Uso politico della giustizia

novembre 5, 2010

maiotti

– Lei è un mafioso, non può fare politica.
– Mi denunci e ci vediamo a processo, se sarò condannato mi dimetterò.
– Ma ci vorranno quindici anni, e nel frattempo?
– Vale la presunzione di innocenza, continuerò a fare quel che faccio.


La morale

novembre 5, 2010

fanciulla

Frequentare minorenni non è reato. Pagare prostitute non è reato. Frequentare mafiosi non è reato. Falsificare i bilanci non è (più) reato. Evadere il fisco e corrompere sì, ma c’è la prescrizione, oppure manca la prova. Avere società offshore non è reato. Mentire non è reato. Farsi votare dai mafiosi non è reato. Fare pressioni sui funzionari dello Stato non è reato.

Non serve che continui, avete capito.

Ad ogni puntata di Annozero gli indignati dell’opposizione vanno sempre a sbattere contro Ghedini il quale dimostra che B. è candido come un giglio, e se si accaniscono a voler dire che invece forse il reato c’è, ecco che forniscono l’assist: “uso politico della giustizia”.

La verità è che il dibattito politico dovrebbe riposare su una morale pubblica (e non sul codice penale) che non esiste più perchè tutti ce ne siamo disinteressati. Basta far caso al lessico; si usano talvolta le parole “immorale”, “amorale”, “etico”, ma “morale”, mai. Quasi fosse una bestemmia pensare di dire cosa è “morale” e cosa no.

Da decenni ormai abbiamo abbandonato l’idea che il vivere del singolo e della collettività necessita dell’elaborazione continua di criteri di discernimento fra bene e male, illudendoci che il perseguimento dell’interesse personale incanalato nella fredda normativa protocollare (ispirata poi da cosa? Da rapporti sociali di forza? Da dogmi parareligiosi?) sia sufficiente a regolare i comportamenti singoli e collettivi. Una scelta che oltre ad essere di moda (brutta parola “morale”, fin dagli anni settanta, soprattutto se qualcuno ci vuole appiccicare l’aggettivo “sessuale”) è anche comoda da adottare. Perchè chiedersi ogni volta cosa è bene e cosa è male è faticoso. E’ faticoso decidere da se stessi come essere buoni cittadini, buoni lavoratori, buoni studenti, buoni genitori, brave persone. Molto meglio farsi prescrivere un protocollo comportamentale e rispettarlo alla lettera (almeno in apparenza).

No. Non è mai stato così, e così non può funzionare.