Stasera parliamo di Ndrangheta (incontro pubblico)

rosso

Il Movimento Agende Rosse ha fra i propri scopi quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla penetrazione delle organizzazioni criminali nella società italiana, e sulla concreta diffusione delle mafie in tutto il territorio nazionale, quindi anche nel Nord Est.

Le ‘ndrine calabresi si sono ormai affermate come le cosche fra le più potenti, capaci di gestire traffici criminali su scala planetaria e di scavalcare perfino Cosa Nostra, quanto a ricchezza e pericolosità, pur mantenendo la loro base nel territorio di origine.

Nel loro libro “La società sparente” Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio descrivono non tanto la storia criminale della ‘ndrangheta, ma la trasformazione della Calabria in un regno delle famiglie aderenti all'”Onorata Società”, dove la vita dei singoli individui è governata dai boss locali; una terra, la Calabria, i cui cittadini sono obbligati a scegliere fra l’emigrazione e l’accettazione della condizione di sudditi delle ‘ndrine. Questo avviene con la complice partecipazione della politica, poichè i partiti sono, in quella terra, collusi con le cosche in maniera organica e “bipartisan”.

La Calabria, in questo senso, è un esempio nitido di quella che è stata definita la “sicilianizzazione” dell’Italia, ovvero la progressiva resa della politica ai poteri occulti o criminali, e dove il potere (economico, ed anche politico) è gestito al di fuori delle leggi della repubblica ed in spregio dei principi costituzionali.

Un fenomeno il cui germe era stato bene intuito già negli anni settanta da Pio La Torre e da Piersanti Matterella, proprio per questo uccisi da Cosa Nostra e subito dimenticati dai rispettivi partiti, quantunque tuttora ritualmente celebrati. Dieci anni dopo altri due uomini – Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – lo avevano cristallizzato in atti giudiziari con la sentenza del maxiprocesso a Cosa Nostra, tentando poi di estendere le loro indagini ai rapporti fra le famiglie mafiose palermitane e gli imprenditori del nord, al fine di impedire la progressiva conquista dell’economia trainante del paese da parte delle mafie. Indagini fermate dal tritolo di Capaci e dal T4 di via d’Amelio; stragi di cui conosciamo gli esecutori (però solo per la prima siamo certi della loro copevolezza) ma non i mandanti. Stragi cui non ne sono seguite di analoghe, perchè da allora le mafie non hanno più avuto necessità di uccidere i magistrati, potendo contare su altri strumenti per evitare, eludere, addomesticare o soffocare le indagini o per “rimuovere” i magistrati sgraditi; la vicenda Luigi De Magistris, pubblico ministero impegnato proprio in Calabria nelle indagini sulle collusioni fra politica e criminalità, insegna.

Il biennio 1992-1993 è l’anno della svolta; di Mani Pulite e delle bombe. Ed anche, come troppo spesso accade nel nostro paese, dei depistaggi. Misteri, manomissioni, documenti spariti, perizie infedeli, poliziotti trasferiti, pubblici ministeri esautorati, falsi pentiti. Nelle indagini e nei processi per le stragi del 1992 e del 1993 si riproduce la malattia italiana di una verità negata, di oscure presenze che deviano il corso della giustizia, a riprova che dietro quei fatti vi è una realtà inconfessabile.

La scomparsa dell’agenda rossa di Paolo Borsellino è il più macrosocpico di questi misteri, episodio paradigmatico che svela l’indicibile vergogna di uno Stato che collude con l’antistato mafioso.

L’agenda rossa è quindi il simbolo del movimento che chiede verità e giustizia sulle stragi del 1992-1993, e si prodiga per far capire agli italiani che è necessario aprire gli occhi sul dominio mafioso dell’economia e della politica, per evitare il rischio di risvegliarci un giorno tutti calabresi, tutti servi della mafia.

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Di Ndrangheta si parlerà venerdì prossimo, 29 ottobre, alle ore 20.30, al Caffè San Marco di Trieste. Relatori saranno gli autori dell’introvabile libro “La società sparente”, Francesco Saverio Alessio ed Emiliano Morrone, ed il regista, autore teatrale e blogger Pietro Orsatti.

F.S. Alessio

E. Morrone

La voce di Fiore, diretto da Morrone

Blog di P. Orsatti

La società sparente

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