Non mi sbagliavo

ottobre 6, 2010

vento4

Il soliloquio di Berlusconi attualmente in corso a Palazzo Chigi non fa che confermare quello che ho scritto nel post precedente. Il Presidente del Consiglio, affiancato dal solo Tremonti, ha ricordato i cinque punti su del discorso di fiducia, ma ha dettagliato solamente il calendario dell’approvazione federalismo fiscale, elogiando il lavoro del governo e menzionando solo ministri leghisti o del pdl.

Il retroscena è evidente. La Lega Nord gli ha imposto, a pena di chissà quali ritorsioni, di sfidare i finiani sull’unico vero terreno di scontro: il braccio di ferro fra i politici eletti al sud, che vedono il federalismo come il fumo negli occhi, ed i leghisti. Si ripropone nelle drammatiche forme attuali l’eterno dilemma dello stato unitario: il voto meridionale è indispensabile per l’equilibrio politico e per la sopravvivenza dei governi ma la politica nazionale è incompatibile con i metodi di raccolta del consenso meridionale.

Fini punta su questo: sulla ribellione “sudista” al federalismo leghista che, per quanto ci si sforzi di nasconderlo, spazzerebbe via un’intera classe politica.