempre stato, capace solo di andare a rimorchio degli altri. Che, con Casini, ha contribuito al consolidamento del potere politico-economico del Cavaliere in tutti questi anni.

Per Casini, che spera ancora di poter dire la sua contro la Lega, povero illuso. Lui, che senza i voti siciliani di Cuffaro (che ha votato la fiducia) ora sarebbe impegnato a giocare a briscola con Dilberto.

Ma, soprattutto, è la sconfitta di chiunque abbia irriso “l’antiberlusconismo” come una malattia politica “che fa il suo gioco”. Ma dove? Si può non essere antiberlusconiani quando lo si vede comperare i parlamentari assegni alla mano? Si può non essere antiberlusconiani, ora che il conflitto di interessi è diventato la regola? Con questa sconosciuta Polidori che avrebbe votato per il governo pensando al suo Cepu? E dove sarebbe la novità? Dove lo scandalo? Se denunciare il conflitto di interessi è una boiata da girotondini invasati, come ci ha detto per anni e anni proprio Fini (ricordate?), perchè meravigliarsi se i parlamentari votano badando al proprio interesse? E che differenza corre fra l’interesse di chi pensa all’azienda del fratello e quello di chi pensa al proprio mutuo? Solo che il secondo è un conflitto più piccolo, quindi meno grave.

Oggi sono sconfitti tutti quelli che, stando all’opposizione, hanno pensato o pensano che con Berlusconi si può discutere, che lo si può usare, che ci si deve dialogare. Lo fanno da sedici anni e lui ha menato tutti per il naso; tutti irrisi, usati e sbeffeggiati.

Ora il nostro parlamento, salvo poche eccezioni, è diviso in due: da un lato chi ha aiutato Berlusconi in passato, diventandone servo ed ora si è tardivamente pentito; dall’altro chi lo serve tutt’ora e non ha nè voglia, nè coraggio, nè qualità per cambiare; sapendo peraltro di fare la fine degli altri.

Salvo poche eccezioni, la sfilata di chi oggi ha votato sì è la sfilata dei pavidi complici del cavaliere, che passeranno alla Storia per aver contribuito a narcotizzare l’opinione pubblica quando era ancora possibile scongiurare l’affermarsi questo regime corrotto, autoritario e protomafioso.

Saluti a tutti. Torno a farmi i cazzi miei.

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