Italia canaglia

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A L’Aquila la terra non aveva ancora smesso di tremare e ci parlavano del rischio di infiltrazioni mafiose nel business della ricostruzione. Ora sappiamo che il coordinatore nazionale del PdL Verdini è indagato per tali fatti. Non era preveggenza, era consapevolezza di ciò che stavano facendo.
Mancano cinque anni all’expo e ci sentiamo dire che esiste il rischio di infiltrazione della ‘ndrangheta. Desumo che nemmeno questa sia preveggenza ma consapevolezza.
Tanto che – preventivamente – hanno voluto la legge anti-indagini impropriamente chiamata legge bavaglio. Magari si limitasse a proibire la diffusione delle intercettazioni, in realtà compromette irrimediabilmente le indagini di polizia giudiziaria.
Dobbiamo prendere atto di essere una specie di stato canaglia, controllato dalla criminalità che impone i suoi desiderata al Parlamento.

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8 Responses to Italia canaglia

  1. gianna ha detto:

    e prendiamone atto. E speriamo che ne prendano atto anche gli elettori del centro destra. Solo se si riuscirà a smuovere le loro coscenze questi “signori”che ci governano forse saranno costretti a fare retromarcia riguardo all’impedimento delle indagini.
    Credo che ci sia una comunicazione sbagliata alla base da parte del centro sinistra. Per esempio questo fare appello continuamente al ritorno della dittatura di tipo fascista alla gente del PDL o della Lega e comunque alla maggioranza degli italiani non gliene frega niente perchè l’antifascismo non è visto come un valore comune, anzi… c’era una bellissima frase di Flaiano: in Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti. Credo che in effetti sia un po’ così… ma, prendendo spunto dal nostro Silvio sul quale si può dir tutto ma non che non sia un gran comunicatore, non si potrebbe incominciare a dire che questi sono metodi da dittatuta del KGB, da comunisti di stampo Stalinista, e via dicendo… è un’idea tanto sbagliata la mia?

  2. sandro zagatti ha detto:

    Qualunque cosa si dica hanno megafoni per replicare e stravolgere. La legge anti-indagini è presentata come contrasto ai metodi invasivi, che erano propri delle società comuniste. Quindi avrebbero agio di rovesciare l’argomento. Il richiamo più adeguato per me è al nazismo, ovvero al pensiero di Goebbels secondo cui “la democrazia contiene gli strumenti per distruggerla”. Così fu negli anni 30 in germania, quando Hitler prese il potere rispettando (piu o meno) la costituzione e poi la cancellò in pochi mesi. Così sta accadendo ora, con una maggioranza costituzionalmente legittimata che sta facendo strame della Carta. Ma spiegarlo agli italiani è impossibile.

    • Lisa ha detto:

      E’ impossibile perchè siamo pigri e facili alla sonnolenza. Bisognerebbe fare una cura ricostituente alla coscienza del Paese… 🙂

      Guarda, io non lo so perchè siamo così passivi, così spaventati e incapaci di dissentire, anche nelle cose più piccole, nei fatterelli quotidiani. E’ che sospetto ci sia stata una premeditazione delle classi dirigenti ad addestrarci alla cecità e al silenzio anche a un passo dalla catastrofe…

      • sandro zagatti ha detto:

        La classe dirigente italiana, essendo la sede dell’illegalità nazionale, ha l’esigenza di addomesticare l’opinione pubblica e la coscienza civile. Quanto alla catastrofe, è il suo habitat naturale. E’ dalla caduta dell’impero romano che la classe dirigente della penisola sopravvive a catastrofi e alternanze di poteri politici. E’ la sua grande forza e la sua principale caratteristica che ne ha rinsaldato il senso di illegalità.

  3. gianna ha detto:

    E’ vero non c’avevo pensato. Ho letto la replica qualche giorno fa, non mi ricordo più su quale quotidiano di un giornalista che rispondeva a Quagliariello il quale aveva citato il film “la vita degli altri” a proposito delle intercettazioni facendo riferimento ai regimi comunisti.
    Poco fa parlavo col mio meccanico, che frequento spesso per via della macchina ultradecennale, e tutte le volte tento di fargli avere almeno un dubbio su quello che sta accadendo e lui mi risponde sempre così: queste cose ci sono sempre state! Sarà un pirla? ma questa è la gente. Boh! un abbraccio.

  4. Lisa ha detto:

    http://www.lafeltrinelli.it/products/9788842815686/Patria/Enrico_Deaglio.html

    Quaesto è il libro di cui ti parlavo. Certo, sono tutte cose che si sanno… ma, mio dio, dove viviamo?!?!

  5. sandro zagatti ha detto:

    Ah ok, quello di Deaglio. Non l’ho letto, poi mi farai un riassunto dei contenuti per capire se vale la pena prenderlo…

    • Lisa ha detto:

      Una sintesi abbastanza efficace la trovi qui (cito da: http://www.polisblog.it):

      Se siete in cerca di una lettura impegnativa ma avvincente per la prossima estate, qualcosa che vi garantisca qualche brivido sulla schiena mentre la temperatura sale ben oltre i 30 gradi, il nuovo libro di Enrico Deaglio potrebbe tornarvi utile.

      Si intitola Patria, 1978 – 2008 e in oltre 900 pagine descrive gli ultimi 30 anni la storia della nostra Nazione: leggere Patria è un po’’ come andare al cinema e rivedere trenta anni della nostra vita. Con i buoni e i cattivi, la musica, le bandiere, un po’ di kiss kiss, molto bang bang, e tutti noi come protagonisti sullo schermo. Si comincia con Aldo Moro nella prigione del popolo, nell’anno che ha cambiato tutto. E poi, l’ascesa della mafia, il rapporto stretto tra crimine e potere, la guerra e i segreti di Cosa Nostra, i morti e i soldi che li hanno accompagnati. I grandi condottieri dell’industria tra sogni e corruzione, la fine ingloriosa della Prima repubblica, l’ascesa della televisione e del suo magnate, il Nord conquistato dalla Lega, il nuovo potere del Vaticano, la rivalutazione del fascismo, la crisi e la deriva.

      Con Patria, Deaglio ricostruisce la nostra storia in cinquecento storie: anno per anno, i protagonisti, i fatti, le parole, le vittime e i vincitori, le resistenze, la musica e le idee che hanno costruito il nostro paese. Un libro per ricordare quanto è successo e per scoprire che molto spesso le cose non erano andate proprio così. O, come dice Andreotti nel Divo, le cose sono un po’ più complesse di come sembrano…

      … e poi hanno fatto addirittura anche il sito: http://www.patria1978-2008.it/

      Quindi,al di là della presentazione dei fatti (comunque importante) è un’operazione commerciale piuttosto ben organizzata.

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