Di Fini, Feltri, Montecarlo, diffamazione, politica e storia

pioggia

Viviamo un nuovo fascismo? A dire il vero l’epressione “manganello mediatico” è stata evocata proprio da chi del manganello (quello vero) ha dimostrato per interi lustri di avere una grande nostalgia: a parole, da vecesegretario del Msi, e coi fatti, da vicepremier incaricato di coordinare l’ordine pubblico del G8 di Genova. La stessa persona che è stata dalla stessa parte dei calunniatori che apparecchiarono le campagne su Telekom Serbia e sul dossier Motrokhin. Quindi, nell’esser solidali con l’attuale vittima della campagna diffamatoria di Libero e del Giornale, una qualche riserva ce l’ho.

Al di là di questo, però, vien da dire che il paragone con il fascismo ci sta e non ci sta. Perchè nel ventennio gli argomenti usati dalle camice nere erano più concreti e diretti: manganelli veri.

Ma l’uso politico di una massiccia diffamazione a mezzo stampa non è un’invenzione di questo regime berlusconiano, e lo scrissi tempo fa in questo post.

Come si sa, la storia della Repubblica di Weimar racchiude molti insegnamenti trascurati. Ebert fu bersaglio d’ogni genere di diffamazione e vinse centinaia di processi. Ma la sua immagina pubblica fu distrutta da una innocua fotografia in costume da bagno, che lo rese ridicolo a fronte del suo predecessore (il Kaiser Guglielmo II) e del suo successore (il generale Von Hindenburg).

Ammettiamo che Fini provi di aver acquistato una cucina componibile per un mezzanino di periferia: gioverà alla sua carriera politica mostrare di essere un uomo che passa il suo tempo ad arredare tinelli, a fronte di uno che ha perso il conto delle ville che possiede?

3 Responses to Di Fini, Feltri, Montecarlo, diffamazione, politica e storia

  1. mary b ha detto:

    “Esiste una morale dei signori e una morale degli schiavi. […] Lo schiavo non vede di buon occhio le virtù dei potenti: è scettico e diffidente, ha la raffinatezza della diffidenza per tutto quanto di “buono” venga tenuto in onore in mezzo a costoro, vorrebbe persuadersi che tra quelli la stessa felicità non è genuina. All’opposto vengono messe in evidenza e inondate di luce le qualità che servono ad alleviare l’esistenza ai sofferenti: sono in questo caso la pietà, la mano compiacente e soccorrevole, il calore del cuore, la pazienza, l’operosità, l’umiltà, le gentilezza a esser poste in onore[…] La morale degli schiavi è essenzialmente morale utilitaria”. (F. N. Al di là del bene e del male)

  2. Lisa ha detto:

    “Ammettiamo che Fini…”
    Guarda, penso che se vuoi fare propaganda (meglio “autopromozione”) in questo periodo ti convenga volare basso e parlare di cucine componibili piuttosto che di ville.
    Anche la sputtanata può essere utile al gioco politico, se uno la sa sfruttare.
    D’altra parte fascismi e nazionalsocialismi sono sempre partiti con argomenti “proletari”. E’ solo dopo un po’ di tempo che c’è bisogno della mitologia.

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