Ieri sera al Caffè San Marco

ottobre 30, 2010

Francesco Saverio Alessio, Emiliano Morrone e Pietro Orsatti

C’erano forse trenta persone, ieri, al Caffè San Marco, per ascoltare Francesco Saverio Alessio, Emiliano Morrone e Pietro Orsatti parlare di ‘ndrangheta (o Ndrangheta); e per chi le cose le conosce solo dalla saggistica sentirle raccontare dalla viva voce di chi è nato, cresciuto e scappato (per salvare la pelle) dalla Calabria fa un certo effetto.

La ‘ndrangheta, come Cosa nostra, come le altre organizzazioni criminali, non è il gangsterismo nostrano che l’informazione ufficiale e la politica si ostinano a volerci far credere; è invece il distillato del potere italiano. Potere economico, potere istituzionale, potere politico, il cui braccio armato operativo è quello che ci viene indicato come il tutto, con una gigantesca e dissimulatoria sineddoche.

Il 28 dicembre 1983 Giuseppe Fava, rispondendo su raiuno a Enzo Biagi, disse:

Mi rendo conto che c’è un’enorme confusione sul problema della mafia. I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione. Non si può definire mafioso il piccolo delinquente che arriva e ti impone la taglia sulla tua piccola attività commerciale, questa è roba da piccola criminalità, che credo abiti in tutte le città italiane, in tutte le città europee. Il fenomeno della mafia è molto più tragico ed importante…

E dopo queste frasi visse sette giorni.

Ieri sera, chi era al Caffè San Marco, ha ascoltato gli stessi concetti da chi li ripete da una vita ed ha perso forse la speranza di vedere cambiare qualcosa. Ed in effetti, se dai giorni di Giuseppe Fava le cose sono peggiorate, e di molto, non si può che convenirne. Perché da allora, grazie agli astronomici profitti del mercato degli stupefacenti (la Ndrangheta, per fare un esempio, detiene il monopolio europeo del traffico di cocaina) il potere criminale si è enormemente rafforzato all’interno delle istituzioni, delle professioni e della società in generale.

Forse è già troppo tardi.